A tu per tu con gli editori #1 : Panesi Edizioni


logolungoAd inaugurare la nostra nuova rubrica “A tu per tu con gli editori”, oggi abbiamo la Panesi Edizioni. Leggiamo dalla pagina dedicata allo staff che questa casa editrice nasce a maggio 2014 con il nome di Kymaera Edizioni. Il nome è cambiato, ma non lo spirito con cui è nata. Spirito che si ritrova nel suo logo, in quel serpente che si morde la coda in un circolo continuo che riporta a sé e all’infinito. Panesi Edizioni è una nuova casa editrice genovese che opera nel digitale, con un occhio di riguardo ai grandi nomi che hanno reso possibile tutto questo. Punta fortemente sui giovani talenti, cuore pulsante di ciò che verrà e riposa su valori consolidati, come l’arte, la cultura e la bellezza, e crede, nel suo piccolo, di poterne creare altri. Lo staff, composto da Annalisa, Giulia e Daniele sente i propri libri non come merce, ma come figli da crescere, avendo dalla sua parte tre nuove armi: passione, qualità e professionalità. Vediamo come hanno risposto alle domande che abbiamo posto loro.

Data di nascita della Casa Editrice: 05/05/2014
Cosa pubblichiamo: e­book, dalla narrativa alla saggistica, basta che ci sorprendano!
Cosa NON pubblichiamo: storie troppo lunghe o che non ci colpiscono ad una prima lettura Tempi di attesa per la lettura del manoscritto: tre mesi
Numero di manoscritti pubblicati ogni anno: cerchiamo di pubblicarne uno al mese, a volte anche due
Particolari riconoscimenti / Premi ottenuti dai vostri autori: n.p.
L’errore (o gli errori) che un aspirante scrittore NON deve commettere per evitare che il suo manoscritto venga automaticamente cestinato: Ci aspettiamo che sia scritto in modo abbastanza corretto (grammatica, sintassi, uso della punteggiatura), ma diamo sempre una possibilità a tutti, anche grazie al nostro comitato di lettura che ci aiuta nella valutazione.

Qual è la sfida più grande per una casa editrice di piccole/medie dimensioni? Purtroppo è rimanere a galla! In Italia non è facile per le piccole imprese riuscire a sopravvivere. Noi ci proviamo, e la passione e le soddisfazioni che autori e lettori ci donano sono la conferma che dopotutto è una sfida che vale la pena affrontare.

Quanto tempo ci vuole, mediamente, affinché una neonata casa editrice riesca a farsi conoscere sul mercato editoriale? Internet in questo aiuta molto. Essendo noi “digitali”, puntiamo tutta la nostra promozione sul nostro sito e sui social network. È difficile farsi conoscere e ritagliarsi uno spazietto nel vasto mondo dell’editoria italiana, ma anche grazie alle condivisioni dei nostri post e del nostro lavoro, è più facile arrivare in breve tempo ai potenziali clienti.

Quante persone sono indispensabili per avviare e realizzare al meglio i progetti di una casa editrice? Noi siamo in tre, Annalisa, Giulia e Daniele, e devo dire che ci completiamo gli uni gli altri: chi è più pratico e più fantasioso, chi è più realista e chi è più creativo, chi si dedica alla parte amministrativa e chi segue più da vicino gli autori. Per noi tre è il numero perfetto!

Cosa, a vostro parere, l’editoria moderna deve mantenere della tradizione e di cosa invece deve disfarsi per abbracciare l’innovazione e trovare nuovi lettori? Potrebbe sembrare un’affermazione apocalittica, ma probabilmente l’editoria dovrebbe disfarsi di se stessa. Nel senso che gli editori dovrebbero smetterla di farsi la guerra l’un l‘altro per rimettere finalmente al centro gli autori, le storie, i generi, la qualità, il talento. L’editoria è solo un mezzo per raccontare storie, deve liberarsi delle sue componenti narcisistiche ed egocentriche.

Escludendo le case editrici maggiori e ormai affermate, ce n’è una (o più di una) che “temete” o con cui sentite più forte la competizione? “Competizione” non è un termine che ci appartiene. Ci piace parlare più di scambio, dialogo, condivisione, anche contaminazione. Se le piccole realtà oneste e attente al talento crescono, noi siamo contenti e tifiamo per loro.

Un vostro recente progetto editoriale di cui andate particolarmente fieri. Siamo particolarmente orgogliosi di avere tra le nostre pubblicazioni “Marily, gli ultimi tre giorni” di Elisabetta Villaggio, la sceneggiatura dello spettacolo omonimo che Elisabetta ha portato nei teatri italiani un paio di anni fa.

Un consiglio spassionato agli aspiranti scrittori desiderosi di pubblicare il romanzo che hanno nel cassetto. Un consiglio spassionato: date il meglio di voi stessi! Non trattenete la vostra mano, la vostra scrittura. Quello che scrivete è parte di voi, e come tale deve rappresentarvi. E poi leggete, leggete, leggete. Non abbiate paura del confronto, diretto o indiretto, mettetevi in discussione e lasciate che ogni critica, positiva o negativa, vi faccia crescere come persone e come scrittori.

Ringraziarmo la Panesi Edizioni per il tempo concesso e vi invitiamo a scoprire il loro catalogo per conoscere tutte le novità.
Appuntamento alla settimana prossima per un nuovo incontro “A tu per tu con l”editore”.

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