A tu per tu con gli editori #5: Nero Press Edizioni


Buongiorno, amici del ritrovo!

Riprendiamo la rubrica dedicata al mondo della piccola editoria di qualità per conoscere meglio Nero Press, marchio editoriale dell’Associazione Culturale Nero Cafè che ha l’obiettivo di rilanciare e riscoprire la letteratura di genere. Riporto la presentazione alla voce “chi siamo” dal sito internet:  la casa editrice si prefigge di pubblicare opere di genere che siano di qualità. Da queste parti non proferite la parola “editoria a pagamento”, perché per noi è blasfemia. Quel che pubblichiamo scaturisce dalla nostra volontà di credere nelle opere dei nostri autori.

nero press

Data di nascita della Casa Editrice: luglio 2011

Cosa pubblichiamo: narrativa horror, thriller, fantastica; saggistica di genere; classici del giallo e del gotico; narrativa per ragazzi; fumetti

Cosa non pubblichiamo:  poesie, narrativa mainstream, rosa

Tempi di attesa per la lettura del manoscritto: 6 mesi circa

Numero di manoscritti pubblicati ogni anno: includendo le pubblicazioni in digitale circa 40; come cartacei intorno a 9/10.

Particolari riconoscimenti / Premi ottenuti dai vostri autori: Premio Horror Polidori sezione romanzi editi per L’Autunno di Montebuio, di Danilo Arona e Micol Des Gouges; Premio Horror Polidori sezione short stories edite per Salvanima, di Simone Lega (ebook).

L’errore (o gli errori) che un aspirante scrittore non deve commettere per evitare che il suo manoscritto venga automaticamente cestinato:  pretendere che l’editore legga e legga presto; credere di aver scritto il capolavoro del secolo;  mandare la mail vuota con solo l’allegato, senza nemmeno presentarsi; elencare le numerose pubblicazioni fatte con editori a pagamento; credersi alternativi e presentarsi di conseguenza.

Qual è la sfida più grande per una casa editrice di piccole/medie dimensioni?

Riuscire a diventare un riferimento per il pubblico, sia pur in una nicchia come la narrativa di genere. Più in generale, riuscire a restare a galla puntando sulla qualità dei testi e sulla serietà professionale. Ma sopravvivere qualche anno, per molti, è già un traguardo.

Quanto tempo ci vuole, mediamente, affinché una neonata casa editrice riesca a farsi conoscere sul mercato editoriale?

Non saprei. Penso dipenda da molti fattori, soprattutto dal capitale investito in promozione. La nostra è un’associazione e non abbiamo capitali alle spalle, ancora vediamo molta strada davanti a noi.

Quante persone sono indispensabili per avviare e realizzare al meglio i progetti di una casa editrice?

L’ideale sarebbe avere tutti gli elementi all’altezza dei propri compiti: un direttore editoriale capace, dei bravi editor, un grafico, un ufficio stampa competente, un responsabile della promozione competente, un buon ufficio diritti.

Cosa, a vostro parere, l’editoria moderna deve mantenere della tradizione e di cosa invece deve disfarsi per abbracciare l’innovazione e trovare nuovi lettori?

Bisogna educare i lettori alla buona lettura. Bisognerebbe partire da questo: che poi si legga in digitale o in cartaceo non ha molta importanza, non è il supporto ma è il contenuto che manca oggi. Le vetrine delle librerie di catena e gli autogrill sono infestate da libri di/su calciatori, politici, cuochi e cantanti. Riscopriamo, invece, il piacere della buona narrativa o della saggistica di qualità. Questo si deve fare. Ma i grandi marchi tendono a “pecorizzare” il proprio pubblico servendosi della grande visibilità dei media ed è tutto più difficile.

Escludendo le case editrici maggiori e ormai affermate, ce n’è una (o più di una) che “temete” o con cui sentite più forte la competizione?

No. Nella piccola editoria farsi concorrenza è sciocco. Se si hanno finalità comuni è molto meglio allearsi e far fronte comune.

Un vostro recente progetto editoriale di cui andate particolarmente fieri.

Tutto quello che noi facciamo è frutto di un duro lavoro. Siamo fieri di ogni nostra pubblicazione.

Un consiglio spassionato agli aspiranti scrittori desiderosi di pubblicare il romanzo che hanno nel cassetto.

Dovete realmente chiedervi se quello che volete pubblicare è davvero qualitativamente buono, come contenuti e come stile. Vero è che l’editore interverrà sul vostro testo per migliorarlo, ma dovete essere certi che ne valga la pena, non inviate uno scritto giusto per provare, che di manoscritti ne arrivano davvero tanti e sono pochi quelli meritevoli. Non pensate “tanto in libreria c’è roba peggiore” perché noi vogliamo scegliere il meglio, non il meno peggio. Avete davvero una buona storia da raccontare? Non so davvero cos’altro dire, in questo mondo l’importante è saper sorprendere, in positivo, chiaramente; perché c’è tanto di già visto e sentito. Ma se in voi arde la passione, forse una speranza vive ancora.

Ringraziamo Nero Press per il tempo concesso e vi invitiamo a scoprire il loro catalogo per conoscere tutte le novità.

Gianluca Ingaramo

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