Recensione di “Bambina”, di Francesca Romano


Buongiorno, amici del Ritrovo!

Sono felice di poter condividere con voi una nuova recensione, relativa alla raccolta poetica “Bambina” di Francesca Romano.

Questa volta, però, sarà differente dal solito, non tanto per la natura dell’opera analizzata quanto per la mia poca competenza in materia lirica. È, pertanto, da ritenersi una valutazione meramente personale.

1190107492Titolo: Bambina
Autore: Francesca Romano
Editore: Panesi Edizioni
Genere: Poesia
Disponibile su: Amazon e tutti gli store online.

Sinossi: “Bambina” è un’opera complessa, multiforme che mira a coinvolgere il lettore in un’esperienza sinestetica ed emotiva. Le parole sono immagini, evocano immagini, emozioni, sensazioni universali in cui il lettore può riconoscersi, sono alfabeti parlanti per l’anima. Bambina è un crescendo che parte dall’emotività più pura e palpitante, basata sul sangue e la lacrima, sull’umidità di un filare di vigneti per passare alla riflessione sul corpo come cassa di risonanza, un corpo consapevole, un corpo dove il dolore è impresso e marcato in ogni costola, un corpo che man mano tende alla rarefazione, alla scarnificazione per poi giungere al silenzio ed esprimere il dolore rielaborato con la parola troncata, minima, che lascia al lettore ampio margine interpretativo.

Ho affrontato la lettura di “Bambina” attendendomi dei componimenti di qualità… e li ho trovati, ben oltre le mie aspettative. Sessantacinque poesie cariche di sentimenti, di decadenza e di musicalità verbale e concettuale.

Gli abiti indossati dalle opere sono molteplici: abbiamo versi sciolti, rime baciate, concatenate, metafore, sineddochi, similitudini a creare delle piccole collane di perle poetiche. Abbiamo ritmo, abbiamo intensità emotiva, abbiamo climax logico-strutturali che avvinghiano il lettore e non lo lasciano più.

Io, digiuna e ignorante di poesia, sono inciampata in strofe capaci di farmi tremare le vene dei polsi. Lì dentro ho trovato tutta una vita, un’intera realtà femminile, un saliscendi di sensazioni e percezioni che hanno preso forma innanzi ai miei occhi. Parole tridimensionali, fatti reali che si sono delineati nella mia testa e nei miei occhi. Vivendo le emozioni di Francesca, ho visto e percepito me stessa. Ed è questa una grandissima particolarità dell’autrice: raccontare schegge di vita di noi tutti.

Ne consiglio la lettura? Mille volte sì. “Bambina” è un’opera magistrale nata dalla penna di una donna che ha la poesia nel sangue.

E come un angelo sciagurato
volerò da un palazzo

sfracellandomi al suolo
come un uovo marcio.”

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Tatiana Sabina Meloni

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3 pensieri riguardo “Recensione di “Bambina”, di Francesca Romano

    1. Ciao, Stella. Anche io non sono ferratissima in poesia e approfondisco poco il genere, nonostante ne sia affascinata. Francesca ha però la capacità di entrare nel cuore e nelle ossa dei lettori, oltre che essere stilisticamente elevata. Mi ha fatta innamorare e, per una prosatrice come la sottoscritta, non è poco.

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