Recensione de “Tutto inizia da O e altri racconti del Trofeo RiLL e dintorni”


Buongiorno a tutti, amici del ritrovo!

Oggi vi propongo la recensione di “Tutto comincia da O e altri racconti del Trofeo RiLL e dintorni”, quattordicesima uscita della collana Mondi Incantati, curata dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare. Il volume raccoglie quindici racconti di genere fantastico, premiati nei concorsi letterari di sei diversi paesi: il Trofeo RiLL e SFIDA (Italia, ne abbiamo parlato qui), il James White Award (Gran Bretagna), l’Aeon Award Contest (Irlanda), il premio Visiones (Spagna), il Nova Short-Story Competition (Sud Africa), la Short-Story Competition dell’Australian Horror Writers Association (Australia). Quindici storie: fantasy, horror, di fantascienza e, in generale, “al di là del reale”. Quindici racconti per esplorare la letteratura fantastica, scritti da autori italiani e stranieri.

Troviamo l’opera, pubblicata da Wild Boar in formato cartaceo, a questo link su Amazon, in sconto a € 7,10 – prezzo particolarmente conveniente, se rapportato alle quasi 200 pagine. Molto gradevole l’illustrazione di Valeria De Caterini, stessa autrice delle copertine delle altre antologie della collana, a fornire un’apprezzabile sensazione di continuità.

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Passiamo ora all’analisi dei singoli racconti, premettendo che l’opera è molto eterogenea sia per genere (lo stesso Trofeo RiLL è aperto a opere “al di là del reale” e quindi fantascienza, fantasy e horror) sia per stile, essendo una raccolta multiautore: per evitare una recensione chilometrica, mi limiterò a parlare di quelli che più ho apprezzato, cercando di incuriosire senza scendere troppo in dettaglio sulle singole trame.

Tutto inizia da O” di Maurizio Ferrero è il racconto vincitore del Trofeo RiLL 2016, da cui, come da tradizione, prende il nome l’antologia. Scelta forse scontata, è pure il racconto che preferisco per originalità e capacità di stupire: appena sembra di aver intuito la soluzione, ci si ritrova storditi da un repentino ribaltamento di trama, al che dopo poche righe si diventa sicuri di aver compreso il meccanismo di fondo… ma il finale arriva a spiazzare anche il lettore più navigato. La capacità di giocare con il lettore come il gatto col topo, mantenendo la necessaria credibilità, è insieme alla fantasia creativa una delle qualità più apprezzabili, e il titolo stesso è un esempio di questo tipo di creatività. Volete sapere cosa significa? Fate attenzione ai simboli di paragrafo e scopritelo da soli, possibile che debba fare tutto io?

Gartu” di Davide Jaccod è il secondo classificato, e qui si passa dalla fantascienza del precedente racconto al genere fantastico di un Ufficio Maledizioni Permanenti con mille codici da rispettare e le pratiche che si accumulano, storia di straordinaria burocrazia dai risvolti umoristici che fanno sorridere, così come in simili territori troviamo lo straordinario mercato de “La transazione del secolo” di Francesca Cappelli e le carnevalesche maschere de “La commedia dell’arte” di Francesco Nucera, rispettivamente quarto e quinto classificato.

Le opere citate sono inframezzate dal fantascientifico “Prova di recupero” di Luigi Rinaldi, terzo classificato, che si misura nella citazione di un classico distopico del calibro di “Prova d’esame” di Henry Slesar, ma ribaltandone la prospettiva nel presentare il punto di vista di ragazzi svantaggiati in una società che non perdona i figli che non siano in grado di tenerne il passo. Forse l’argomento stesso dei giovanissimi alle prese con i loro pensieri e le loro difficoltà, minacciati dall’ombra di un fato incombente, è per definizione foriero di una buona dose di empatia, ma l’autore ha mostrato una notevole capacità di coinvolgimento emotivo nella ricerca della drammaticità di un finale tutt’altro che scontato. Tra i racconti che ho preferito.

Ai primi cinque del RiLL segue la sezione del World Tour, in cui il primo racconto a impressionarmi è stato “L’arca di Pandora” a firma della spagnola Chus Alvarez: a fronte di una narrazione fatta di solitudine e di confronto tra la protagonista e un’avanzata IA – può ricordare vagamente “2001: Odissea nello spazio” di cui condivide le premesse, ma si discosta decisamente nello svolgimento – la vincitrice del Premio Visiones riesce a trovare una chiusa d’effetto e d’assoluta coerenza. Ovviamente promossa!

Carta, sasso, incisivi” di David Cleden, vincitore del James White Award del Regno Unito, è forse l’antitesi del racconto precedente. In questo racconto lungo, definirei l’ambientazione dark fantasy e le atmosfere ai confini dell’horror, e le basi sono da ricercare nell’idea vincente della mutazione quale unico strumento d’offesa in una particolare lotta per il territorio. Partenza al fulmicotone, finché se ne individua il filo conduttore e si apprezza l’approccio assai psicologico della narrazione giocata su un livello evoluto della morra cinese, ma il personale giudizio è di una chiusa forse non all’altezza della prima parte dell’elaborato. Poteva finire diversamente? In tutta onestà lo ignoro, il finale mi sembra mancare del colpo di genio che avrebbe meritato, ma in questo giudizio potrebbe influire semplicemente il gusto personale.

Fratello” di Rue Karney, vincitore dell’australiana AHWA Short Story Competition, si mantiene nel territorio del distopico con bambole della preoccupazione quasi ai confini con l’horror, nelle quali mi piace vedere una critica verso il controllo delle emozioni imposto dalla società e forse anche nei confronti di un certo estremismo nell’arte, cui si può contrapporre la naturalità dell’individuo. Ma neppure voglio ricercare significati oltre a quelli che abbia voluto inserirvi l’autore: in ultima analisi, si tratta di un ottimo racconto, breve e ansiogeno.

L’ultima sezione dell’antologia è dedicata a SFIDA, premio a inviti rivolto ai vincitori o finalisti di almeno un’edizione del RiLL, che per il 2016 è stato incentrato sul tema “Re Mida” da affrontare sotto qualsiasi punto di vista, anche figurato, di genere e di trama, purché contenente elementi di carattere fantastico. Porto alcuni esempi di interpretazioni alternative del concetto: il “Tocco magico” di Alan Voudì è la facoltà empatica di un mondo parallelo; “Il Nero” di Rosalba Risaliti è una pregevole e più letterale interpretazione del mondo dell’arte; “RE Mida” di Massimiliano Malerba (autore di cui abbiamo già parlato in questo articolo) è la visione fantascientifica, ironica e metaforica del concetto, dove pure il RE maiuscolo ha il suo significato.

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Arrivo dunque alla conclusione di un’antologia che mi ha entusiasmato, cui assegno il punteggio di cinque stelle piene, e la consiglio a tutti i lettori che vogliano trovare testi allo stato dell’arte a livello italiano e internazionale, in particolare a quanti amino il genere fantastico in tutte le accezioni e vogliano intraprendere il percorso della scrittura. D’altra parte, che il livello sia alto è naturale: basti pensare a una selezione di oltre trecento autori da cui trarre i cinque migliori testi per il nostro paese, e altrettanto per gli altri. Tra i pro metto la cura dei testi e dei dettagli, oltre alla grande fantasia ed eterogeneità degli elaborati, che non ho citato tutti per ragioni puramente di spazio. Sono sicuro al 100% che ciascuno dei lettori possa trovare il racconto (o i racconti, com’è successo a me) preferito in assoluto, oltre a una piacevolissima compagnia di viaggio al di là del reale.

E con questo vi saluto, Amici del ritrovo, rinnovando l’appuntamento su questi schermi alla prossima occasione. Buon venerdì pomeriggio e buona lettura!

Gianluca Ingaramo

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2 pensieri riguardo “Recensione de “Tutto inizia da O e altri racconti del Trofeo RiLL e dintorni”

    1. Oh cavolo, per non dire altro :O ti faccio subito tornare donna! Chiedo scusa, ma ho scritto la recensione con l’influenza, ed ero messo peggio del solito!

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