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Autrice : Nicole Dark

Erano già tre volte che dopo un paio d’ anni Jacques si svegliava senza sudare e soprattutto non sentiva più quella coltellata diretta nel cuore. Era una lama molto affilata che appena apriva gli occhi entrava dentro di lui.
Il dolore era insopportabile e lui non aveva la forza di alzarsi dal letto.
Quel coltello appuntito gli toglieva ogni energia e il respiro.
Per fortuna al lavoro si distraeva…
Aveva ragione Katherine, un anno dal dottor Simpson era stato proficuo e il loro matrimonio probabilmente si sarebbe salvato.
Era strano che quel tormento fosse sparito in poco tempo, ma forse aveva ragione sua moglie “I mutamenti arrivano quando meno te li aspetti“.
Aveva contribuito anche lei perché negli ultimi tempi era più allegra, quasi raggiante.
Era una donna forte e riusciva sempre a ottenere ciò che voleva.
Quando l’aveva conosciuta a quella festa, fu amore a prima vista.
Non poteva dimenticare i suoi occhi neri che lo avevano scrutato senza il minimo imbarazzo.
Disinibita e affascinante… Dopo poco erano già a letto insieme in un hotel di periferia.
Erano passati già quattro anni e ultimamente Katherine sembrava ringiovanire.
La crisi era passata tra loro e lui ne era più che soddisfatto.
Non aveva mai avuto il coraggio di raccontare al dottor Simpson della sua relazione con Michelle e questo gli aveva causato angoscia e sensi di colpa.
Meno male che tutto si era risolto e ora non avrebbe avuto più significato parlarne col dottor Simpson perché quel bravo medico non sarebbe più servito.
Michelle non era bella come Katherine, ma era stata per lui molto importante, non ne era innamorato ma, la sua comprensione, lo aveva aiutato a sopportare la grave crisi con Katherine, una donna dal carattere autoritario che molto spesso li portava a litigare in maniera violenta.
Jacques sapeva di non essere forte come sua moglie e a volte, pieno di rabbia, usciva di casa sbattendo la porta e correva da Michelle che sapeva regalargli armonia e soprattutto conforto…
Katherine si presentò col vassoio.
Dopo anni gli aveva portato la colazione a letto.
– Katy sei molto gentile!
– E’ sabato e non vai a lavorare, posso concederti un po’ di gesti affettuosi?
– Sei veramente carina, tesoro.
– Mangia pure con calma mentre io mi occupo di Steve, a due anni non può fare il bagno da solo! E se fosse per lui, non si laverebbe mai…
– Ok e…grazie.

Erano tornati come d’incanto ai primi anni di matrimonio.
Certo, gli psicoterapeuti fanno miracoli a volte… All’inizio si rifiutò di andarci, poi accettò di fare la terapia da solo e infine il dottor Simpson riuscì a convincerlo che per risolvere quel grosso problema sarebbero dovuti stare insieme, e aveva funzionato!
Jacques si stava domandando se tutto ciò avesse potuto durare a lungo. In fondo erano stati sul punto di separarsi molte volte e la loro insofferenza era andata avanti per ben due anni.
Comunque era meglio non pensarci troppo, e vedendo sua moglie che ce la stava mettendo tutta, anche lui si sarebbe dovuto sforzare e adeguarsi, come del resto lei stava facendo nei suoi riguardi.
E poi c’era Steve, se non altro lo avrebbero dovuto fare per lui. Era un bambino buono, ma sicuramente aveva risentito della grave situazione che aveva dovuto subire.
Era stato spesso affidato a varie tate quando loro andavano dal dottor Simpson e quando lo riprendevano, era sempre nervoso. Non era piagnucolone, però il suo sguardo era triste e a volte si rifiutava di mangiare.
Katherine allora se la rifaceva con lui e gridava che non era adatto ad avere dei figli e che era l’ora che tirasse fuori le palle e si comportasse finalmente da uomo e non come uno stupido che non faceva altro che piangersi addosso. Insomma se fai un figlio, ti devi assumere le tue responsabilità e il resto, le sue stupide esigenze, potevano benissimo passare in secondo piano.
E mentre ascoltava quella costante omelia, ripensava a sua madre che quando lui era già adolescente, gli ripeteva le stesse cose mentre era seduto sul suo letto a testa bassa e quando alzava il capo non poteva sfuggirgli il viso malinconico di suo padre dalla porta semiaperta che con una qualsiasi scusa chiamava sua moglie, e lei girandosi con rabbia gli gridava.
– Quando ho finito, verrò da te! Siete due inetti!
Jacques appoggiò il vassoio sul comodino, gli era passato l’appetito.
Le risa di sua moglie dal bagno, che giocava allegramente con Steve, lo distolsero da quei pensieri e le sue labbra accennarono un sorriso.
Comunque doveva essere grato a Katherine, che era una donna risoluta ed energica.
Era quello che ci voleva per lui, sua madre aveva ragione, lui aveva bisogno di donne che lo guidassero e Katherine con la sua determinazione era riuscita anche a rimettere in sesto una famiglia che era allo sfascio completo.
E proprio grazie a sua moglie non sentiva più quelle tremende coltellate al cuore non appena si svegliava…
Quell’infinito dolore era scomparso e non era poco.
Non aveva importanza se da due anni non avevano più fatto sesso, forse pian piano tutto sarebbe tornato come prima; d’altronde il dottor Simpson aveva detto a entrambi che ogni cosa sarebbe dovuta tornare in modo naturale e mai e poi mai avere troppa fretta.
Jacques si avviò a fare la doccia, dopodiché si vestì elegantemente.
Poi andò nel suo studio. Riordinò la scrivania e gettò nel cestino dei fogli. Era un uomo preciso e ogni cosa era al suo posto. Dopo aver chiuso i cassetti, si girò con la poltrona verso sua moglie che aveva sentito avvicinarsi col solito tacchettio.
Era ferma sull’uscio. Il suo abito era molto elegante, era una donna di buon gusto e i capelli neri li aveva tirati su con dei fermagli.
– Sei pronto?
Chiese Katherine con voce sicura.
Jacques si alzò dalla poltrona sorridendole.
– Certo, tesoro.
Uscirono tenendosi a braccetto e salirono nella bella auto pulita e scintillante.
Non appena scesero dall’auto, camminarono per pochi metri.
Si chinarono, e senza parlare, cominciarono a pulire con meticolosità e accuratezza la tomba di Steve dalle foglie morte che molto spesso la coprivano offuscandola.

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