A tu per tu con gli editori #8: Triskell Edizioni


Buongiorno, amici del ritrovo!

Oggi riprendiamo la rubrica dedicata al mondo della piccola editoria di qualità per fare conoscenza con Triskell Edizioni, realtà approdata nel febbraio 2013 nel digitale, che espandendosi nel dicembre 2015 ha differenziato la propria operatività, creando due siti distinti per altrettante tipologie di romance, cui è andato ad aggiungersi l’anno scorso un terzo marchio dedicato alla narrativa di ogni genere. Prima di conoscerla meglio attraverso le risposte della fondatrice Barbara Cinelli, riporto questa presentazione estrapolata dalla voce “chi siamo” del sito internet:

Il team della Triskell Edizioni, fermamente convinto che la lettura debba essere un piacere, si prefissa di raccogliere, valutare e pubblicare romanzi che possano essere definiti ‘godibili’ e ‘piacevoli’.

In questi anni in cui l’amore sembra passato un po’ di moda, per noi rappresenterà invece il punto focale, rappresentato in tutte le sue sfaccettature.

triskell

Data di nascita della Casa Editrice: Febbraio 2013

Cosa pubblichiamo:

  • Triskell Romance – romance tradizionale
  • Triskell Rainbow – romance M/M, LGBT
  • Triskell Reserve – narrativa di tutti i generi

Cosa non pubblichiamo: libri di poesie, libri illustrati, libri di cucina, raccolte di racconti, saggi. Non prendiamo in considerazioni libri già pubblicati, a meno che non siano presenti sul mercato da almeno due anni (la regola vale anche per i self).

Tempi di attesa per la lettura del manoscritto: massimo tre mesi, ma può accadere che ci si prenda qualche giorno in più se i manoscritti da valutare sono molti.

Numero di manoscritti pubblicati ogni anno: nel 2015 48 titoli, nel 2016 76 titoli. Prevediamo nel 2017 un’altra ottantina di titoli. Nel 2018 già 40 titoli programmati.

L’errore (o gli errori) che un aspirante scrittore non deve commettere per evitare che il suo manoscritto venga automaticamente cestinato: Non sottovalutare il regolamento, che è esposto chiaramente su tutti e tre i nostri siti (come sui siti delle altre case editrici). Se una casa editrice impone determinate regole da seguire per l’invio dei manoscritti, queste vanno rispettate, anche se possono sembrare fastidiose. Non farlo è il primo passo per dimostrare mancanza di rispetto per il lavoro della casa editrice stessa.

✔ Qual è la sfida più grande per una casa editrice di piccole/medie dimensioni?

Restare a galla. Scherzi a parte, lavorare in questo ambiente è una sfida quotidiana e ci vuole un impegno costante per poter riuscire a sollevare la testa a sufficienza per essere notati. Altra sfida è l’essere presi sul serio e trovare autori disposti a credere nella casa editrice, soprattutto all’inizio, perché spesso ti trovi a confrontarti con autori delusi o diffidenti nei confronti delle case editrici.

✔  Quanto tempo ci vuole, mediamente, affinché una neonata casa editrice riesca a farsi conoscere sul mercato editoriale?

Dipende da come si propone e da quanto tempo impiega a spingere il proprio nome. Direi che almeno un paio d’anni ci vogliono. Sempre che si riesca a mantenere alto il livello d’attenzione dei lettori, dei blogger e degli altri addetti ai lavori.

✔ Quante persone sono indispensabili per avviare e realizzare al meglio i progetti di una casa editrice?

Sicuramente serve un buon editor, un buon correttore di bozze, un grafico e un tecnico per gestire sito e store. Serve poi una persona che sappia gestire una casa editrice anche in termini di adempimenti fiscali, o quantomeno un professionista che possa seguirla in tal senso. Un addetto al marketing è un valore aggiunto da non sottovalutare.

✔  Cosa, a vostro parere, l’editoria moderna deve mantenere della tradizione e di cosa invece deve disfarsi per abbracciare l’innovazione e trovare nuovi lettori?

Fermo restando che tutta l’editoria, tradizionale o digitale, dovrebbe sempre assicurare una buona qualità del prodotto, per trovare nuovi lettori bisogna saper offrire qualcosa di diverso.

Già il fatto in sé che il prodotto digitale sia fruibile in modo diverso da quello cartaceo è un modo di arrivare a nuovi lettori, magari anche i più giovani, che addirittura spesso leggono dal cellulare.

Poi ci sono le sfide come quelle portate avanti dalla nostra casa editrice, che ha supportato e spinto un genere che in Italia era relativamente conosciuto e questo, sebbene possa far storcere il naso ad alcuni, sicuramente ha portato nuovi lettori. Osare, provare, sperimentare. Queste sono cose che un editore digitale dovrebbe sempre fare.

Non è da sottovalutare il rapporto che si può creare con gli autori, perché un autore digitale deve essere attivo, deve intervenire in prima persona per aiutare la propria CE a promuovere il suo libro, perché non si troverà in vetrina nello store Mondadori, ma dovrà lavorare online con la CE. E se si riesce a lavorare bene insieme, si riesce ad arrivare ad ancora altri lettori.

Sicuramente, gli editori digitali poi dovrebbero anche essere più elastici in termini di contrattualistica, vincolare gli autori per alcuni anni e non per decenni e concedere percentuali di royalties maggiori.

✔  Escludendo le case editrici maggiori e ormai affermate, ce n’è una (o più di una) che “temete” o con cui sentite più forte la competizione?

Nel genere M/M c’è Dreamspinner Press, che era presente sul mercato italiano da prima della nostra nascita, anche se al momento noi siamo la CE che pubblica il maggior numero di uscite mensili. Per quanto riguarda il romance tradizionale sentiamo una forte competizione, sì, ma del resto siamo circondate da colossi affermati nel genere. Lo stesso vale per la nostra collana di narrativa.

✔  Un vostro recente progetto editoriale di cui andate particolarmente fieri.

Sicuramente l’aver concluso il contratto per portare in Italia la trilogia di C. S. Pacat “The Captive Prince”, tradotta praticamente in tutte le lingue. Un vero e proprio caso editoriale, pubblicato negli USA dalla Penguin.

✔ Un consiglio spassionato agli aspiranti scrittori desiderosi di pubblicare il romanzo che hanno nel cassetto.

Di curare al massimo il loro manoscritto prima di inviarlo in valutazione a una casa editrice. Se è vero che il talento è una cosa importante è altrettanto vero che lo è la conoscenza dell’ortografia e delle regole grammaticali. E di non scoraggiarsi davanti a un rifiuto.

Ringraziamo Barbara Cinelli, fondatrice di Triskell Edizioni, per il tempo concesso e vi invitiamo a scoprire il loro catalogo per conoscere tutte le novità.

Grazie a voi per lo spazio che ci avete dedicato!

Gianluca Ingaramo

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