Intervista alla scrittrice Giovanna Avignoni


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Buongiorno e buon Mercoledì, amici di In Nomine Artis – Il ritrovo degli artisti. Molti di voi saranno in vacanza e allora perché non scegliere un buon libro da leggere in completo relax? Se, invece, siete ancora alle prese con il lavoro, la casa, la famiglia, è importante rilassarsi con una buona lettura serale.

Ed ecco che noi di In Nomine continuiamo a proporre nuovi libri, scoprendoli attraverso le interviste agli autori.

Oggi è la volta di Giovanna Avignoni con il romanzo “Come una bolla”.

Giovanna Avignoni, laureata in Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche, lavora come insegnante di scuola primaria. Pubblica Come una bolla, interessante e importante opera sul mondo adolescenziale, visto attraverso gli occhi di Anna, una ragazza alle prese con i cambiamenti della sua età.

Trama di “Come una bolla”

La crescita e l’evoluzione del proprio corpo cambia inevitabilmente il punto di vista del mondo esterno che assume trasformazioni tali da rendere la realtà ingannevole. Il senso di angoscia e le rassicuranti certezze quotidiane, le visioni che si confondono con i sogni e la paura del futuro provocano la tempesta emozionale che accompagna la protagonista nella ricerca del nuovo equilibrio.

9788891162687

Data di uscita: 2014

Editore: Youcanprint

ISBN: 9788891162687

Link per l’acquisto

Intervista

A: Ciao Giovanna e benvenuta nel blog In Nomine Artis. Il ritrovo degli artisti.

Prima di dare spazio all’opera che presenteremo oggi, vogliamo prima conoscere l’autrice: Giovanna Avignoni, laureata in Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche. Lavora come insegnante di scuola primaria. Come è nato l’interesse per l’insegnamento?

G: Buongiorno, ringrazio il blog In Nomine Artis e grazie a te Annalisa per avermi concesso questo spazio.

Credo che l’amore per l’insegnamento sia nato da subito. Ricordo che già in prima elementare ero portata ad aiutare i miei compagni, in particolare sono stata molto vicina ad una bimba che presentava delle difficoltà e aveva gli occhi tanto tristi. La mia maestra mi chiese di aiutarla e io lo feci volentieri, da quel momento non ho più smesso di aiutare i bambini in difficoltà.

Secondo me l’insegnamento è una dote, ma è anche fatica e sacrificio.

Kant affermava che “Il buonsenso pedagogico ” non può essere insegnato, o lo si ha o non lo si ha.

Insegnare significa mettersi nei panni degli altri, camminando insieme, proprio come faceva il pedagogo, colui che “accompagnava” il bambino verso la scoperta della conoscenza.

Insegnare significa anche essere disposta ad ascoltare l’altro e a imparare dall’altro.

In trent’anni di insegnamento ho avuto la fortuna di imparare qualcosa da ogni mio alunno.

A: Parlando di lettura, cosa ti piace leggere?

G: Leggo un po’ di tutto, alterno i classici alla narrativa contemporanea.

Sto scoprendo il mondo degli scrittori emergenti, non supportati da CE importanti, alcuni autori self come me.

Secondo me molti meriterebbero maggiore visibilità perché non hanno nulla in meno rispetto agli scrittori più famosi.

A: Come concili il lavoro con la scrittura e la famiglia?

G: Bella domanda, non è facile.

Il tempo, però, si trova. Fa parte del pragmatismo di noi donne, capaci di svolgere più azioni nello stesso istante, riusciamo a produrre “tempo condensato” e a fare tutto cercando di non trascurare nulla, in primis la famiglia e noi stesse.

A: Dalla tua biografia leggiamo che sei associata alla SEU (Scrittori emergenti uniti) e partecipi a diversi gruppi di lettura e scrittura. Quanto aiuta e in cosa unirsi ai gruppi o alle associazioni?

G: Sì, sono iscritta alla SEU avendo avuto la fortuna di conoscere Laura Santella, scrittrice e responsabile dell’associazione, al Pisa book festival dove ero andata come lettrice. Grazie alla SEU ora ho la possibilità di portare i miei libri presso le maggiori fiere in tutta Italia. A maggio sono andata al salone internazionale del libro di Torino. La prossima fiera sarà a novembre a Pisa.

Sono iscritta a molti gruppi di lettura, ma frequento assiduamente “Libri senza frontiere ” di Anna Corso e Solesorriso Sorrisosole, “Passione lettura ” di Gianluca Gentile dove ho conosciuto la fantastica Emma Fenu scrittrice, Blogger e recensionista e “Destinazione libri” di Alessandra Monaco e Veronica Archenti.

Grazie al blog di Magla libri curato da uno staff dinamico del quale fa parte Loriana Lucciarini, Blogger, recensionista e scrittrice, partecipo ai Contest di scrittura di racconti. A breve, grazie alla CE Arpeggio libero sarà pubblicato un libro con tutti i racconti in gara.

Ho partecipato ad un Contest di scrittura creativa organizzato su Passione lettura e curato da Riccardo Costa che ha pubblicato i racconti sul suo blog “Scrittura ribelle”.

Insomma mi do da fare e mi diverto a mettermi in gioco partecipando a tali iniziative stimolanti.

Grazie a questi salotti virtuali ho scoperto il mondo degli scrittori emergenti, alcuni dei quali ho avuto il piacere di conoscere di persona. Ho anche incontrato tanti lettori che hanno apprezzato i miei libri e con i quali condivido l’amore per la lettura.

A: Come una bolla, il romanzo di cui parleremo in quest’intervista, è la storia di Anna, un’adolescente alle prese con le trasformazioni del suo corpo, che influenzano il suo modo di relazionarsi e la sua percezione del mondo. Per scrivere quest’opera, oltre ad eventuali esperienze personali, hai avuto mondo, dunque, di studiare come oggi viene vissuta l’adolescenza? Ce ne parli?

G: Prima di scrivere un libro ci si documenta e si legge sull’argomento, i miei studi, inoltre, mi hanno aiutato non poco.

Inoltre sono mamma di due ragazze e, quindi, l’adolescenza è vissuta anche “sul campo”. Anche il mio lavoro mi aiuta perché già in quinta elementare si possono notare i cambiamenti. Inoltre ho seguito corsi di aggiornamento sull’argomento.

A: Quali sono le differenze e le similitudini tra gli adolescenti di oggi e quelli di qualche anno fa?

G: Io penso che i ragazzi siano più o meno quelli di sempre, invece è il contesto a esser cambiato. Molti adolescenti fanno di tutto per uniformarsi a tale contesto, dimenticando spesso le proprie radici.

L’adolescenza è un periodo faticoso e critico non solo per i genitori, ma per il ragazzo in primis.

A: Ci racconti per grandi linee qualcos’altro di “Come una bolla”?

G: Anna è una bellissima quindicenne che vive un periodo breve della sua vita inseguita da sogni ricorrenti che si trasformano in incubi che si palesano, poi, anche nella vita quotidiana.

Un omino dalla testa come una bolla la conduce verso mondi inaspettati, affinché riesca a ritrovare se stessa ricomponendo i “pezzi”.

È stato definito un romanzo intimistico, di formazione .

Un libro che irretisce gli adulti e conduce i ragazzi.

Io l’ho scritto con l’anima.

A: Ci piacerebbe avere anche qualche notizia su “Sono nato troppo presto”. Di cosa parla?

G: È una storia raccontata in prima persona.

A parlare, paradossalmente, è un bimbo che non ha voce, ma che urla al mondo:”Io ci sono, guardami! ”

Fabio, il piccolo protagonista, è un bimbo diversamente abile che vive in una famiglia che lo ama, aiutato da un nonno fantastico, una mamma bambina, un fratello gemello, un medico dalle mani sporche, da altre persone e dai personaggi delle fiabe.

Un percorso di vita faticoso, ma Fabio è “Il temporeggiatore”, come Quinto Fabio Massimo, è colui che sa aspettare con pazienza che arrivi la vittoria.

Il romanzo è arrivato in finale al Premio Letterario Nazionale “Sanremo writers 2015”, è stata una grande emozione.

A: Riguardo a progetti in cantiere, leggiamo che ti stai cimentando in un romanzo introspettivo: puoi anticiparci qualcosa?

G: Sto scrivendo un romanzo che parla di Gloria, una ragazza che deve fare i conti con un episodio avvenuto nel passato e che le rende la vita faticosa. Per la copertina ho scelto un quadro dipinto da me qualche anno fa. Mi piace il connubio pittura e scrittura, ho avuto la fortuna di nascere e crescere in una famiglia di artisti. Amo utilizzare i quadri per le copertine dei miei libri. Per “Sono nato troppo presto ” ho scelto un quadro di mio nonno, Lorenzo Avignoni per il libro “Come una bolla ” ho utilizzato un quadro di mio padre, Mario Avignoni.

Ho tantissimi quadri a casa, potrei utilizzarli come ispirazione per i prossimi romanzi!

A: Oltre a progetti letterari, hai qualche altro sogno da realizzare?

G: I sogni? Ne ho tanti.

Sicuramente sogno una vita felice e lunga accanto ai miei cari e gioia per le mie figlie.

Sono retorica se affermo che sogno anche un mondo migliore, libero da ingiustizie, fame, guerre e schiavitù?

A: Spazio a tua disposizione

G: Ringrazio Annalisa Caravante per la bella intervista.

Per noi scrittori emergenti iniziative di questo genere sono fondamentali per non rimanere invisibili o noti a pochi conoscenti.

Ci tengo a concludere l’intervista informando che i miei libri sono nel circuito delle Biblioteche di Roma e possono essere presi presso la Biblioteca Elsa Morante o richiesti a questa tramite prestito interbibliotecario.

Perché ho scelto di donarli alla biblioteca non ottenendo, quindi, nessun guadagno?

Perché quando si è “piccoli” come me non si può vivere con i guadagni della propria scrittura e, soprattutto, perché in questo modo si dà la possibilità di leggere anche a chi non se lo può permettere. Le biblioteche comunali sono una grande risorsa, portatrici di cultura, luoghi di condivisione e di scambio.

Io ho sempre adorato condividere con gli altri quel poco che ho.

Grazie, Giovanna Avignoni.

Grazie a Giovanna e a Voi amici che ci dedicate sempre un po’ del Vostro tempo.

Alla prossima

Annalisa Caravante

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