Recensione di “Zanne, l’Eredità del Cane” di Piero De Fazio


Buongiorno a tutti, amici del ritrovo!

Abbiamo conosciuto l’autore, che ci ha parlato anche del suo ultimo romanzo in un’intervista (se l’avete persa, qui potete recuperarla) e a distanza di pochi giorni presento le impressioni di lettura su “Zanne, l’Eredità del Cane”, pubblicato da Antonio Tombolini Editore e disponibile qui su Amazon in formato ebook e cartaceo.

Questa la sinossi:

Solo chi è vigliacco o chi ha un cuore puro sogna di diventare un supereroe. Ma cosa succede quando qualcuno riesce davvero ad acquisire straordinarie capacità, elevandosi così dalla massa degli uomini? A questa domanda, l’ispettore di Polizia Pietro De Falco, tormentato e in crisi di vocazione, non può ancora rispondere. Non completamente. Sebbene sia dotato di eccezionali competenze e impensabili abilità, la sua è una vita di interrogativi. Mosso da un istinto che non riesce a tenere a freno, in bilico tra morale e giustizia, tra lecito e mostruoso, si avventura in strade che non dovrebbe frequentare, sfrutta facoltà che nessun uomo potrebbe immaginare. Eppure la sua è una personale battaglia contro il male. Il buio è insieme compagno e nemico, è il solo custode di un segreto che arriva da lontano. Il destino che si delinea ha la forma di una notte carica di promesse e portatrice di un’eredità ancestrale e pericolosa.

Zanne

Chi di voi ha letto almeno una volta i fumetti nella sua vita alzi la mano. E adesso alzi la mano chi ha sognato di avere la capacità di mettere le cose a posto, di portare la giustizia là dove il sistema fallisce. Bene. Vedo che siete numerosi. Eppure lo sapete: nessuno va realmente in giro con una calzamaglia aderente, nessuno è davvero un supereroe. E nella vita non esistono solo il bianco e il nero, ma capita di trovarsi a fare i conti con un’infinità di sfumature. E là fuori, nell’ombra, ci sono storie che sfuggono alla ragione e si perdono nel folklore. Ma sono soltanto storie?
Pietro De Falco è una persona come noi, un investigatore diviso tra senso del dovere, trasformato in stanca abitudine, e delusione per il decorso della giustizia che rimette in libertà i colpevoli. Gli succede qualcosa di straordinario, ma non diventa Superman; sempre un morso gli cambia la vita, ma non s’imbatte in un ragno radioattivo e non diventa Spiderman.
Lui incontra qualcosa di più grosso. Ancestrale.
Penso che già dal titolo abbiate capito cosa gli succede e l’autore non lo nasconde fin dalle prime pagine dell’opera. Ci troviamo davanti a un horror, che allo stesso tempo è anche noir e poliziesco. Pietro è un protagonista che resta volutamente nell’ombra, quella stessa ombra in cui agisce: di lui impareremo a conoscere poco, giusto l’essenziale per conferirgli la necessaria credibilità. Ha una marcata predilezione per la collega e per il gentil sesso un po’ in generale, uno spiccato senso dell’umorismo… e quando gli girano si trasforma. Ma si trasforma davvero.
Potrebbe essere ciascuno di noi, prigionieri di un lavoro che ci va stretto e catapultati in una realtà di cui neppure sospettiamo l’esistenza. Il contrasto tra la giustizia sommaria di Pietro e le remore di Clementino è stridente quanto c’è da presumere voluto: rappresenta due modi diametralmente opposti d’intendere una medesima condizione. E qui, devo dire, il giudizio del narratore non traspare. Ho approvato la decisione di lasciare la scelta al lettore.
Passiamo come di consueto ai pro e contro dell’opera. Tra i primi annovero il senso del ritmo nella narrazione e l’evidente la cura del testo, che troviamo scorrevole e privo di refusi. Tra i secondi, ho notato dialoghi dall’alterna efficacia: in alcuni passaggi sono utilizzati per lunghi spiegoni, forse evitabili mediante l’introduzione di scene e digressioni, o comunque con una maggiore interazione tra i personaggi… quell’interazione che invece funziona benissimo in altri scambi di battute, questi sì, veramente da manuale. In conclusione, una lettura assolutamente consigliata.

valutazione-lettura-piacevole

Anche per oggi vi lascio, amici del Ritrovo, auspicando di avervi incuriositi con la recensione dell’opera. Correte e a recuperarla, ci aggiorniamo alla prossima recensione!

Gianluca Ingaramo

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2 pensieri riguardo “Recensione di “Zanne, l’Eredità del Cane” di Piero De Fazio

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