Consigli per aspiranti autori – A cura di Daniele Pollero


Cari amici del Ritrovo, buongiorno.
Oggi voglio condividere con voi una simpatica lista di consigli per aspiranti autori.
Il post è stato scritto da Daniele Pollero, collaboratore della Panesi Edizioni, e credo possa aiutare a fare un po’ di luce sugli errori assolutamente da evitare qualora si desideri sottoporre il proprio lavoro a una casa editrice.
Buona lettura!
E, se vi va, condividete la vostra esperienza e fateci sapere se aggiungereste qualcosa. 🙂

Hai un romanzo nel cassetto e vuoi provare a darlo alla luce?
Hai googlato “Einaudi”, ma il T9 birichino [e saggio] ti ha indirizzato a Panesi?
Vuoi provare a farci innamorare comunque?
Tre cose che mi sono accorto funzionare a meraviglia nella proposta di un manoscritto.
Consigli per aspiranti Panesini [e per tutti gli altri, a piacere]:

1) PRESENTAZIONE
Mail, sinossi e titolo.
La prima dev’essere semplice, ma formalmente adeguata alle intenzioni e alle ambizioni. Posso capire che tu abbia conservato il fiorentino illustre per il romanzo, ma se infili 25 errori nella prima parola della mail un po’ turbi le nostre sensibilità.
Stessa cosa per la sinossi: un muro di sbrodolanti parole separate solo da [una tonnellata di] virgole e hop, via, il manoscritto vola [in fondo alla fila, quando va bene]. È il primo impatto. Fai conto di uscire con un bel manzo che ti arriva con i polsini autografati di Benji&Fede. Magari poi è un ganzo, ma il primo impulso sarà quello di cambiare sponda o di darsi alla necrofilia. Ecco, una pessima sinossi è il polsino autografato di Benji&Fede del successo letterario.
Poi ok, ti va di comunicarci che le precedenti edizioni della tua opera hanno già raggiunto il milione di copie in Qatar e Yemen. Fantastico [forse un po’ meno per Qatar e Yemen], ma noi siamo piccoli piccoli, e in quanto tali anteponiamo la qualità e la passione al nome. Siamo fermamente convinti che il profitto, ove cicci fuori, sia conseguenza naturale [Capito, Paolo Brosio? Non ti pubblicheremo mai!].
Per il titolo occorre una certa dose di brio, di fascino, di mistero, di incisività. Se mi mandi una raccolta di racconti rosa intitolata Amore mi fai calare la libido, soprattutto se Amore è già il titolo della biografia di un grande autore che si è sempre occupato di amore [storia vera, con nomi e generi di fantasia]. Già in quel caso era discutibile, ma lui può.
Poi certo, “La profilassi sessuale del nasello albino del Mare di Barents” è indubbiamente un titolo interessante per un legal thriller, ma magari un pelo criptico.
Siate intermedi, con efficacia.

2) IDENTITÀ
Ok, c’è sto arrotino dalle formidabili doti investigative che arriva in sto paesino di un centinaio di anime dove casualmente si è consumato un omicidio 37 secondi prima. A noi sta bene. Magari è il giallo del secolo, meritevole della fascia da sindaco del caso letterario [tanto ormai la spacciano un po’ alla cazzo, non vedo perché all’arrotino picche].
Però cerca di farci capire PERCHÉ hai deciso di mettere su carta quel particolare tipo di vicenda. Se scrivi tanto per scrivere, si vede. Se scrivi gialli solo per diventare un grande giallista, difficilmente accadrà. Scrivere è un modo per dar voce a un’ossessione. Che poi quest’ossessione prenda la forma di un giallo o di un erotico, della fisionomia di un personaggio o della piega di un evento, poco importa. L’importante è che ci parli di te, che dalle tue pagine colino sogni, aspirazioni e riflessioni personali. Tu vieni prima della storia, dobbiamo riconoscerti e intuire che hai BISOGNO di dirci qualcosa. Altrimenti è solo la storia di un arrotino che indaga, lo scimmiottamento di modelli precostituiti, e quindi di demoni altrui.
Un editor di solito conosce più segreti inconfessabili del tuo psicoanalista e di tua mamma. È una grande occasione terapeutica, abbi il coraggio di essere te stesso.

3) COMUNICAZIONE
Immagina che il manzo di poco fa non si presenti con i polsini di Benji&Fede, ma con due bracciali borchiati paura. Figo è figo. E, contro ogni aspettativa data la media, scopri pure che è sagace, brillante e simpaticamente umorista. Eppure, quando arrivi a casa alla sera, ti ritrovi a pensare più alla Rivoluzione dei Garofani in Portogallo che a lui. Non è rimasto, non si è aggrappato da nessuna parte. Mancava qualcosa.
Quel qualcosa è un fattore occulto e spesso indefinibile, la facoltà di sapersi raccontare, di coinvolgerti per tentare di capirci qualcosa, di sapere come andrà a finire. Forma e sostanza, idea di pregio e scrittura fluida non bastano, se poi manca quel quid.
Non devi raccontarmi bene quello che sta succedendo, devi [ri]portarmi lì con te nel momento in cui lo stavi scrivendo, devi mettermi in contatto con il tuo stato emotivo di allora, devi scuotermi, devi osare. La letteratura è una forma di trasmissione empatica, è travaso di emozioni, non la prima pagina del lunedì mattina.
Lasciami spazio di manovra, non dirmi tutto, portami dentro, rendi interrogativo quel punto fermo e permettimi di rispondere come farei io. Tu scrittore hai la tua verità, ma senza il contributo del lettore è solo un monologo. Dialoghiamo.

Daniele Pollero

Per ora è tutto!
Buona giornata e a presto!

Se il nostro progetto ti piace e ti interessano i nostri articoli, che ne pensi di regalarci un voto? Grazie!

sito

Annunci

Un pensiero riguardo “Consigli per aspiranti autori – A cura di Daniele Pollero

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...