Segnalazione d’autore: “Un terremoto a Borgo Propizio”, di Loredana Limone


Una grande fiction letteraria sulla vita italiana di provincia, sulle emozioni, sulla positività.

Un-terremoto-a-Borgo-Propizio

La terza avventura del Borgo-che-non-c’è più amato d’Italia

A Borgo Propizio va in scena la vita che, si sa, è fatta di cose belle e di cose brutte.

Cose belle il borgo ne ha tante da sfoggiare da quando è risorto a nuova vita, con il Castelluccio restaurato e le imbellettate case del contado, ora affacciate sull’elegante pavé a coda di pavone della piazza del Municipio, e con l’elettrizzante fermento culturale che si respira già fuori della cinta muraria e che sicuramente fa rodere il fegato a fior di città d’arte.

Ma un giorno qualcosa di molto brutto, un violento sisma, arriva inclemente a distruggere ampia parte del centro storico, gettando nella disperazione i propiziesi che tanto amano il loro paese. La villa del Comune sembra una scatola con il coperchio sfondato; il pavé è sprofondato quasi agli inferi; i lampioni, ora ciechi e senza luce, con le bocce frantumate, appaiono piegati alla catastrofe; le botteghe e le abitazioni sono squarciate, orri­bilmente.

Felice Rondinella, appassionato sindaco, vive l’immane disastro come un fallimento personale, e Padre Tobia si sente troppo stanco per portare il peso della croce. Perché non si tratta solo del terremoto: al borgo i peccati sono diventati incontenibili e le confessioni scandalo allo stato puro. Non si capisce più nulla, tutto è sottosopra.

L’unico fatto certo è che il professor Tranquillo Conforti trovato a terra nella Viottola Scura non ha avuto un infarto scappando via, spaventato dalle scosse, ma è stato ucciso. Un assassino a Borgo Propizio? La faccenda si complica…

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«Curiosa e amena favola di Loredana Limone, ovvero la felicità lontano dalla pazza folla» –  La Stampa

«Fili che s’intrecciano a intessere un ordito in cui riecheggia l’arte di Giovannino Guareschi» –  Famiglia Cristiana

«Una favola tenera e affettuosa» –  Amica

«Un romanzo terapeutico, capace di iniettare una dose di buonumore. Un libro che ha il sapore delle ricette riuscite» –  Donna Moderna

«Un romanzo fiabesco nella leggerezza ottimista, nel modo generoso di dispensare buonumore, con un’ironia sempre vigile e talora persino corrosivo» –  Corriere del Mezzogiorno

«Un romanzo delicato come una favola» –  Marie Claire

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Loredana Limone, napoletana di nascita e milanese per matrimonio, dopo una decina di libri che spaziano tra fiabe e gastronomia, ha esordito nella narrativa con Borgo Propizio (Guanda 2012, Tea 2013), creando un luogo dell’anima molto amato dai lettori. Premiato con la menzione speciale al Premio Fellini 2012, è stato tradotto in Spagna, Germania e Bulgaria, così come il secondo della serie: E le stelle non stanno a guardare (Salani 2014, Tea 2015).

 

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