Recensione di “L’irrazionale” di Luca Alessi


Buongiorno, amici del ritrovo.

Dopo molto tempo, torno con una recensione, stavolta dedicata a “L’irrazionale” di Luca Alessi.

halloween-2836385 (1)Titolo: L’irrazionale
Autore: Luca Alessi
Editore: Amazon EU S.à.r.l.
Genere: horror
Disponibile su: Amazon e tutti gli store online

Sinossi: Esistono leggi universali a cui l’essere umano non può opporsi, leggi che vanno al di là della sua conoscenza e che possono scontrarsi con la sua razionalità.
Quando queste leggi si scontrano con l’uomo inevitabilmente creano stupore e paura, ma anche sete di conoscenza, ma è proprio questa conoscenza che conduce l’uomo verso sentieri oscuri e pericolosi, dove spesso perisce per la sua natura debole e fragile, che non è certo in grado di competere con l’universo.

Composto da cinque racconti che hanno in comune tra loro la debolezza umana, la lettura è veloce e scorrevole e piuttosto coinvolgente, nonostante la sintassi ricalchi canoni classici e risulta, a tratti, abbastanza densa. Le storie proposte sono ricche di dettagli, introspettivi e descrittivi, ma non scadono nel monotono né nel morboso.
I personaggi sono credibili, uomini costretti a cede innanzi alle proprie paure e alla potenza universale della natura. Anche le ambientazioni sono ben rese, nonostante Alessi non sembra volersi perdere in analisi e dettagli inutili.

Come già detto in altra sede, ho cominciato ad amare le raccolte di racconti contemporanee solo da qualche anno; e meno male, aggiungo, perché se così non fosse stato avrei rischiato di perdermi delle piccole perle della narrativa moderna. È il caso de L’irrazionale di Alessi: cinque racconti brevi che si fanno leggere di volata. L’ho apprezzata moltissimo per due ragioni. Primo: lo stile è molto simile a quello di uno scrittore che amo da sempre (e stiamo parlando di Lovecraft, ragazzi, non di Pinco Pallino in mutande) pur non copiandolo; il nostro autore emergente, infatti, ne ricalca la sintassi, la struttura narrativa, i finali oscuri e misteriosi, ma non ha la presunzione di clonare H.P. e ciò tinge di classicismo e freschezza l’intera opera. Secondo: quello che Alessi propone non è una lettura di puro e semplice intrattenimento, ma un viaggio all’interno della psiche umana, nonché della fragilità e caducità dell’uomo che, volente o nolente, è costretto sempre a sottomettersi a forza (naturali, universali, divine), più forti di lui.
Insomma, Alessi ha padronanza linguistica e ha talento, questo è innegabile. L’unico neo (ma è una questione prettamente personale) è la concisione dell’opera: con delle idee e una forma espressiva di valore, è un peccato limitarsi.

Lettura consigliatissima agli amanti dell’horror, dell’introspezione e a coloro che vogliono avvicinarsi al genere.

valutazione-lettura-piacevole

Tatiana Sabina Meloni

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