Recensione di “Big Bad Bunny” di Samuele Fabbrizzi


Buongiorno, amici del ritrovo.

Eccomi di ritorno con una recensione, stavolta dedicata a “Big Bad Bunny” di Samuele Fabbrizzi.

fronte BBBjpgTitolo: Big Bad Bunny
Autore: Samuele Fabbrizzi
Editore: PubGold (collana Dark Twin)
Genere: horror, splatterpunk
Disponibile su: Amazon e tutti gli store online

Sinossi: In viaggio con sei amici alla volta di El Paso, Texas. Tutto sembra filare per il verso giusto, finché i ragazzi raggiungono Los Monstruos e il Marvin Hotel, con la strana e inquietante, malvagia famiglia che lo gestisce, unici superstiti di una comunità di circensi, di fenomeni da baraccone, di freaks. Votati a una divinità altra rispetto a quelle conosciute, un Grande Coniglio con la passione per i personaggi dei Looney Tunes.

La recensione

Il romanzo è assai scorrevole e riesce a coinvolgere il lettore in ogni suo passaggio, sia per la sua struttura lineare sia per lo stile dell’autore, che si presenta diretto, crudo, spietato e sporco, senza fronzoli inutili, essenziale a tratti senza però risultare scarno. Buone le ambientazioni, in grado di trasmettere la giusta atmosfera grottesca e carica di inquietudine, ma il piccolo miracolo avviene con la caratterizzazione dei personaggi: essi, infatti, pur ricalcando alcuni cliché dell’horror grottesco, risultano freschi e perfettamente integrati nella narrazione, con una psicologia e un comportamento differenziato per ciascuno. Anche i dialoghi sono coerenti con i personaggi e ricalcano abitudini, pensieri e mentalità degli stessi, differenziando le affermazioni in base all’interlocutore del momento.

Ho adorato questo romanzo, con tutta me stessa. Cultrice segreta del splatterpunk e della “rozzezza espressiva”, sono incappata in un vero e proprio gioiellino del panorama horror emergente. Fabbrizzi arriva dove si prefigge e lo fa senza guardare in faccia a nessuno. Ci sono passaggi che paiono estrapolati a forza dal miglior Lansdale, ma uno dei punti di forza dell’autore è di non voler copiare nessuno: è lui e tanto basta.
Big Bad Bunny è una lettura che può essere affrontata sia per mero relax sia al fine di approfondire il linguaggio duro e triviale di una sottocategoria difficile e ancor più di nicchia come l’horror splatterpunk. Tuttavia, a onor del vero, ci sono passaggi iperbolici che o si amano o si odiano; io li ho amati, seppur risultino un po’ forzati ed eccessivi.

Lettura consigliata agli stomaci forti e a chi non ha paura di osare, a chi non si scandalizza davanti ai turpiloqui e a chi cerca letture estreme, in grado di turbare.
Sconsigliata ai neofiti, ai benpensanti e a chi mal tollera violenza, sangue e sesso.

valutazione-lettura-piacevole

Tatiana Sabina Meloni

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