Classici da amare #4: “Le diable au corps” di Raymond Radiguet


Quarto appuntamento con la nostra nuova rubrica dedicata ai grandi classici della letteratura. Dopo avervi presentato “Il ballo“, “Graziella” e “Taide“, oggi è la volta di “Le diable au corps” (“Il diavolo in corpo“) di Raymond Radiguet.

Le diable au corpsVoto: starstarstarstarstar
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Sinossi: L’avventura di un ragazzo di sedici anni che intrattiene una relazione adultera con una donna, non solo più grande di lui, ma per di più sposata con un militare che combatte al fronte. Infatti la storia è ambientata durante la prima guerra mondiale. Una guerra che con i suoi tumulti e le sue sofferenze non traspare affatto nella storia. Tant’è vero che viene considerata dai critici, dato l’assurdo comportamento dei protagonisti, come quattro anni di vacanze estive. Non a caso il protagonista, di cui non ci viene mai rivelato il nome, è cinico, ingenuo e ha un solo motto: “La felicità prima di tutto!” Ingenuo perché è piccolo e alle prime armi. Cinico perché seduce una donna sposata e suscita in lei una passione con la consapevolezza che un giorno la lascerà. Infatti quando scopre che Marta aspetta un figlio da lui, prende le distanze inducendola, per il forte dolore, alla morte.

[ANALISI]
Perché leggere questo classico

Le diable au corps è un romanzo in prima persona analizzato attraverso un solo punto di vista, quello del narratore, con dei leggeri e significativi effetti di distacco, in quanto spesso al giovane protagonista si sostituisce un adulto (al quale dovrebbe appartenere la storia), che commenta gli eventi. Il narratore ci invita, nel suo articolo  Mon premier roman, le diable au corps, pubblicato su Nouvelles Littéraires a non accostare il je che racconta la storia con l’autore. Né tantomeno a leggere il romanzo come una sorta di autobiografia romanzata, benché la giovane età del romanziere corrisponda quasi perfettamente con quella dell’eroe, e alcuni episodi ricordino delle esperienze di vita vissuta. Ma nonostante ciò i critici insistono nell’affermare che il romanzo sia la trasposizione della storia vissuta da Radiguet tra il 1917 e il 1919. Infatti è nel 1917 che incontra Alice Saunier, una giovane donna più grande di lui di qualche anno e sposata con un militare. I due cominciano una relazione, ma quando la guerra finisce e Gaston, (il marito di Alice) torna a casa, Radiguet è costretto a farsi da parte. Tuttavia, la fine del romanzo differisce dalla storia vera. Infatti Marta, protagonista del romanzo, muore subito dopo la relazione con il narratore, mentre Alice muore a 59 anni, nel 1952.

I principali temi del romanzo sono: la guerra, l’amore, la morte e l’infedeltà. La guerra che fa da sfondo alla storia d’amore, in realtà è assente. È ravvisabile solo grazie ai riferimenti storici di cui l’autore si serve per dare indicazioni riguardo l’età del protagonista. Infatti ci dice che aveva 12 anni qualche mese prima della dichiarazione della guerra, e che compì 16 anni nel 1918, pochi mesi prima dell’armistizio dell’11 novembre 1918. Ma la guerra gioca comunque un ruolo fondamentale nella loro storia d’amore. Dall’inizio della loro avventura i due amanti sanno che la separazione sarà inevitabile perché soltanto grazie alla guerra i loro incontri possono avere luogo. Le campane dell’armistizio suonano per loro come un rintocco funebre. Dunque la guerra avrà un duplice compito: sostenere e ostacolare gli amanti.

Il tema più importante è senz’altro l’amore. Tutto ruota intorno alla storia d’amore. Una relazione extraconiugale, una passione senza eguali, almeno così sembra all’inizio. Infatti il protagonista sente in principio nascere in lui l’amore, una passione unica e intensa. Ma questa avrà vita breve, in quanto ben presto si renderà conto del forte sentimento che Marta nutre nei suoi confronti e ne approfitterà servirà per manipolarla. Vuole divertirsi nei panni di un uomo , di dominatore. L’unica spiegazione plausibile ai suoi comportamenti spesso insensati è la sua immaturità, dettata dalla sua giovane età. Ciò che rende questa storia ancora più interessante e intrigante agli occhi del protagonista è lo status di Marta. Una donna sposata con un soldato in guerra. In effetti si diverte a rivestire il ruolo di marito clandestino; per lui si tratta di un gioco fine a se stesso, senza un seguito. Non a caso quando Marta gli confesserà di aspettare un bambino, non sarà pronto ad assumersi le sue responsabilità. Lui desidera restare nella sua confortevole posizione di usurpatore e tal proposito preferisce che a far da padre al bambino sia Jacques. Questi eventi lo dipingeranno come un mostro, un essere puramente cinico.

Invece Marta prova un sentimento vero e puro. Questa donna trasgredisce per lui l’ordine sociale del matrimonio e delle convenzioni sociali. Accetta i suoi giochi e ne è complice. Probabilmente più che il narratore, Marta ama l’idea dell’amore, un affetto che non nutre per Jacques. È per questo che subito vince la timidezza del narratore e gli trasmette una sicurezza che gli si ritorcerà contro. Marta sacrifica tutto per lui e aprirà gli occhi solo alla fine. Ma sarà ormai troppo tardi per lei che potrà solo sprofondare nella morte.

In questo libro quindi Radiguet parla delle forze passionali e devastanti dell’amore, ma lo fa soltanto per trarci in inganno. In effetti sembra inizialmente invitarci ad essere gli spettatori di uno scioccante adulterio, ma implicitamente designa la guerra come la grande responsabile di questa relazione. Inoltre un altro intento dell’autore è quello di ridicolizzare la morale piccolo-borghese. Per fare ciò si serve di alcuni personaggi caricaturali. Infatti quando la serva dei Maréchaud si suicida, il padrone di casa ha una sola preoccupazione: lo stato del suo giardino e del marciapiede. Ancora i genitori di Marta si mostrano più di una volta complici della figlia, addirittura la madre sembra vivere attraverso la figlia un tradimento in delega. Ma la scena più raccapricciante è quella che ritrae i Marin. Una coppia di vicini di Marta che invita degli amici per fargli sentire i rumori colpevoli dei due amanti. Ma il narratore, avvisato da un suo conoscente, delude le aspettative della combriccola costretta ad andar via a mani vuote. E sarà proprio allora che il protagonista spingerà la malizia fino a far sentire ai Marin ciò che avrebbero voluto sentire ai loro ospiti.

Vincenza Pacifico

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