Recensione di “Diurno imperfetto” di Matteo Bertone


Buongiorno, amici del Ritrovo!

Oggi ho piacere di condividere con voi la mia ultima recensione, relativa al romanzo fantasy horror “Diurno imperfetto”, firmato Matteo Bertone.

3f51ec9d49bc461803b454a4875d5aa8_XLTitolo: Diurno imperfetto
Autore: Matteo Bertone
Editore: Nero Press Edizioni
Genere: Fantasy horror
Disponibile su: Amazon e tutti gli store online

Sinossi: Durante una delle noiosissime serate di poesia organizzate da Vera, la sua compagna, una strana bambina, mai vista e pure un po’ inquietante, lo punta e gli predice la morte. Così iniziano le intricate avventure del protagonista, un giovane farmacista che dopo quel bizzarro episodio si ritrova vittima delle insane macchinazioni di una congrega di presunte vampire che lo trascinano in un universo fatto di rituali orgiastico-dionisiaci consumati nell’oscurità di misteriosi goth club, dove la musica dark e le sonorità anni Ottanta riportano a galla ricordi sopiti nella parte più recondita della sua coscienza. E in quei ricordi è nascosto un segreto che tutti, tranne lui, sembrano conoscere o per lo meno intuire. Il professor Follini, cliente abituale della farmacia in cui lavora, insiste per tenergli lezioni sul vampirismo. Il suo psicologo, Fungo, diviene ancor più sibillino e sfuggente del solito. Una vecchia poetessa arcigna e presuntuosa, amica di Vera, sembra sapere qualcosa di lui che egli stesso ignora. Arriverà la bella e misteriosa Cassandra ad aiutarlo nella ricerca delle sua vera natura, conducendolo per mano – una mano a tre dita – fino alla rivelazione finale.

La narrazione è interessante e scorrevole, in grado di incuriosire il lettore e fa il paio con una linearità narrativa spezzata soltanto da qualche necessario ad approfondire il passato e la psicologia dei personaggi. Il romanzo scivola così pagina dopo pagina, catturando il pubblico e proiettandolo direttamente negli avvenimenti, vuoi per la capacità di Bertone di snodare la trama vuoi per il tempo narrativo prescelto – il presente – che gli appare particolarmente congeniale.

Ho trovato davvero interessante lo stile con cui l’autore si propone, ovvero una commistione tra classico e moderno. La struttura del periodo, infatti, tende spesso a essere corposa e presenta un’articolazione che rimanda ai maestri del genere horror e fantastico; tuttavia i dialoghi asciutti, i neologismi e i riferimenti musicali fanno vertere l’opera su canoni contemporanei. Un fattore degno di nota è l’eleganza di Bertone, che non decade mai, neppure quando le tematiche sfociano nel sesso o nella violenza o nel turpiloquio: la sua penna è signorile e tale resta, dall’inizio alla fine.

Ottimo lavoro anche per quando riguarda i personaggi, che risultano differenti tra loro nella psicologia e nelle azioni, pure nei dialoghi: ognuno è una realtà a sé stante e risultano concreti, anche quando l’autore gioca la carta del grottesco. I protagonisti, inoltre, ben s’incastrano in un’ambientazione in bilico tra realtà e fantasia, tra benessere e decadimento, la quale assume a tratti contorni onirici e a tratti ben definiti, quasi scolpiti.

Ho trovato un libro interessante e un autore che non ha paura di osare. Egli, infatti, attinge alle figure più classiche del vampiro, rimodellandolo a proprio piacere senza però risultare banale. Dimentichiamo, quindi, la disumanità di Dracula e il fascino adolescenziale di Cullen: il vampiro di Bertone è umano, smarrito e, soprattutto, folle. Ho amato profondamente il tono che caratterizza l’intero elaborato, un tono cinico e macchiato di malinconia, rafforzato dagli ambienti ai margini della società in cui si incappa pagina dopo pagina, perversione dopo perversione. Davvero bello, per me, è l’effetto incubo-realtà che l’autore propone: chi legge, infatti, si ritrova spesso a domandarsi se non sia tutto un sogno e se quei luoghi, quei personaggi che popolano lo scritto non siano altro che frutto dell’immaginazione del protagonista. E a tal proposito, Bertone fa di nuovo centro: il suo protagonista non ha un nome e nessuno, nemmeno nei recessi più reconditi dell’opera, lo nomina. E chissà che egli non rappresenti tutti noi.

Ne consiglio caldamente la lettura.

valutazione-bellissimo

Tatiana Sabina Meloni

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