Di cosa un autore dovrebbe informarsi, pt. 2: regole e contenuti di un contratto.


Buongiorno a tutti, amici del ritrovo!

Come abbiamo visto nel precedente articolo, i diritti di sfruttamento economico dell’opera sono disponibili: in linguaggio giuridico significa che, come tutti i diritti patrimoniali in generale, possono essere trasferiti ad altri, e nella fattispecie la forma del contratto di cessione dei diritti d’autore è quella più comunemente utilizzata allo scopo.

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In questa tipologia contrattuale, che non si configura come rapporto di lavoro, l’autore consente lo sfruttamento della propria opera d’ingegno in cambio di un corrispettivo secondo quanto previsto dal Codice Civile (artt. 2575 e ss.) e dalla Legge sul Diritto d’Autore (Legge 633/1941, artt. 107 e ss.) della quale riporto alcuni principi fondamentali:

Art. 107, per cui “i diritti di utilizzazione spettanti agli autori delle opere dell’ingegno, nonché i diritti connessi aventi carattere patrimoniale, possono essere acquistati, alienati o trasmessi in tutti i modi e forme consentiti dalla legge, salva l’applicazione delle norme contenute in questo capo”.

Art. 108, per cui “l’autore che abbia compiuto sedici anni di età ha capacità di compiere tutti gli atti giuridici relativi alle opere da lui create e di esercitare le azioni che ne derivano”.

Art. 110, per cui “la trasmissione dei diritti di utilizzazione deve essere provata per iscritto”.

Art. 118, per cui quello di edizione è “il contratto con il quale l’autore concede ad un editore l’esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, per conto e a spese dell’editore stesso, l’opera dell’ingegno”.

Salvo pattuizione espressa, l’alienazione non comprende i diritti di utilizzazione dipendenti dalle eventuali elaborazioni e trasformazioni dell’opera, in rispetto del principio dell’indipendenza dei diritti di utilizzazione economica. Ciò significa che l’alienazione di uno o più diritti di utilizzazione non ricomprende, salvo patto contrario: 1) i futuri diritti eventualmente attribuiti dalla legge posteriore, che diano una protezione più larga nel contenuto o una maggiore durata; 2) i diritti di utilizzazione dipendenti da eventuali elaborazioni e trasformazioni, compresi gli adattamenti cinematografici, per la radiodiffusione e per la registrazione su apparecchi meccanici; 3) gli altri diritti non necessariamente dipendenti dal diritto trasferito, anche se compresi nella categoria delle facoltà esclusive. Eventuali elaborazioni e trasformazioni dell’opera devono comunque avvenire in conformità all’originale e l’editore non ha spazi di variazione o interpretazione.

La previsione dell’adattamento alla registrazione su apparecchi meccanici è un diritto autonomo e non rientrante tra quelli di norma ceduti dall’autore, salvo quanto espressamente pattuito. Lo stesso vale per i diritti di traduzione, riduzione e adattamento dell’opera, laddove l’interpretazione del contratto è da intendersi restrittiva: si deve ritenere non conferito ogni diritto che non sia espressamente attribuito. L’editore che ha acquisito diritti esclusivi può invece impedire all’autore di fare opere simili e di utilizzare l’opera nelle forme previste dal contratto o da questo desumibili. Quando l’autore non ha ceduto questi diritti, si suole parlare di licenza.

A carico dell’editore o del responsabile della pubblicazione è anche l’onere delle copie d’obbligo, introdotto dalla Legge 106/2004, che va eseguito entro sessanta giorni dalla prima distribuzione: l’omesso rispetto di questa disciplina dà luogo all’applicazione di una sanzione pari a 1.500,00 euro. L’obbligo è posto a presidio di un interesse generale come quello della conservazione e reperimento dell’opera. Altra funzione ha il deposito presso il Registro Pubblico Generale presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, previsto dall’art. 105 della Legge 633/1941, con il quale la registrazione fa fede sino a prova contraria dell’esistenza dell’opera e del fatto della sua pubblicazione: la tenuta del Registro è curata dalla SIAE.

La durata di cessione dei diritti di utilizzazione della propria opera è stabilita dall’art. 122, pertanto secondo il contratto di edizione a termine l’editore ha il diritto di eseguire una o più edizioni entro vent’anni dalla consegna del manoscritto completo. In questo caso, nel contratto devono essere indicati a pena di nullità il numero delle edizioni e il numero degli esemplari di ogni edizione; in mancanza di tali indicazioni, si intende che il contratto ha per oggetto una sola edizione per il numero massimo di duemila esemplari. Per inciso, lo stesso limite non si applica per i contratti di edizione musicali e contratti discografici, che possono dunque avere una durata illimitata. In tutti i casi, i diritti vengono trasmessi agli eredi dopo la morte dell’autore. Alla scadenza del contratto di edizione a termine, l’editore ha il diritto a proseguire la vendita dell’opera stampata e distribuita prima della scadenza. L’editore è altresì obbligato ad avvisare l’autore, entro un congruo termine, del prossimo esaurimento dell’edizione in corso, dichiarando se intende rinunciare o procedere a una nuova edizione. Se l’editore ha dichiarato di rinunciare a una nuova edizione o se, avendo dichiarato l’intenzione di procedere a una nuova edizione non provvede nel termine di due anni dalla notifica della dichiarazione, il contratto si intende risolto. L’autore ha diritto al risarcimento dei danni per la mancata nuova edizione se non sussistono giusti motivi da parte dell’editore.

Ultimo argomento di oggi, il compenso all’autore, che può essere riconosciuto una tantum oppure determinato sulle vendite, è assoggettato a una ritenuta alla fonte del 20% sulla base imponibile, elevata al 30% nel caso di soggetto non residente in Italia: per gli autori con meno di 35 anni, la base imponibile cui si applica l’aliquota IRPEF è pari al 60% del compenso, con una deduzione forfettaria del 40%, mentre per gli autori con età pari o superiore ai 35 anni, la base imponibile è pari al 75% del compenso, con una deduzione forfettaria del 25%.

Facciamo l’esempio di un autore trentenne, residente in Italia, cui spetti un compenso di 1000 euro lordi per i diritti di pubblicazione di un libro e debba calcolare il netto:

(1000×60)/100 = 600 euro, che rappresentano la base imponibile

(600×20)/100 = 120 euro, che rappresentano la ritenuta alla fonte

1000 – 120 = 880 euro, che rappresentano il compenso netto

Siamo giunti anche oggi al momento dei saluti, consiglio a chi è interessato a ulteriori approfondimenti il link di questo articolo pubblicato nel blog Scrittori in Causa per la bozza di un contratto di edizione. A presto!

Gianluca Ingaramo

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