Intervista a Fabio Mosti, creatore de “Il Lettore di Fantasia”


Buongiorno a tutti, amici del Ritrovo.
Qualcuno di voi forse ricorderà un articolo pubblicato all’incirca un anno fa in cui si discuteva delle riviste letterarie in Italia e della loro importanza nella diffusione di una sorta di “cultura della lettura“.
Ebbene, oggi il nostro blog ospita Fabio Mosti, autore e creatore di una celebre rivista letteria che precedentemente non avevamo ancora presentato:«Il Lettore di Fantasia».

Questa rivista seleziona e pubblica racconti fantasy, horror, fantascientifici, gotici, gialli, noir, thriller e agli autori selezionati viene riconosciuto un compenso forfettario minimo di € 3,50 lordi a cartella. Qualora possa interessarvi, a questo link potete trovare tutte le informazioni inerenti le modalità di invio, selezione e pubblicazione, nonché gli argomenti trattati e le linee guida per le opere di narrativa e le illustrazioni. Prima però, vi consiglio di leggere questa intervista riservata al suo ideatore e principale curatore, il quale ci racconta chi c’è dietro una rivista come «Il Lettore di Fantasia», gli obiettivi raggiunti e le sfide future, discorrendo di creatività, lettura e passioni.
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Ciao Fabio e benvenuto. Dimmi, quando è nato “Il Lettore di Fantasia”? Quanto la forma attuale della rivista rispecchia l’idea originale?

«Il Lettore di Fantasia» nasce nella torrida estate del 2014; attualmente sono usciti quattordici numeri con una cadenza sostanzialmente bimestrale. La rivista è un progetto continuamente in divenire, e per certi versi in questo lasso di tempo è cresciuta molto. Gli ultimi numeri sono abbastanza diversi dai primi soprattutto dal punto di vista grafico, ma sostanzialmente simili nello spirito. Rispetto all’idea originaria diciamo che abbiamo ancora degli obiettivi da raggiungere; il numero di pagine, in primo luogo, che dobbiamo ancora aumentare, e la pubblicazione di tavole a fumetti, che è un traguardo molto ambizioso ma secondo me alla nostra portata.

lettore-1Chi c’è dietro «Il Lettore di Fantasia»? Da quanti membri è composta la sua redazione e come sono distribuiti i ruoli? Ha conosciuto qualche importante cambiamento o evoluzione nel corso del tempo?

La redazione della rivista ha una compagine abbastanza fluida, e in parte è costituita da collaboratori esterni. La squadra base è composta da me, un direttore responsabile, una redattrice e una persona che si occupa dell’amministrazione e della burocrazia. Grafici e illustratori sono tutti collaboratori esterni, come gli autori dei testi del resto. Io e Gaia, la redattrice, ci occupiamo materialmente di editare e impaginare i numeri; il direttore responsabile mi succederà nel delicato ruolo di scrivere l’introduzione a ogni nuova uscita. Gli editor sono quasi tutti collaboratori esterni, anche se spesso dell’editing mi occupo direttamente io (lo confesso, è un lavoro che mi dà grandi soddisfazioni). Abbiamo anche un gruppo di lettori volontari che ci aiutano nella selezione dei testi, che sono veramente tantissimi.

Quali sono i maggiori traguardi raggiunti dal progetto? Che tipo di sfide si prefigge di affrontare e qual è la massima aspirazione che tu, Fabio, vorresti raggiungere?

Credo che attualmente il traguardo più importante lo abbiamo raggiunto a livello di distribuzione. Come si può vedere dalla mappa che è sul nostro sito, ormai la rivista è distribuita a livello nazionale, e in aggiunta a questo ha un elevatissimo numero di download. Attualmente stimiamo che ci seguano circa dieci o quindicimila persone. Tuttavia lo scopo del «Lettore» è quello di diffondere la cultura della narrativa fantastica e dare spazio agli autori italiani, quindi non ci fermeremo qui e cercheremo di raggiungere ancora più lettori. Altri obiettivi riguardano l’aumento del numero di pagine, per poter dare più spazio ai testi validi che ci arrivano, e la pubblicazione di storie a fumetti, per mostrare la continuità che c’è fra narrativa «scritta» e narrativa «per immagini». Per farlo ci occorre il sostegno dei lettori e degli sponsor, quindi si può dire che come obiettivo «funzionale» abbiamo quello di aumentare il numero di abbonati alla nostra campagna di crowdfunding sul sito Patreon, e il numero di inserzionisti che acquistano gli spazi pubblicitari. A tal proposito ci tengo a sottolineare che i fondi che raccogliamo sono reinvestiti nelle spese di stampa e nei compensi degli autori e dei collaboratori; anche se non si può parlare tecnicamente di progetto no profit, perché non siamo un’associazione ma di fatto un editore, lo spirito è quello.

lettore-2Sei soddisfatto della qualità dei racconti che arrivano in redazione? Quali sono le impressioni dei tuoi lettori?

Questo è un discorso delicato, purtroppo ci arriva una quantità enorme di materiale completamente inutilizzabile, ma in mezzo ci sono delle vere e proprie pietre preziose. Considera che su cento racconti che ci arrivano ne scartiamo mediamente novantanove. Quello che rimane però è di qualità davvero alta, una delle cose che amo del lavoro con la rivista è che sto continuando a scoprire degli autori bravissimi e devo dire che pubblicare i loro testi è un onore oltre che un piacere. Molti lettori ci scrivono per complimentarsi con noi della redazione o con qualche autore in particolare, oppure per farci qualche critica o magari fare delle richieste. L’interazione con i lettori è molto importante perché ci dà in ogni istante un riscontro concreto su come ci stiamo muovendo.

Cos’è per te la creatività? Cosa rende, a tuo parere, originale un’opera letteraria?

Personalmente credo che la creatività sia la capacità di produrre qualcosa di nuovo a partire dall’esperienza. Ti faccio un esempio, poco fa andando al lavoro ho visto che qualcuno aveva abbandonato una sedia vicino al cassonetto dei rifiuti. Su quella sedia c’era un libro con la copertina nera. Per qualcuno potrebbe essere un dettaglio insignificante, ma io ho già una storia in testa. Io penso che la creatività e l’originalità siano il risultato di una grande capacità di osservazione e di una fervida immaginazione, insomma, il prodotto di una mente viva, attiva, che lavora di continuo sulle cose. Come dice Stephen King, per scrivere bisogna vivere.

Sei uno scrittore anche tu? Se sì, ti va di parlarci delle tue opere pubblicate o di quelle che hai in cantiere?

Si, sono uno scrittore anch’io, ed è stato proprio perché da scrittore ho sentito la necessità di una rivista come il «Lettore» che l’ho creata, avendone la possibilità. Non c’era, la volevo, e l’ho creata. È andata così! Per il resto, ho pubblicato diverse cose sotto pseudonimo, perché mi piace tenere ben separata la mia attività di autore da quella «pubblica» di editore. Se qualcuno è particolarmente curioso però può cercarmi su Amazon e troverà una serie di storie brevi di ambientazione cyberpunk che sto pubblicando con una cadenza grossomodo annuale. È un progetto ambizioso, una serie di racconti intrecciati fra di loro per riflettere sul concetto di città, che è una rete di incroci di strade ma anche incroci di esistenze, di vite. Visto che per com’era fatto difficilmente potevo proporlo a qualche editore ho deciso di pubblicarlo in autonomia, e per adesso i risultati sono soddisfacenti.

lettore-3In cosa credi che “Il Lettore di Fantasia” si distingua dalle altre riviste letterarie? Definiresti, in base alla tua esperienza, l’Italia come un “Paese da riviste letterarie”?

I punti che distinguono «Il Lettore di Fantasia» dalle altre riviste sono sostanzialmente due, da un lato la gratuità e dall’altro un equo compenso per gli autori. Sono caratteristiche che separatamente si possono trovare anche in altre testate, ma noi siamo una delle pochissime ad averle entrambe. Inoltre abbiamo una distribuzione cartacea a fianco di quella digitale, il che ci distingue ulteriormente. In effetti, a proposito di originalità, io credo che questo progetto sia quasi unico proprio per questa combinazione di fattori. D’altro canto, in Italia le statistiche ci dicono che si legge poco; e purtroppo è la sensazione che ho anch’io. Il problema non sono le riviste ma la lettura in generale, e uno degli obiettivi che mi sono dato con questo progetto è proprio quello di riavvicinare, nel mio piccolo, le persone alla lettura.

Come mai hai deciso di scommettere su un progetto del genere? Quanto tempo ci è voluto per ricevere qualche importante riconoscimento?

Come ti dicevo, la spinta iniziale è nata da un bisogno che sentivo in prima persona, da autore. Avendo le competenze e le possibilità tecniche ed economiche per avviare il progetto, non ho esitato un istante e mi sono buttato. I riconoscimenti sono arrivati quasi subito; già dopo poche uscite avevamo migliaia di like su Facebook e hanno iniziato ad arrivare richieste di interviste, recensioni, addirittura inviti a fiere ed eventi di settore. Credo che, avendo occupato una piccola ma importante nicchia nel panorama dell’editoria italiana, ci siamo fatti notare e questo è molto importante. Non tanto perché si aspiri alla gloria e alla fama, quanto perché più il nostro progetto diventa visibile, e più può diventare un termine di paragone per le altre riviste. Voglio dire, come fanno altre riviste a continuare a non pagare gli autori quando c’è «Il Lettore di Fantasia» che è sulla cresta dell’onda? Dovranno adeguarsi e di conseguenza la nostra presenza innescherà fenomeni positivi nell’editoria italiana.

In quale modo si potrebbero avvicinare nuovi lettori a questo prodotto? Credi davvero che in Italia si legga poco e, perlopiù, letteratura commerciale e di autori affermati?

La maggior parte dei lettori ci scopre sui social network, che sono un mezzo di comunicazione potentissimo se lo sai usare; in questo senso, rispetto ai primi tempi c’è stato un cambiamento di tendenza perché all’inizio le persone ci scoprivano soprattutto tramite la distribuzione cartacea. Addirittura, i like arrivavano in massa (a centinaia) proprio nei giorni in cui la rivista arrivava dai distributori, e poi seguiva calma piatta per intere settimane. Adesso i ruoli si sono un po’ invertiti, la gente ci trova su Facebook e si mette alla ricerca delle copie stampate (che essendo in tiratura unica – non facciamo ristampe – stanno diventando oggetti da collezione). Che in Italia si legga poco purtroppo è un dato di fatto, e la diffusione degli autori affermati (per lo più stranieri) è un fenomeno di massa dovuto alle politiche di marketing dei grandi editori – ma del resto come biasimarli, pecunia non olet, giusto? La responsabilità non è degli editori, ma dei lettori; sono loro, con il loro potere d’acquisto, che decidono cosa si pubblica e cosa si legge. Le riviste, nel far vedere che «c’è anche altro da leggere» svolgono un ruolo importantissimo in un ecosistema editoriale sano, e in Italia ce ne sono troppo poche e troppo poco visibili. Il «Lettore» aspira a diventare un fenomeno di massa per poter portare all’attenzione del pubblico tanti autori, tanti generi, tante storie che sfuggono alle maglie larghe dell’editoria mainstream.

C’è un numero, tra i tanti pubblicati, a cui sei particolarmente affezionato? Progetti per il futuro?

Ti ringrazio per questa domanda, io sono un sentimentale e mi affeziono tantissimo alle cose, alle persone e ai momenti. Ad ogni numero collego un sacco di aneddoti, ricordi più o meno belli, emozioni; penso che potrei scrivere un libro solo sulle avventure (e disavventure) che ci sono capitate in questi mesi. Dovendone scegliere uno fra tutti, però, credo che il mio numero preferito resterà sempre il primo. Faccio fatica a descriverti l’emozione con cui scrivevo, nell’introduzione, le linee guida del progetto, mettendo a nudo non solo la filosofia e gli ideali sui quali si basava tutto, ma anche le aspettative, le speranze e i sogni. Ancora oggi, a due anni di distanza, rileggere quelle parole (l’ho fatto di recente, a una presentazione) mi dà i brividi.

Ringrazio Fabio per la cortesia e la disponibilità mostrata nel rispondere alle domande di questa intervista e invito voi lettori ad approfondire le sue attività attraverso il sito e la pagina Facebook riservata alla rivista.
Grazie a te!!!

Buona giornata e alla prossima!

Annarita

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