Recensione “C’è un mostro sul nostro Ponte” di Giada Alessia Lugli


Buongiorno, amici del Ritrovo!

Quest’oggi vorrei proporvi la recensione di “C’è un mostro sul nostro Ponte”, un romanzo horror firmato Giada Alessia Lugli.

1301449941Titolo: C’è un mostro sul nostro Ponte
Autore: Giada Alessia Lugli
Editore: Amazon Media EU S.à r.l.
Genere: Thriller/Horror
Disponibile su: Amazon e tutti gli store online

Sinossi: La famiglia Jones, composta dal padre Trevor, dalla madre Rita e dalla piccola Anna, vive nel Connecticut, a Carly. Il rapporto tra marito e moglie non è dei migliori e Trevor, nel tentativo di riconquistare il rispetto e l’amore della moglie Rita, azzarda un investimento che li porterà invece a perdere tutto. A Carly abita anche lo psichiatra Samuel Milligan che, rimasto vedovo con un figlio della stessa età di Anna, propone alla famiglia Jones di affittare la dependance della sua villa. Anna è sempre stata una bambina particolare, sincera in modo disarmante e molto intelligente, ma dai quattro anni in poi comincia a vedere un mostro e ne ha talmente paura da immaginarlo ovunque, fin nei cassetti della cucina e dietro le ceste del supermercato. A sei anni ormai Anna è considerata una piccola pazza, eppure Stephen, il figlio del Dottor Milligan, diventa il suo migliore amico. Stephen è stato educato dal nonno e dal padre come un piccolo cavaliere e cerca di aiutarla in ogni modo. Qualche volta persino, a Stephen viene il dubbio che il mostro ci sia davvero perché qualche traccia la vede anche lui. I due staranno insieme tutta la vita, affrontando con il loro amore la presenza dell’invisibile mostro, ma la famiglia di Stephen nasconde molti segreti… La storia è descritta in prima persona da Stephen che, nella prima parte, si presenta come il colpevole dei fatti che racconterà.

La narrazione è scorrevole e ha la capacità di coinvolgere il lettore. Essendo la vicenda diluita nell’arco di molti anni, vi sono capitoli o parentesi che risultano più lente, ma nonostante ciò non annoia e invoglia a sfogliare le pagine digitali una dietro l’altra, per arrivare al termine di tutta la vicenda.

L’opera è, grossomodo, lineare: nonostante l’incipit – sfogo al presente del protagonista – e l’epilogo – discostato nella persona narrativa – gli avvenimenti passati sono narrati in ordine cronologico, facendo assumere alla storia l’aspetto di un’autobiografia dello stesso Stephen, che percorre la propria vita al fianco di Anna.

Lo stile della Lugli è ricercato, ma non per questo perde di fluidità. Nonostante la ricchezza descrittiva e i numerosi aggettivi – caratteristica spesso sfruttata dagli autori horror – i periodi risultano ben costruiti e sciolti e hanno la capacità di far ben immedesimare il lettore nelle vicende esposte.

I personaggi sono ben caratterizzati sotto l’aspetto fisico e psicologico. Non sono stereotipati e si differenziano l’un l’altro tramite i dialoghi, le azioni e il passato che grava nelle loro decisioni quotidiane.

L’ambientazione è raffinata, ricercata, dipinta. Gli scorci della cittadina descritti dall’autrice sono vere e proprie cartoline che il lettore riesce a creare in mente, respirando l’aria di Carly. Anche in questo caso, grazie allo stile molto colorito la Lugli riesce a trasmettere minuzie e particolari in grado di rendere l’ambiente reale, vivibile a trecentosessanta gradi.

Personalmente ho trovato questo romanzo una piccola perla dell’horror emergente italiano. Giada Alessia Lugli si dimostra un’autrice capace a livello lessicale e concettuale, esperta nel creare tensione e curiosità anche nei lettori più affezionati al genere e che nulla ha da invidiare a nomi ben più altisonanti del genere. Unica critica – già mossa, ma la rifaccio ché non si sa mai – è la mancanza di una copia cartacea del romanzo, perché troverebbe perfetta collocazione accanto al Re del Brivido.

Ne consiglio la lettura? Sì, all’infinito. “C’è un mostro sul nostro Ponte” è uno dei più bei libri letti negli ultimi tempi e che non può mancare nella libreria (solo virtuale, purtroppo) degli appassionati del genere.

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Tatiana Sabina Meloni

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