Intervista a Federica Gaspari, autrice di “Talento letale”


Buongiorno a tutti, amici del Ritrovo.

Per la sezione dedicata alle interviste degli autori emergenti, oggi vi presento Federica Gaspari, la collega autrice che ho il piacere di conoscere da più tempo (da quanti anni? possiamo dirlo? nah, poi ci prendono per dei vecchiacci…) condividendone tutta la prima parte del percorso, fin dai tempi dei racconti sul portale di Scheletri e poi del debutto con la raccolta pubblicata da Montecovello. Brava e prolifica, seconda lo scorso anno alle Olimpiadi Letterarie e classificata in svariati concorsi letterari locali e nazionali, dopo due lavori self è fresca di pubblicazione dell’antologia “Talento letale” con Edizioni Arpeggio Libero, disponibile all’acquisto a questo link sul sito dell’editore, e presto anche nei principali store.

L’autrice si descrive così: “Al limite tra tutto e niente. Potenzialmente pericolosa e pericolante”. Che altro aggiungere? Già cominciamo bene, vediamo allora cosa ha deciso di raccontarci in questa intervista. Buona lettura!

Quando è nata la tua passione per la scrittura? Da quanto ti ci dedichi con costanza?

Diciamo che scrivo da sempre. Adoravo cimentarmi nella stesura di piccole storie già alle elementari ed era una gioia ogni volta che la maestra di italiano ci chiedeva di scrivere i nostri pensieri oppure di raccontare cosa avevamo fatto nelle vacanze. Ho iniziato a scrivere con costanza circa tre anni fa ma ho avuto uno stop a partire dall’inverno 2015 causa gravidanza e neonato urlante. Pian piano sto riprendendo, ma con tutta la calma del caso.

Hai mai partecipato a concorsi letterari? Se sì, quale è stata la tua esperienza?

Come ricordavi anche tu ho partecipato a diversi concorsi, sia a livello nazionale che a livello locale, spesso classificandomi tra i finalisti. Le esperienze sono state sempre positive, anche se non mi sono mai classificata al primo posto. I concorsi sono una bella occasione per mettersi in gioco e per fare nuovve conoscenze. Notizia fresca fresca: sono tra i 10 finalisti anche al concorso letterario Carta Carbone, organizzato nell’ambito del Festival CartaCarbone a Treviso in collaborazione con la Casa Editrice Kellermann.

Scrivi solo racconti o ti dedichi volentieri anche a poesie, articoli e saggistica?

Scrivo racconti perché sono più rapidi, anche da scrivere. Avendo poco tempo mi dedico a quello che riesco a fare meglio: di certo al momento mi è impossibile riuscire a dedicarmi alla ricerca per articoli, saggistica o romanzi complessi, anche se vorrei farlo. La poesia, invece, proprio non mi ama.

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Quando e come è nata l’ispirazione che ti ha portato a scrivere la tua ultima fatica letteraria?

Se per ultima fatica intendi questa antologia posso dirti che molti dei racconti in essa contenuti sono nati durante le Olimpiadi letterarie di meetale dell’autunno 2015, periodo nel quale ho scritto moltissimo. Poi l’ispirazione in genere mi arriva dalla quotidianità, dalla mia vita e da quella degli altri, dalle piccole arrabbiature, dalle storie e dalle persone che si incontrano tutti i giorni: anche a partire da una mezza conversazione origliata in treno può nascere un grande racconto.

Riesci ad essere più produttiva di giorno o di notte?

Solitamente di notte dormo, ma al mattino mi sveglio spesso con delle idee. Di giorno devo badare al bimbo, alla casa, nutrirmi, sbrigare un milione di commissioni… bah. Sono produttiva?

Il punto di forza dell’antologia “Talento letale”

Inutile dire che è un libro bello bello in modo assurdo (cit.). Parlando seriamente credo che uno dei punti di forza dell’antologia, come di molti altri miei lavori, sia l’uso dell’ironia.

L’antologia “Talento letale” piacerà sicuramente a tutti quei lettori che…

…non prendono la vita troppo sul serio, neanche i suoi lati negativi. Poi, ovviamente, a chi ama il brivido in ogni sua accezione.

Quanto tempo dedichi all’editing dei tuoi lavori? Sei una perfezionista, di quelle che trascorre ore ed ore a tentare di migliorare quanto più possibile il suo manoscritto, o una volta terminato parti subito alla volta di una nuova avventura?

Sono abbastanza perfezionista, ma ho la fortuna di avere una buona base grammaticale. Per quanto riguarda l’editing per i racconti è di certo più semplice che per i romanzi, quindi è anche più rapido. Ovviamente leggo e rileggo parecchio, quasi sempre non mi piaccio, ma la prima stesura rimane 99 volte su 100 quella definitiva.

Secondo te, dopo quanto tempo e secondo quali condizioni un autore può davvero definirsi uno scrittore?

Scrittore, autore, cantastorie, narratore: credo che ognuno si definisca come meglio crede. Io non so ancora chi sono in questo mondo. Scrivo, vorrei vivere di questo (so che è un sogno, ma al momento i sogni sono ancora gratis) e sono stata pubblicata non a pagamento. Posso definirmi scrittrice? Forse sì, forse no. Io intanto ci credo.

Taccuino o notebook? Penna o tastiera?

Solitamente notebook. Arriva l’idea e scrivo direttamente. Ultimamente è presente anche un taccuino, forse perché non ho più la possibilità di mettermi davanti alla tastiera come una volta. Ah, e c’è anche lei: la macchina da scrivere. Ogni tanto spunta pure lei.

Qual è l’aspetto più “eccitante” dell’essere scrittore?

A parte i guadagni stratosferici e i milioni di fan (ride)? Credo che la parte più emozionante sia il riscontro del pubblico, quando qualcuno ti legge e si rilegge in quello che hai scritto. Emozione, ma di un altro tipo, è quella che si prova alle premiazioni e alle presentazioni. Da un altro punto di vista può essere considerata “eccitante” la fase della ricerca che a volte viene accompagnata dalla scoperta di qualche fatto insolito.

E quale quello più noioso?

Noioso? Ci sono scrittori che si annoiano? Davvero?

Cosa pensi del self-publishing rispetto all’iter editoriale tradizionale?

Ci ho provato, ma non so quanto sia nelle mie corde. Preferisco avere un punto di riferimento alle spalle. Indubbiamente, però, il self può essere d’aiuto per emergere e può far vendere più della pubblicazione con una CE.

Oltre a essere una scrittrice, sei anche una lettrice?

Leggevo moltissimo ma ora il tempo manca. Amo il thriller, ma apprezzo anche altri generi dal fantasy al rosa. Basta che sia scritto bene e mi coinvolga.

Se avessi la possibilità di scegliere un unico titolo, quale sarebbe il romanzo che definiresti senza dubbio il tuo preferito?

Quello che sto scrivendo ora. (ride)

E quale ti sentiresti di consigliare a un adolescente che vuole avvicinarsi alla lettura?

I miei no, perché sono parzialmente vietati ai minori. Io durante l’adolescenza ho fatto una scorpacciata di fantasy: credo sia uno dei generi più adatti a quell’età, nelle sue varie sfumature.

“Io leggo perché…”

Leggo per svagarmi, per vivere e scrivere meglio.

“Io scrivo perché…”

Scrivo perché mi rende felice.

Cosa credi cerchino i lettori in un romanzo? E cosa vuole offrire il tuo?

Io i lettori non li capisco, non capisco neanche me come lettrice. Credo che cerchino di essere coinvolti, di sentirsi avvolti dalle parole scritte. O forse questo è quello che spero di fare io con i miei libri.

Quale di queste parole ti definisce di più? Sognatrice – Pragmatica – Riflessiva – Impulsiva – Tenace – Cinica – Fantasiosa – Pazza – Eclettica – Poliedrica.

Pazza. Senza dubbio pazza. Completamente. (risata malefica in sottofondo)

C’è un libro che ami particolarmente e di cui ti piacerebbe vedere realizzata la trasposizione cinematografica?

Mi piacerebbe vedere al cinema i thriller di Giorgio Faletti, ma assolutamente non recitati da attori italiani.

Un presunto “caso letterario” a tuo parere fin troppo pompato.

Ce ne sono troppi. I casi letterari spesso e volentieri sono pompati, è nella loro natura.

Cosa si potrebbe fare, a tuo parere, per incentivare la lettura?

Da neomamma penso che debbano essere i genitori a far amare i libri e la lettura ai figli, fin da piccoli. Io ricordo con estremo piacere tanti tanti libri regalati da genitori e nonni per Natale o per i compleanni, da quando ho imparato a leggere in poi.

Il libro che hai portato con te durante le vacanze estive?

Vacanze? Quali vacanze? Comunque ho tentato di leggere “è così che si uccide” di Mirko Zilahy ma manca sempre il tempo. Ho una pila di libri sul comodino che ormai supera in altezza l’armadio…

Grazie Federica per aver risposto a tutte le nostre domande. Se volete seguirla, cliccate questo link per essere indirizzati alla sua Pagina Facebook. In bocca al lupo per la tua carriera di autrice, Federica… e penso proprio che riparleremo dell’opera. Voi che ne dite?

E buona giornata a voi, lettori!

Gianluca Ingaramo

 

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3 pensieri riguardo “Intervista a Federica Gaspari, autrice di “Talento letale”

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