Recensione di “Una vendetta quasi perfetta” di Fabrizio De Sanctis


Buongiorno, amici del Ritrovo!

Dopo un secolo e mezzo d’assenza, desidero con tutto il cuore proporvi la recensione di “Una vendetta quasi perfetta”, un thriller firmato da Fabrizio De Sanctis.

Augusta Raurica

Titolo: Una vendetta quasi perfetta
Autore: Fabrizio De Sanctis
Editore: Libromania
Genere: Thriller
Disponibile su: Amazon e tutti gli store online

Sinossi: Neri Ottaviani è il terzo tassista fiorentino ucciso di venerdì con un colpo di calibro 22 alla testa. Il vicecommissario della Squadra Mobile Attilio Siciliano è sotto pressione, non riesce a trovare un movente che colleghi i tre omicidi, i tassisti del turno di notte hanno paura e il prossimo venerdì si avvicina inesorabilmente. Ci sarà un altro omicidio? Un nuovo Mostro si aggira per Firenze? Nella ricerca del colpevole, aiutato da Stefania Lanzi, dirigente della Buoncostume, e dall’amico tassista Valerio Chiellini, Attilio Siciliano scopre un giro di ricatti e una brutta storia di usura, ma non basta a fermare l’assassino. Ogni sette giorni il rituale si compie.

La narrazione è scorrevole, coinvolgente, e serpeggia in maniera realistica tra le varie fasi di un’indagine. A volte gli eventi assumono ritmi incalzanti, a volte ristagnano: questo, più che demoralizzare il lettore, lo incentiva a proseguire al fine di svelare i misteri.

L’opera è grossomodo lineare. Non sono presenti flashback né flashfoward, sebbene il lettore venga trasportato da ricordi e considerazioni che vorticano nella mente dell’assassino. Inoltre, l’intreccio iniziale, ovvero la serie di omicidi, si interseca con una seconda indagine parallela relativa a un losco giro d’usura.

Lo stile è professionale. Fluido, immediato ma allo stesso tempo ricercato, ben si sposa con il genere proposto. La padronanza linguistica è notevole e il testo risulta agevole a qualsivoglia lettore appassionato di gialli classici e thriller moderni.

I personaggi dell’opera sono realistici, concreti e assumono i contorni di “persone”. Globalmente delineati a livello fisico, dispongono di una considerevole profondità psicologica e comportamentale. Il punto forte di tale caratterizzazione sono i dialoghi, che differiscono per ogni protagonista.

L’ambientazione è definita, ma non ridondante né eccessivamente minuziosa. De Sanctis riesce a far trasudare la realtà fiorentina con poche e mirate battute, trasportando il lettore in una delle più belle città d’Italia.

Personalmente mi sento di definire il suddetto libro la miglior lettura “emergente” mai affrontata. La storia si presenta interessante e il doppio intreccio vivacizza una narrazione già di per sé briosa. È la mia prima lettura firmata De Sanctis e ne sono rimasta davvero colpita. Come ho detto poc’anzi, lo scrittore detiene uno stile da vero professionista del settore, che nulla ha da invidiare a penne già radicate nel mercato editoriale mondiale… soprattutto se consideriamo che suddetto romanzo è stato scritto e revisionato in un mese e mezzo. Non stiamo a cavillare, dunque, se è presente qualche svista di natura prettamente tecnica. Mi sono innamorata del vicecommissario Siciliano e in ogni riga sono riuscita a respirare l’aria di Firenze – città da me tanto amata. Ho rievocato luoghi e ricordi e ciò, secondo me, è possibile soltanto se la penna incontrata è di gran pregio. Altro particolare degno di nota: nonostante la scrittura di De Sanctis possa rievocare nomi ben noti (Connelly, Simenon, MacBride), lo scrittore non ha la presunzione di imitare nessuno, ma è se stesso e tanto basta. Ciò, per me, è meraviglioso, soprattutto in un mondo in cui l’emulazione la fa da padrona. Ho trovato, infine, assai interessante il connubio tra giallo deduttivo classico (più lento, ragionato, molto in stile Maigret) e thriller moderno, dove l’assassino e la sua psicologia trovano ampio spazio.
I miei più sentiti complimenti allo scrittore.

Ne consiglio la lettura? Mille volte sì. Un piccolo gioiello da custodire gelosamente nella propria libreria.

Una vendetta quasi perfetta è arrivato tra i sei finalisti del Premio Alberto Tedeschi del Giallo Mondadori 2014.

valutazione-bellissimo

Tatiana Sabina Meloni

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