Intervista ad Angela Castiello, autrice di “Le tue mani mi parlano d’amore”


romanzo-castielloGentili amici del Ritrovo, buon pomeriggio.
Oggi ospitiamo nel nostro salotto letterario una dolcissima scrittrice emergente, Angela Castiello, autrice di un romanzo di recente pubblicazione intitolato “Le tue mani mi parlano d’amore“, edito dalla Butterfly Edizioni.

Vi dirò di più su questa tenera storia appena ne avrò ultimata la lettura. In base a quanto letto finora, la storia promette molto bene, specialmente per la dolcezza e la delicatezza con cui sono affrontati i temi portanti del romanzo. Un romanzo che posa lo sguardo su un argomento di cui tutt’oggi non si parla ancora abbastanza e che andrebbe approfondito. Ciò che più mi ha colpito finora, è il tatto con il quale l’autrice tratta il tema della difficoltà di integrazione dei non udenti in un ambiente di udenti, in cui pochi conoscono come interagire correttamente con loro. Il tutto è contornato da una storia d’amore dai toni semplici, vissuta da due cuori che si avvicinano l’uno al mondo dell’altra senza remore e con profonda umanità. Un racconto che vale la pena leggere, anche solo per scoprire una realtà che spesso abbiamo sotto agli occhi e non comprendiamo.

Fatta questa breve premessa, lascio la parola ad Angela, che gentilmente si è offerta di rispondere alle tante domande che ho voluto farle. Buona lettura! 

Ciao Angela e benvenuta. Dimmi, quanto di autobiografico c’è nel romanzo che hai scritto? Ti sei ispirata a qualcuno che hai incontrato direttamente o è tutto frutto della tua immaginazione?
lisCiao e grazie per avermi dato questa possibilità. 🙂 Nel mio romanzo di autobiografico c’è la mia passione per la Lingua dei Segni, il mio desiderio (come quello di Tina, la protagonista) di farla conoscere, di far avvicinare quante più persone è possibile a questa lingua che è tale a tutti gli effetti. Mi sono ispirata, quindi, a qualcuno e a qualcosa: a una mia carissima amica, che è diventata la protagonista, che ho avuto il piacere di conoscere durante il corso della Lingua dei Segni e proprio questa, la Lis, è l’altra cosa che mi ha ispirata.

Qual è il commento più bello ricevuto finora da un tuo lettore?
I commenti più belli sono quelli in cui mi dicono che grazie a questa storia hanno scoperto che quei movimenti che fanno i sordi con le mani non sono “gesti” ma “segni”, cioè parole dette con le mani, che non si dice “sordomuto” ma solo sordo, oppure che la Lis non è un “linguaggio” ma una vera propria “lingua”. O ancora che si immaginavano di vedere le parole uscire dalle mani della protagonista o, addirittura, che li avevo stimolati a iniziare un corso. 🙂 Sono stata felicissima quando una ragazza mi ha detto di aver cercato su YouTube qualche video per capire ancora meglio di cosa stessi parlando.

Hai intenzione di continuare a scrivere? Se sì, ci puoi svelare qualcosa in anteprima circa il tuo nuovo progetto?
Sì, sto scrivendo altri due romanzi. Scrivo come terapia, ne ho bisogno. Sono però storie diverse dal primo, sempre romanzi rosa ma più “semplici”, diciamo. In entrambi do voce all’amore, ai sentimenti, alle paure che questo sentimento può portare, alle bugie che fa dire per timore di perdere la persona amata. In uno, ad esempio, parlo anche dell’amore/ossessione che il protagonista aveva verso il suo lavoro che lo ha condotto a commettere sbagli al punto di rovinare per sempre la sua carriera.

Che opinione hai della casa editrice che ha pubblicato il tuo romanzo? La consiglieresti? Quali sono i suoi punti di forza?
La Butterfly Edizioni è una casa editrice giovane, dinamica, attenta al rapporto con i lettori, li interpella, interagisce con essi. Tiene conto delle esigenze degli autori e dei loro lavori.

Cos’è per te la scrittura? In che modo ti sei avvicinata a questa attività?
Io amo la scrittura, come ti dicevo prima è la mia terapia. Ho sempre scritto, sin da quando ero piccola ma la spinta l’ho avuta grazie alla mia voglia di urlare contro l’ignoranza di alcune persone sul mondo della sordità. Poi ho continuato a farlo perché dovevo tenere la mente occupata e i pensieri tristi lontano da me. Ho voglia di far emozionare le persone con le mie storie.

Quale messaggio volevi comunicare attraverso la storia di William e Tina?
La storia di Tina e William nasce per far vedere come le barriere della comunicazione fra due mondi che sembrano diversi, possono essere abbattute. Non c’è diversità tra noi udenti e i sordi e con questa storia d’amore ho cercato di spiegarlo: lui e il suo passato non facile che si abbandonano alle mani (in tutti i sensi) di una ragazza sorda che gli fa conoscere un mondo nascosto, “nuovo” solo perché molti sono restii a volerci entrare.

Cosa hai provato quando hai scritto la parola “Fine” alla tua storia?
Quando sono arrivata alla fine mi sono chiesta mille volte se fossi riuscita nel mio intento. Avrei voluto avere davanti i personaggi, salutarli e ringraziarli per avermi fatto amare ancora di più la mia passione per la scrittura e per la Lis.

Secondo te, qual è il modo in cui un autore può riuscire a far affezionare il lettore ai propri personaggi?
Credo che il “dovere” di ogni autore sia quello di credere fermamente nei suoi personaggi, trasmettere loro il desiderio di vederli reali, veri come se gli stessero accanto nel momento in cui li crea. In questo modo i personaggi sono pieni, pieni di realtà e di quello che l’autore stesso vuole comunicare. Ne ho incontrati moltissimi durante le mie letture ai quali mi sono davvero affezionata proprio perché li sentivo vicini a me e mi hanno saputo infondere, come se mi parlassero, le loro gioie e i loro dolori.

A tuo parere, quali sono gli elementi che avvicinano un lettore a un romanzo? E quali quelli che gli impediscono di allontanarsi da quelle pagine profumate di inchiostro?
Ti parlo della mia esperienza di lettrice. Ciò che mi avvicina a un romanzo è la mia voglia di evasione, di conoscere posti nuovi e “persone” diverse. Mi incuriosiscono le loro storie, come affrontano i problemi, come vivono le situazioni. Mi piacciono i racconti che sanno di vero e di vissuto. Io leggo di tutto, possono essere solo i mei stati d’animo ad allontanarmi da un tipo di libro rispetto a un altro. Li scelgo in base a come mi sento, insomma. Penso che questo valga un po’ per tutti.

Secondo te, cosa si aspettano i lettori quando scelgono di leggere il tuo romanzo? Pensi di soddisfare le loro aspettative?
Non so cosa si aspettino, ma spero che i lettori leggendo il mio libro possano essere catapultati in mondo fatto delle stesse cose di cui è fatto il loro. Possano capire che la mancanza di qualcosa, l’udito in questo caso, non è indice di “diversità” perché nessuno è diverso, ma allo stesso tempo tutti lo siamo e non perché ci manca qualcosa. Se non riesco a soddisfare le loro aspettative, mi auguro almeno che la mia storia li porti a riflettere.

Ti sarai resa conto di quanto sia importante la promozione per un autore emergente. Cosa fai per promuoverti al meglio? Cosa pensi sia davvero utile per spingere un lettore a voler conoscere te e la tua storia?
Parlo del mio libro in gruppi dove è concesso. Scrivo qualche estratto, presento i protagonisti. Credo che queste interviste e le presentazioni nei blog siano importanti perché in qualche modo danno la possibilità all’autore di conoscerlo, di far sapere cosa lo ha spinto a scrivere, perché lo fa. È importante per i piccoli autori che ci siano blog come il vostro in cui è possibile essere ospitati per parlare di noi e delle nostre piccole creature, quindi: stragrazie! 🙂

A chi ti sentiresti di dedicare questa bellissima storia?Cosa diresti per convincere un lettore non completamente convinto a darti una possibilità?
Dedico questa storia alla protagonista del libro, Tina che è esistita davvero solo che nella realtà lei era udente. Ci siamo conosciute durante le lezioni del corso di Lis e lei era innamoratissima di questa lingua. Purtroppo qualcuno lassù l’ha voluta prima del tempo e non ha potuto realizzare uno dei suoi sogni. Ho scritto di lei per immaginarla ancora qui, insieme a noi. Al lettore direi che la mia storia potrebbe incuriosirlo e “illuminarlo” su piccole cosine importanti. Il mio scopo con questo libro era di mandare un messaggio fondamentale per me, per questo ho rinunciato ai diritti d’autore per donarli all’AGOP, l’associazione genitori oncologia pediatrica di Napoli. Ecco, una cosa che direi ai lettori: se il libro non vi è piaciuto, non avrete sprecato i vostri soldi ma anzi, mi avrete aiutato a dare un piccolissimo contributo ai bambini dell’associazione. 🙂

Un gesto davvero encomiabile. Non mi resta che fare i miei complimenti ad Angela, per la pubblicazione e la sensibilità, ringraziarla per aver risposto alle mie domande e un grande in bocca al lupo per i suoi futuri progetti.

Annarita Tranfici

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angela-castielloBiografia: Angela Castiello è nata a Praia a Mare (CS) l’1 giugno 1981. Attratta dalla lettura fin dalle scuole elementari, non ha mai smesso di alimentare la sua passione che negli anni si è evoluta e ha toccato tematiche diverse tra loro: dai racconti per bambini, ai romanzi rosa fino ad arrivare alle storie incentrate sulla condizione della donna nei paesi arabi. Infatti ha completato questo interesse studiando la lingua araba e laureandosi, all’università Orientale di Napoli, in Lingue Culture e Istituzioni dei Paesi del Mediterraneo. Durante il percorso universitario, per caso, si avvicina alla Lingua dei Segni Italiana frequentando i primi tre anni di corso all’università stessa e prendendo il diploma all’Ente Nazionale Sordi di Napoli appassionandosi così al mondo dei sordi e al loro modo di comunicare. Contemporaneamente inizia a lavorare come operatrice in un progetto ludico in una scuola elementare. Lo stretto contatto con i bambini della prima classe, la porta a capire come la lingua dei Segni possa essere anche per i bambini udenti un mezzo per approcciarsi, sin da piccoli, a un nuovo modo di comunicare ogni tipo di sensazione. Scrive il suo primissimo romanzo “Le tue mani mi parlano d’amore” per dare, attraverso il racconto di un’intensa storia d’amore, il suo piccolo contributo alla diffusione della conoscenza di un campo che per molti, oggi, resta ancora inesplorato.
Pubblica, insieme a un’altra autrice, Jessica Maccario, una breve antologia (scaricabile gratuitamente) composta da quattro racconti sull’amore e l’amicizia che possono nascere nel mondo animale.

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2 pensieri riguardo “Intervista ad Angela Castiello, autrice di “Le tue mani mi parlano d’amore”

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