Professione Editor: Intervista a Valentina Camarda


Valentina CamardaPer la nostra sezione “Interviste“, oggi ospitiamo una ragazza che ho avuto il piacere di conoscere anche al di fuori dell’ambito professionale. Una lettrice onnivora, una blogger seria e precisa, un’editor che svolge con dedizione e profonda passione il suo lavoro. Sto parlando di Valentina Camarda, curatrice del blog “The Bibliophile Girl” ed editor per la casa editrice Genesis Publishing.

Valentina ha acconsentito a rispondere a qualche mia domanda. Leggiamo assieme la sua intervista. 🙂

Da quanto tempo sei editor? Credi sia “ciò che vuoi fare da grande”?

Parlando per termini “ufficiali”, la data sul mio contratto è quella del 4 settembre 2014. Se facciamo due conti non sono neanche cinque mesi, ma a me sembra una vita. Sono abbastanza sicura che sia la mia strada, ciò che “voglio fare da grande”. I risultati dell’impegno e della passione si vedono, sia come editor freelance che come dipendente della Genesis Publishing. I complimenti non mancano. Tutto questo mi invoglia a fare sempre di più. È veramente bello fare il lavoro che ami.

Per iniziare questa professione hai seguito qualche corso?

Sì, ho seguito il corso di formazione editor della Genesis Publishing. È iniziato tutto con una valutazione per testare il sapere e l’attitudine verso questo lavoro. La risposta che ne è seguita mi ha fatto ben sperare, era molto positiva. Dopodiché abbiamo fatto il contratto e sono iniziate le esercitazioni e lo studio. Al termine ho avuto il mio attestato con valutazione “Ottimo”. Ne sono molto fiera.

Però, comunque, secondo il mio parere dato anche dall’esperienza passata, quando si finisce un corso non si è ancora editor. Si diventa editor lavorando, facendo esperienza, perché un manoscritto non è mai come una semplice esercitazione e soprattutto ogni manoscritto è diverso uno dall’altro.

Capitolo “Gioie e dolori di un editor”. Raccontaci qualche tua esperienza.

Devo dire che per ora sono stata fortunata. Con la casa editrice Genesis Publishing soprattutto non posso assolutamente lamentarmi perché ogni “lavoro” è un piacere, mi immergo nella lettura di fantastici romanzi e mi dimentico quasi che effettivamente sto lavorando. Privatamente… anche qui non posso lamentarmi. Mi sono trovata bene con i miei clienti, in tutti i sensi. Ho solo un aneddoto “simpatico” da raccontare. Una volta un’autrice mi ha proposto di lavorare su un paio di capitoli del suo romanzo per farle vedere come lavoro. Inutile dire che quando le ho mandato il testo fatto è sparita nel nulla, bloccandomi pure su Facebook. L’ingenuità nel pensare che tutti sono onesti come me. Già. Dire che da quel momento in poi ho cambiato registro è superfluo.

Ah, e ovviamente, la deformazione professionale. Mi capita di leggere qualcosa e trovare errori. A quel punto mi metto a ridere.

Cosa diresti per convincere un autore reticente ad affidare a te l’editing del suo amato romanzo?

Credo che non tenterei di convincerlo, perché essendo anche io una scribacchina alle prese col suo primo romanzo, capisco che non è semplice fidarsi di una persona al di là dello schermo a cui dobbiamo mandare il nostro lavoro, la nostra fatica. A ogni autore che mi contatta gli spiego il mio modus operandi, cosa ipoteticamente andrò a correggere e cosa no. Poi sta a lui decidere se affidarmi l’incarico o meno. Cerco di essere sempre più limpida possibile. Anche per questo ho messo quelli che possiamo chiamare feedback sul mio blog, in modo che, spero, un autore possa rassicurarsi un po’.

Ti è mai capitato di dover lavorare su un testo dalla trama banale e la cui qualità non era massima? Come ti sei interfacciata con il cliente?

No, per il momento no. Ma, nel caso in cui mi capitasse, direi al cliente il mio parere in modo gentile e i miei suggerimenti per migliorarlo, eventuali modifiche e/o cambiamenti nella trama…

Leggo che attualmente lavori per la Genesis Publishing; come è iniziata questa collaborazione?

Al termine del corso mi hanno subito fatto un contratto per lavorare con loro come editor. Semplicemente. Il corso terminava il 19 agosto e la firma nel contratto, come detto sopra, è del 4 settembre. Ne sono stata molto felice e lo sono tutt’ora, per me è stata una grande opportunità per entrare effettivamente nel mondo editoriale e imparare, imparare sempre di più. La mia direttrice editoriale è fantastica, una donna veramente in gamba e competente, nel lavorare con lei sto apprendendo molto ed è, oltre a questo, un gran piacere.

Su quanti libri ti ritrovi a lavorare durante un mese?

Non ho un numero fisso, dipende dai clienti e dalle letture che abbiamo in scaletta di pubblicazione della Casa Editrice. Di fisso posso dire due, tre libri al mese. A volte di più, a volte meno.

Di certo per lavoro ti ritrovi a leggere molto; riesci sempre ad avere il tempo di portare avanti letture di piacere oltre che “forzate”?

Mediamente dal lunedì al venerdì, considerando l’orario di ufficio, passo la giornata al computer a lavorare sempre su qualcosa. Molte volte capita che in qualche serata libera io debba leggere quei libri da recensire ma che proprio non ne abbia voglia. Non è un lavoro fisico, sicuramente no, ma la mente, dopo una giornata a editare, è parecchio stanca e il più delle volte finisco optando per qualcosa di leggero alla televisione. In quelle sere in cui mi sento meno stanca approfitto e leggo, leggo, leggo. Fortunatamente nell’ultimo periodo sto riuscendo a far combaciare le letture di piacere con quelle da recensire. Così è molto più semplice e piacevole.

È vero che in Italia “La cultura non paga”? Cosa si dovrebbe fare, a tuo parere, per invertire questa tendenza?

È una bella domanda. Mi è capitato di leggere libri veramente meritevoli, sia per quanto riguarda la storia che per l’abilità dell’autore, che però cadono nel dimenticatoio a causa del genere “non comune”. Questo mi fa proprio andare in bestia. Oggi come oggi i libri che vanno, e quindi vendono e di conseguenza fanno guadagnare, sono ad esempio i chick lit. Non ho nulla contro questo genere, assolutamente, ne ho letto qualcuno che è veramente carino, ma altri cadono facilmente nel banale. Vorrei che si superasse il pregiudizio contro alcuni generi, che si provasse a leggere anche ciò che non è tra i propri preferiti. Così facendo ci sarebbe vita migliore anche per altri libri.

Cosa consiglieresti a chi vuole lavorare nel settore editoriale?

Gli consiglierei di pensare seriamente a ciò che vuole fare, se si è guidati dalla passione o solo perché sta diventando la moda del momento. Di conseguenza se si fa una scelta guidata dalla passione, e magari si è anche al momento di scegliere una facoltà universitaria, ce ne sono tante in ambito del giornalismo ed editoria. Ci sono anche tanti corsi per correttore bozze o redattore di casa editrice che possono essere molto utili. Ovviamente bisogna fare un po’ di ricerche per trovare quello più adatto al proprio interesse e soprattutto serio. Dopodiché armatevi di santa pazienza e inviate curriculum alle case editrici che vi interessano, in cui vi piacerebbe lavorare.

La passione, impegno e volontà ripagano sempre!

A tuo parere, cosa pensi sia necessario affinché l’editoria italiana superi il momento di crisi in cui è caduta?

È difficile dirlo perché prima ancora dell’editoria, dovrebbe superare la crisi il popolo italiano stesso. Ci addentriamo in un discorso molto ampio, che non mi sento di discutere in un’intervista, ma penso che un libro, cartaceo o ebook è indifferente, per delle persone in difficoltà economica possa apparire come un spesa secondaria. Molte famiglie fanno già fatica a riuscire a pagare le spese primarie, figuriamoci quelle extra o di piacere. Quindi credo che il problema stia alla base. Se l’Italia riparte, dovrebbe ripartire tutto il resto.

Ringraziamo Valentina per il tempo che ci ha dedicato e vi invitiamo a seguirla sul blog e sulla sua Pagina Facebook. 😉

Annarita Tranfici

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2 pensieri riguardo “Professione Editor: Intervista a Valentina Camarda

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