Il talento di amare la vita: Nick Vujicic, l’uomo senza braccia, senza gambe e senza limiti.


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Avete mai provato ad immaginare come sarebbe la vostra vita se non aveste né braccia né gambe? Probabilmente nemmeno una volta e vi confesso che nemmeno io ci ho mai pensato fino ad oggi. In realtà poi, perché fermarsi a pensarci? E’ già così difficile fare i conti con le proprie piccole e grandi difficoltà quotidiane che porsi ulteriori quesiti ci sembra troppo impegnativo, oltre che inutile. Fatichiamo tanto a conciliare famiglia, lavoro, amici, e portare avanti tutti i nostri irrinunciabili impegni; è già impossibile da “interi”, figuriamoci se pensassimo di farlo senza un braccio o senza una gamba.

Noi sempre più frenetici, siamo abituati ad avere tutto e subito e non tolleriamo aspettare. Noi viziati ed esigenti che non possiamo fare a meno di un computer altrimenti ci sentiamo tagliati fuori dal mondo. Noi lagnosi ipocondriaci che se ci becchiamo anche solo un’influenza sprofondiamo nella depressione più cupa tirando in causa la sorte o qualche ignaro dio.

Potremmo mai avere una minima idea noi, sani ed eternamente insoddisfatti, di cosa possa significare svegliarsi ogni mattino senza potersi reggere sulle proprie braccia e poter scendere dal letto con le proprie gambe? E di come i gesti più semplici possano tramutarsi in una sfida da affrontare ogni giorno con la consapevolezza che le cose non cambieranno mai e i limiti ci saranno per sempre? Perché purtroppo non esiste cura al mondo in grado di far crescere gli arti a chi ne è sprovvisto. Tuttavia, è pur vero che non esiste cura nemmeno per chi gli arti ce li ha tutti eppure non conosce la felicità.

Per questo oggi voglio parlarvi della toccante storia di un uomo che è stato in grado di trasformare in preziose risorse i suoi limiti. Il suo talento è la straordinaria capacità di sorridere e amare la vita nonostante quest’ultima non sia stata generosa con lui e non gli abbia dato nessun motivo per gioire. Almeno questo penserebbe chiunque di noi.  E invece un uomo senza braccia e senza gambe ha imparato ad accettare il suo grave handicap ed ha fatto della sua vita un esempio per tutti. Molti di voi lo conosceranno già da qualche anno per la presenza e la massiccia diffusione sul web di numerosi video in cui tiene discorsi di speranza e di amore per la vita:

Nick Vujicic, di origini serbe, nacque a Melbourne il 4 Dicembre 1982 con una rara malattia genetica, la tetramelia, che gli ha impedito di sviluppare tutti e quattro gli arti. Possiede in realtà solo due piccoli piedi, uno dei quali ha due dita. Uno shock per i suoi genitori che di certo non riuscirono ad accettare da subito la diversità che il loro bambino presentava e nonostante l’ immenso amore, il conforto e l’incoraggiamento di cui lo hanno circondato, non sono riusciti a risparmiargli le sofferenze che ha dovuto ricevere sin da piccolo. Un’infanzia resa ancor più dolorosa dall’iniziale esclusione da parte delle scuole tradizionali australiane che non prevedevano l’ammissione di bambini affetti da disabilità. Fu tuttavia uno dei primi studenti disabili a frequentare una scuola normale grazie ad una nuova legge approvata durante il suo percorso scolastico.

                                                                 Giovane-Nick

Preso di mira dai compagni e dagli atti di bullismo che questi gli rivolgevano, pregava spesso Dio e lo supplicava di donargli ciò di cui la natura lo aveva privato. Quando poi si rese conto dell’impossibilità di esaudire il suo desiderio, cadde in una profonda depressione che lo portò a tentare il suicidio alla tenera età di otto anni. Ma fu egli stesso che si fermò in tempo percependo la gravità di quel gesto e riflettendo su quanta ulteriore sofferenza avrebbe inflitto ai suoi genitori, e Nick li amava troppo per permettere che ciò accadesse .

Un giorno sua madre gli mostrò un articolo di giornale in cui  si parlava di uomo  che viveva  grandi difficoltà dovute ai suoi handicap. Fu in quel momento che Nick realizzò  di non essere il solo ad avere una vita diversa e a sopportare un  peso del genere. Da allora iniziò a lavorare molto su se stesso fino ad accettare le sue condizioni e a ritenerle un dono perché queste avrebbero potuto essere di ispirazione per molte persone che non trovano conforto e  speranza. Nick ha compreso sulla sua pelle che non è la disabilità che paralizza un uomo ma la sua mente e che è il modo e la prospettiva con cui vediamo la nostra vita e il nostro futuro che determinerà il nostro successo. Gli unici limiti della nostra vita sono quelli che noi stessi ci poniamo, semplicemente per pigrizia e perché ci soffermiamo a pensare a ciò che non abbiamo piuttosto di raggiungere, partendo  da ciò che abbiamo, il pieno potenziale.

A 17 anni da vita alla sua organizzazione no-profit per disabili Life Without Limbs ( Vita senza arti ) e inizia a tenere discorsi a milioni di persone di tutto il mondo per divulgare (soprattutto ai giovani) che ogni ostacolo che si presenta nella nostra vita non è mai una sconfitta definitiva e si può sempre lottare per riuscire a far emergere il meglio di noi stessi.

In tutti questi anni, Nick ha fronteggiato i suoi ostacoli fisici sfruttando al meglio le sue limitate capacità. Ha, infatti, imparato a scrivere con una delle due dita del suo piede sinistro, grazie anche all’aiuto di un apparecchio agganciato al dito. È riuscito, inoltre, ad imparare ad usare il computer, radersi, rispondere al telefono e svolgere molte attività che, con una così ridotta capacità motoria, sembrerebbero impensabili. E’ riuscito persino a completare gli studi universitari laureandosi in Economia e Commercio e specializzandosi in Programmazione e Calcoli Finanziari.

Oggi Nick è uno speaker motivazionale di fama mondiale, è sposato con una bellissima donna e ha avuto uno splendido bambino. Scrive libri, partecipa a show televisivi e diffonde la sua parola con qualunque mezzo: viaggia ovunque, di continente in continente, andando a testimoniare il suo sconfinato amore per la vita. Nel 2009 partecipa come protagonista nel cortometraggio The Butterfly Circus ( Il circo della farfalla) che è straordinariamente  capace di arrivare dritto al cuore. Tutti noi infatti possiamo diventare delle farfalle senza operare alcun cambiamento fisico.famiglia-02

Se Nick ce l’ha fatta perché non possiamo riuscirci anche noi? E come egli stesso ci ricorda in questo emozionante film “ Più grande è la lotta più glorioso è il trionfo”.

Spero la sua storia e i suoi messaggi possano indurci a riflettere su quanto tempo sprechiamo a compiangerci e ad accecarci con le nostre stesse lacrime fino a non vedere che la felicità è lì sotto i nostri occhi, bisogna solo coglierla.

Viviana Cardone

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