Intervista all’autrice Antonella Maggio


Buon pomeriggio a tutti, amici del Ritrovo.
Oggi, nel nostro salottino virtuale, ospitiano una prolifica autrice pugliese, Antonella Maggio.
Ho avuto modo di conoscere e collaborare personalmente con Antonella qualche mese fa. Insieme a Gianluca Ingaramo, Annalisa Caravante e altri autori, abbiamo infatti lavorato all’antologia benefica “Ti racconto una canzone“, i cui proventi sono interamente dedicati all’associazione HHT Onlus, la quale si occupa di alleviare le sofferenze delle persone affette da una patologia forse troppo poco conosciuta, che prende il nome di Teleangectasia Emorragica Ereditaria (HHT).
Antonella è una persona molto umile e generosa; un’autrice semplice, energica, sensibile e di una gentilezza squisita. Sono molto contenta che abbia accettato di rispondere alle domande di questa intervista e di potervela presentare.
Di seguito la sua breve biografia.

Antonella Maggio, nata nel 1988 a Modugno (Puglia), è diplomata come ragioniera turistica. Adora leggere, viaggiare e cucinare. Ha vinto diversi concorsi letterari e pubblicato con Butterfly Edizioni i seguenti romanzi: “Profumo d’amore a New York“, “Manchi solo tu” , “Questo nostro dolce Natale” e “Sfida d’amore a San Valentino”. I libri pubblicati con la Butterfly Edizioni sono diventati in poco tempo dei bestseller, arrivando a vendere oltre 20000 copie in pochi mesi. In self-publishing ha pubblicato: “Un’estate a Rimini per innamorarsi” e “Un weekend per quattro” scritto in collaborazione con un’altra autrice.

Recentemente, inoltre, sono apparsi firmati dalla stessa autrice i romanzi “La sposa in fuga” e “Se torni, ti sposo” editi da Rizzoli e “Regalami un sorriso“, edito da Butterfly Edizioni.

E ora la parola a lei!

Quando è nata la tua passione per la scrittura? Da quanto ti ci dedichi con costanza?
La passione per la scrittura è nata con me, mi ha sempre fatto compagnia ed era normalità, un po’ come quando hai la passione della danza e basta la musica in sottofondo per iniziare a muovere qualche passo, solo che, spesso, la scrittura resta lì in silenzio, è un tuo segreto, la tua valvola di sfogo, qualcosa a cui non attribuisci un significato vero e proprio. La scrittura la vivevo così, senza darle il giusto peso o importanza, scegliendo un altro percorso di vita ma la vita è imprevedibile e sono tornata al percorso di partenza, quindi da quasi tre anni mi ritrovo a scrivere per passione e dovere.

foto-2Hai mai partecipato a concorsi letterari? Se sì, quale è stata la tua esperienza?
In passato ho partecipato a qualche concorso indetto dalla Fabbri Publishing in collaborazione con 20lines, un sito di scrittura collaborativa e ho vinto la pubblicazione cartacea dei miei racconti scritti a più mani con altri appassionati di scrittura. Diffido sempre dai concorsi a pagamento e in linea generale non li amo in particolar modo.

Scrivi solo romanzi o ti dedichi volentieri anche a racconti, poesie, articoli e saggistica?
C’è stato un tempo in cui preferivo scrivere racconti e poesie, dipende molto dall’ispirazione del momento. Adesso è il mio periodo rosa, ideale per sfornare romance.

foto-6Quando e come è nata l’ispirazione che ti ha portato a scrivere la tua ultima fatica letteraria?
La mia ultima fatica letteraria è “Regalami un sorriso” edito da Butterfly Edizioni e sì, la considero proprio una fatica perché ho impiegato diversi mesi tra ricerche, stesura ed editing. Alcuni elementi della trama, in particolar modo la Clown Terapia, mi sono stati richiesti esplicitamente dalla mia editrice, Argeta Brozi; da lì è iniziato il mio lavoro, trovando poi ispirazione anche nel classico di Romeo e Giulietta e nella storia di Peter Pan che si sposavano perfettamente con l’ambientazione del romanzo e le vicende narrate. Non so mai come spiegare l’ispirazione per la scrittura di un romanzo, a volte sembra quasi che la storia sia già lì, con personaggi reali che aspettano solo che sia io a trascriverli su una pagina Word.

Riesci ad essere più produttivo di giorno o di notte?
Sono più produttiva quando c’è silenzio assoluto e meno gente possibile tra i piedi, quindi scrivo molto a tarda sera e al mattino presto, quando magari in casa tutti dormono.

Il punto di forza del tuo romanzo.
Il dramma e le emozioni. A furia di scrivere, un autore poi comprende qual è veramente il suo genere. Io mi sono riscoperta quasi fanatica dei romance, ma un pizzico di dramma è fondamentale per poi suscitare emozioni.

Il tuo romanzo dal titolo “Regalami un sorriso” piacerà sicuramente a tutti quei lettori che… amano le storie d’amore toccanti, con un pizzico di dramma e passione, un velo di ironia, il lieto fine assicurato e un messaggio da ricordare e conservare.

3Quanto tempo dedichi all’editing dei tuoi lavori? Sei un perfezionista, di quelli che trascorre ore ed ore a tentare di migliorare quanto più possibile il suo manoscritto, o una volta terminato parti subito alla volta di una nuova avventura?
L’editing, per assurdo, è la parte che adoro di più. Si corre il rischio di stravolgere la storia, di tagliare scene e aggiungerne altre ma è proprio il lavoro di pulizia che mi consente di migliorare, di impiegare sempre meno tempo per rendere più leggibile e quasi “perfetto” il testo finale. Non sono le ore che impieghiamo nelle correzioni a rendere migliore il testo, quanto le modalità, cercare di guardare il manoscritto con gli occhi di un lettore che lo legge per la prima volta e andare alla ricerca delle falle e delle incongruenze, mettersi nei panni dei lettori e capire cosa vogliono o si aspettano dalla storia. È ovvio poi che non faccio tutto da sola, per i testi più importanti mi fido ciecamente del consiglio del mio ragazzo, lui è il mio acchiappa refuso personale e quando pubblico con editore, c’è sempre l’editing finale che spetta a loro.

Secondo te, dopo quanto tempo e secondo quali condizioni un autore può davvero definirsi uno scrittore?
Penso di essere la persona meno indicata per rispondere a questa domanda. Ho pubblicato già diversi romanzi, ho la mia cerchia di lettori ma non amo definirmi né autore né scrittore, semplicemente mi piace scrivere.

Taccuino o notebook? Penna o tastiera?
Taccuino per appunti, scalette e nozioni scritti rigorosamente con la penna blu. La stesura del testo solo ed esclusivamente al pc.

Qual è l’aspetto più “eccitante” dell’essere scrittore?
Sapere che qualcuno, magari anche dall’altra parte del mondo, ha un tuo romanzo nel Kindle e poi interagire con i lettori.

E quale quello più noioso?
Le diatribe che vengono a crearsi inevitabilmente nell’ambiente dell’editoria, ma del resto è così ovunque, in qualsiasi settore.

foto-4Cosa pensi del self-publishing? È un’alternativa all’iter editoriale tradizionale a cui ricorreresti?
Sono nata come self, poi ho avuto la fortuna di relazionarmi con le case editrici piccole e grandi e devo essere onesta, preferisco lavorare con quest’ultime perché sono dell’idea che ognuno debba fare il proprio lavoro. Entrambe però, pubblicazione self o con editore, sono, a mio avviso, esperienze che un autore deve fare per conoscere meglio il proprio ambiente e crescere professionalmente.

Oltre ad essere uno scrittore, sei anche un lettore?
Sono prima di tutto un lettore. Senza la lettura è impensabile anche prendere in considerazione l’idea di scrivere. Se io per prima non leggo i miei colleghi, che motivo hanno gli altri, scrittori o semplici lettori, di leggere me?

Se avessi la possibilità di scegliere un unico titolo, quale sarebbe il romanzo che definiresti senza dubbio il tuo preferito?
Questa è difficile. Finisco sempre per legarmi alle storie in base ai periodi in cui le leggo, quindi oggi ti rispondo che il mio titolo preferito è La principessa di Cassandra Clare, terzo volume della trilogia Le origini.

E quale ti sentiresti di consigliare ad un adolescente che vuole avvicinarsi alla lettura?
Per gli adolescenti consiglio senza dubbio le storie fantasy della stessa Clare.

La tua favola preferita da bambino/a.
La sirenetta.

“Io leggo perché…”
Non esiste un motivo, semplicemente non potrei non leggere.

“Io scrivo perché…”
Scrivo perché senza scrittura sto male, è un pensiero fisso, un bisogno primario.

foto-1Cosa credi cerchino i lettori in un romanzo? E cosa vuole offrire il tuo?
Dipende dal lettore che vogliamo raggiungere. Io come lettrice cerco sempre una bella storia, scritta bene, una lettura semplice e spensierata che possa regalarmi tanto, emozioni forti e ricordi. Spero di riuscire a fare lo stesso con i miei testi.

Quale di queste parole ti definisce di più? Sognatore – Pragmatico – Riflessivo – Impulsivo – Tenace – Cinico – Fantasioso – Pazzo – Eclettico – Poliedrico.
Impulsiva, cinica, pazza.

Se avessi l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con uno scrittore del passato, chi faresti accomodare al tavolo con te? Perché?
Leopardi e D’annunzio.

C’è un libro che ami particolarmente e di cui ti piacerebbe vedere realizzata la trasposizione cinematografica?
Non amo molto i film o la tv, prediligo le commedie spassose per staccare un po’ la spina, quindi no, meglio leggere il libro.

Un libro recente che proprio non ti è piaciuto.
Non posso dirlo XD

Un presunto “caso letterario” a tuo parere fin troppo pompato.
Ce ne sono troppi ma non spetta a me giudicare. Spesso le case editrici devono fare delle scelte per il bene dell’azienda, seguire inevitabilmente le mode del momento o pubblicare personaggi.

Cosa si potrebbe fare, a tuo parere, per incentivare la lettura?
La lettura andrebbe inculcata prima nelle famiglie e poi nelle scuole, senza mostrarla come un obbligo, senza imporla. Si possono creare tutti gli eventi e le manifestazioni di questo mondo, ma se la gente preferisce la tv o i ragazzi prediligono i videogiochi, è tutto inutile; dovrebbe rientrare nel nostro quotidiano, nelle nostre abitudini.

Il libro che porterai con te durante queste vacanze estive?
Porto il kindle con più di seicento titoli a disposizione.

Ringrazio Antonella per questa intervista e vi do appuntamento al prossimo post!
Buona serata!

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