Recensione di “Tra cielo e terra” di Davide Camparsi


Buongiorno a tutti, amici del Ritrovo.
In questa fredda prima domenica di febbraio, vi propongo l’antologia RiLL per la collana Memorie dal Futuro che l’Associazione ogni anno dedica all’autore che si è maggiormente distinto nel suo Trofeo, di cui abbiamo abbondantemente parlato nelle pagine del blog. Questo è il turno di Davide Camparsi, che si è aggiudicato due edizioni del Trofeo (2013 e 2015) e si è classificato al secondo posto nel 2017 per l’ultima antologia RiLL, qui recensita il mese scorso.

tra cielo e terra

Dieci racconti fantastici: dieci porte su altrove, sui mondi incantati della Fantasia.
Dieci racconti in cui il fantastico si mischia con la realtà: dieci porte sul nostro mondo e su noi stessi.
Dieci racconti per scoprire il filo rosso che collega le persone e le cose: l’arabesco fantastico steso tra cielo e terra.
Dieci racconti di Davide Camparsi

Così recita la sinossi dell’opera, che possiamo trovare qui su Amazon e qui sulla pagina dell’Associazione. In questa recensione, colpito dall’apparente semplicità dei testi e dall’estrema efficacia di alcuni passaggi, consapevole della cura certosina dietro cui si celano, cerco di lasciare il più ampio spazio possibile alle citazioni: confesso di aver fatto ampio uso di segnalibri e sono certo che sarà arduo rendere giustizia all’opera.
I racconti appartengono al genere del fantastico, spaziando dalla fantascienza pura de “La pecora perduta” (dai suggestivi passaggi quali “Se il pastore perde il proprio sciame, per la sua casa sarà rovina, recitava la Legge della MicroFood/L®” ad anticipare una tematica religiosa presente anche in altri racconti) e “La chiave di Keats” (atmosfere vagamente in stile Inception: “Ha seguito la sua intuizione, il presentimento che la chiave di Keats non apra alcuna porta della realtà virtuale del Gioco” dove si arriva a scoprire una realtà stratificata, quasi costituita a scatole cinesi) all’horror del brevissimo “I loro modi” e della favola alternativa “Rosso” in cui, per una volta e per citare ancora l’autore, il lupo predatore “avrebbe raccontato la sua storia”.
Ecco. Ho accennato a tematiche ricorrenti, e allora troviamo un’altra fiaba, la delicata “Quando gli animali parlavano” che si fa portatrice di valori quali il rispetto per gli altri esseri viventi e la diversità. Oppure le tematiche religiose di “Non di solo pane” (vincitore del Trofeo RiLL 2015), una storia dall’architettura relativamente semplice, in cui l’autore si chiede cosa succederebbe se Dio decidesse di tornare sulla Terra. Qualche sorriso per i paradossi amplificati dal vivere moderno e dalla tecnologia, ma soprattutto un insegnamento atto a confortare il protagonista che ha perduto un amico per un banale incidente e in seguito a questo anche la fede:

“La verità è che a volte, semplicemente, non puoi tirare freni” mi disse. “Solo lanciarti oltre l’incrocio. Nel senso che darai a quel che viene starà la tua grandezza, o la tua miseria. Tutto il resto è vita che capita”.

Pur non essendo tra i premiati, sono rimasto assai colpito da “Ramo dopo ramo”, come il precedente incentrato su figure di ragazzini. Qui la giovane protagonista ha perso il fratellino nelle acque di uno stagno e, tormentata dai sensi di colpa, si lascia convincere da una creatura al classico scambio “un dono per un dono” in cui dovrà recuperare dalla cima di un albero altissimo un peluche da consegnare per avere indietro il fratellino. Qui le conclusioni ricordano storie di formazione al livello di Stand by me di Stephen King:

Sale, di nuovo. Un ramo dopo l’altro.
Ha solo undici anni, undici anni e mezzo, sì, ma comincia a capire che a volte è così che bisogna fare. Andare avanti, ramo dopo ramo.
Forse è questo che significa crescere.

11896957_759043640874583_1277665198_n

Concludo con la biografia dell’autore:
Davide Camparsi è nato nel 1970 a Verona, dove vive e lavora come architetto.
Suoi racconti e novelle sono presenti in svariate antologie e riviste, pubblicate da diversi editori. Le sue storie hanno vinto o sono state premiate in molti concorsi lletterari. In particolare, ha vinto il Trofeo RiLL nel 2013 (con “Perché nulla vada perduto”) e nel 2015 (con “Non di solo pane”).
Oltre a questa antologia di racconti fantastici, nel 2017 sono usciti il romanzo fantasy “L’Angelo dell’Autunno” (ed. Delos Digital), la novella “Tre di nessuno” (ed. Il Foglio) e la raccolta di racconti fantascientifici “Di Carne, Acciaio e Dei” (ed. Dbook.it).

E con questo vi saluto, amici del Ritrovo, congratulandomi con Davide Camparsi per l’ottimo lavoro svolto e sperando di avervi incuriositi, sì che decidiate di fare vostra l’antologia. Merita davvero.

Gianluca Ingaramo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...