Intervista a Hélène Battaglia, autrice di “Appuntamento al Ritz” e “Una Promessa di felicità”


Salve amici del ritrovo! Domani è San Valentino, la giornata dedicata all’amore. Ed è proprio di una storia d’amore che voglio parlarvi. Anzi, ancora meglio, vi voglio parlare di una duologia scritta dalla  scrittrice italo-francese Hélène Battaglia composta da Appuntamento al Ritz (2012) e dal sequel Una promessa di felicità (2013) editi da Baldini&Castoldi. Vediamoli nel dettaglio!

proxyAppuntamento al Ritz,che è anche il romanzo che segna l’esordio da scrittrice di Hélène Battaglia,è ambientata a Parigi, all’hotel Ritz appunto, dove la protagonista Hope, una ragazza bella e solare, si trova per effettuare uno stage, o almeno questo è quello che tutti credono. In realtà Hope vi è stata mandata sotto copertura dalla rivista per cui lavora per effettuare un reportage sui retroscena e i segreti che si nascondono dietro il famoso grand hotel. Ma l’hotel diventerà una seconda casa per Hope, ei dipendenti che vi lavorano la sua seconda famiglia e portare a termine il suo compito diventerà sempre più difficile. Oltre a una nuova famiglia Hope nel suo viaggio a Parigi troverà anche l’amore, il conte Paul Birdy, bello e intelligente. Tra i due scatta subito il colpo di fulmine e anche una travolgente passione. Qualche breve incidente di percorso, fino ad arrivare alla fine al vero e proprio appuntamento al Ritz, dove Paul aspetta Hope con una sorpresa che non dimenticherà mai.

Devo dire che il personaggio di Hope mi ha colpita fin da subito. Una ragazza positiva, intelligente, poliglotta, alla moda, e a quanto pare anche parecchio fortunata visto che è circondata,a quanto si legge, da bellissimi ragazzi, ha un guardaroba da fare invidia a Paris Hilton (e per questo i suoi conti sono sempre in rosso)  e nel corso della storia le capiteranno tutta una serie di fortunati eventi. Ma forse qui è solo l’invidia a parlare, infatti è davvero difficile odiare un personaggio così, perché è il genere di persona che vorresti proprio avere come amica, leale, generosa e disponibile.

Una promessaIl sequel, Una promessa di felicità, vede Hope e Paul ancora insieme però separati continuamente dai vari impegni lavorativi, Paul infatti sta consolidando la sua carriera come modello e viaggia spesso ed Hope invece ha accettato di lavorare come assistente di una nota scrittrice di gialli. Ma entrambi scopriranno presto che non è tutto oro quel che luccica e che quelle che pensavano fossero occasioni che capitano una volta nella vita diventeranno  i loro peggiori incubi, e minacciano anche la loro serenità di coppia. Riusciranno Hope e Paul alla fine a ritrovarsi? L’amore trionferà ancora una volta?

Questo secondo libro se possibile è anche più bello del primo. Le avversità aumentano ma il libro è comunque pieno di speranza. Appuntamento al Ritz ha più i toni di una fiaba, invece Una promessa di felicità, per quanto mantenga comunque uno stile prevalentemente fiabesco si affaccia un po’ di più sulla realtà, del mondo della moda e anche dell’editoria principalmente, di cui ci vengono mostrati, attraverso le esperienze dei due protagonisti, le luci e soprattutto le ombre.

Consiglio la lettura di questi due romanzi alle inguaribili romantiche, a quelle che hanno trovato l’amore e anche a quelle che lo stanno ancora cercando. Perché come dice la stessa Hélène nell’introduzione di Una promessa di felicità “continuate a sognare: prima o poi i desideri si realizzano” e nel frattempo potrete sognare attraverso le sue pagine, che vi immergeranno anche nelle bellissime atmosfere di Parigi (e non solo).

Battaglia-Ritratto - By Tino VaccaHo avuto modo di conoscere via twitter l’autrice di questi due romanzi ed era divertente constatare quanto lei e la sua eroina Hope si somigliassero, entrambe solari e disponibili ed entrambe hanno viaggiato molto. Mi ha colpito molto soprattutto l’attenzione che la Battaglia ha per le sue lettrici, mentre leggevo i suoi libri mi chiedeva continuamente come stesse andando e se il romanzo mi piaceva. Ho ammirato molto il suo modo di fare, si vede che tiene molto alle sue “creature” e ci tiene a fargli avere i riconoscimenti che si meritano. Sono davvero felice che abbia accettato di rispondere alle mie domande e di seguito riporto l’intervista che le ho fatto la settimana scorsa.

Dunque, una bella storia d’amore ambientata in una delle città più romantiche del mondo, quando e come è nata l’idea di scrivere questa storia?

“Appuntamento al Ritz” era in uno dei tanti  file sul mio deskstop da un paio di anni. Un sogno nel cassetto. Avevo pronta trama e scheda personaggi. Avevo già in mente l’intera storia che avrei poi scritto. E poi un giorno ho capito  che era venuto il momento giusto per presentare il progetto editoriale ad una casa editrice. Ho scritto tre capitoli che ho mandato a quella  che sarebbe presto diventata la mia editor. Era il l luglio del 2011. E’ piaciuto. A dicembre ho firmato il contratto di  pubblicazione e il 03/07/2012 il mio romanzo é stato pubblicato. E’ stato uno dei bestseller rosa di quell’estate. Come esordio, direi che non é male.

Hope è una ragazza bella, solare e socievole ma all’occorrenza sa anche tirare fuori gli artigli. A chi ti sei ispirata per il suo personaggio?

A nessuno in particolare se non a me stessa. Io e HOPE siamo infatti molto simili sia fisicamente che caratterialmente. Attenzione pero’ a non confonderci. Lei é una personaggio di finzione, frutto della mia fantasia e io sono reale. In entrambi i due opusculi della saga amorosa di HOPE s’intrecciano episodi autobiografici ed episodi di pura finzione. Sta a voi lettrici scoprire dove sta la realtà e dove infine inizia la fantasia! In bocca al lupo!

Qual è la qualità di Hope che più apprezzi e quale invece quella che apprezzi di meno?

E’ assai difficile sceglierne una sola. HOPE ha molte qualità e pochi difetti. Cosi l’ho voluta in modo che possa diventare un modello positivo da seguire per tante ragazze. Se dovessi sceglierne due direi la sua dolcezza e la sua caparbia. Di difetti, fammici un po’ pensare. La sai una cosa, non ci riesco, HOPE é la mia bambina ed in quanto tale mi risulta difficoltoso trovarle qualche difettuccio. Per me é perfetta com’é. Non cambierei niente della sua personalità.

Sia Appuntamento al Ritz che Una promessa di felicità traboccano d’amore, non solo tra Hope e Paul ma anche tra i personaggi secondari, quelli buoni e quelli che nel corso della storia sono stati un po’ meno buoni! Quindi domanda da un milione di dollari: cos’è l’amore per Hélène Battaglia?

La duologia trabocca d’amore a 360 °. Ovviamente c’é l’amore amoroso di HOPE per il suo affascinante Conte Birdy ma c’é anche quello affettuoso per la sua famiglia e per i suoi nuovi amici. Sono una persona positiva per natura. Il mio intento é sempre stato quello di far sognare le mie lettrici. Ho cosi voluto ricreare un universo in cui sia l’amore a farla da padrone. E credo di esserci riuscita. Sono convinta che tutti noi abbiamo una certa dose di amore dentro. L’importante é non sprecarlo al vento. Bisogna sapere riconosce chi intorno a noi ne é davvero degno. E in questo, ritengo che Hope sia veramente brava a farlo.

Un’altra cosa importante per te, a quanto ho visto, è il contatto con i lettori. Per me è stato chiaro soprattutto ne Una promessa di felicità dove ti rivolgi diverse volte direttamente al lettore dicendo “non trovate che…” oppure “davvero una bella cosa, vero?” dico bene?

Se certe scrittrici confessano di scrivere per se stesse, io scrivo per le mie lettrici. Mi piace raccontare loro storie in grado di farle divertire, svagare e sognare, almeno per un istante. Mi é cosi sembrato del tutto naturale rivolgermi a loro nel bel mezzo della narrazione. E’ un po’ come se fossero al mio fianco quando scrivo. E’ una bella sensazione. Spero che abbiano apprezzato questo renderle in un certo modo partecipe.

Qual è stato il commento, o magari una critica, di un lettore che più ti ha colpito?

Non si può piacere a tutti. L’ho imparato esordendo come scrittrice nel luglio del 2012. Da giornalista, ero stata poche volte confrontata alla critica. Quando scrivi romanzi, devi abituarti ad essere giudicata. In bene o in male. Piovono recensioni e commenti. Ai tuoi romanzi vengono attribuiti delle stelline. E’ un po’ come tornare a scuola. Prendi voti buoni e meno. Una critica non fa mai piacere: chi ammette il contrario non é sincero. Personalmente ricevo ben volentieri tutte quelle che considero costruttive e, per modo di dire, corrette. Ma, al contrario, condanno tutti quelle/quei lettrici/ori che per pura cattiveria si accontentano di distruggere il lavoro della/lo scrittrice/ore. Lo trovo odioso. Scrivere un romanzo é un lavoro e in quanto tale va rispettato. Il mio consiglio: se non vi é piaciuto un romanzo- capita-, non scrivete niente piuttosto che scrivere qualcosa di brutto e cattivo.

Anche sui social network ti dai un gran da fare per promuovere i tuoi libri. Ho notato che chiami le tue lettrici #HopeGirls (con tanto di hashtag) oltre ad essere un richiamo al nome della protagonista è anche un richiamo alla speranza, immagino…

Non lo considero una promozione. Come tutte le scrittrici, amo parlare dei miei romanzi. Li considero pezzi di me. E’ sempre commovente sapere che qualcuno ti sta leggendo. Quei mesi di solitudine circondata dai tuoi personaggi sono cosi ripagati. Le HOPEgirls sono le mie lettrici, le numerose fan di HOPE. Ovviamente sono alla sua immagine e alla mia: sono ragazze solari, in gamba, positive  e romantiche che si meritano il meglio dalla vita. Sono un nuovo modello di femminilità moderna.

E ora la domanda che tutte le Hope Girls aspettano: le avventure di Hope sono finite qui? C’è anche solo un piccolo barlume di speranza per un possibile terzo capitolo?

Sapessi quanto mi é dispiaciuto salutare HOPE. Lei ed i suoi amici mi hanno fatto compagnia per ben un anno (sei mesi di stesura per ogni romanzo). HOPE é nel mio cuore per sempre. E’ il personaggio del mio esordio. E’ quella che mi ha fatto conoscere in tutta Italia e che mi porterà presto oltre i confini della penisola. Per adesso, non é in programma. Ma mai dire mai. Chissà, tra qualche anno, perché no?

So che stai anche lavorando a un nuovo libro con un personaggio completamente nuovo? Ci puoi dare qualche piccola anticipazione?

Purtroppo no. E’ top secret. Posso solo dirti che il romanzo é finito. Si tratta di una commedia romantica. Sto attualmente lavorando all’editing e non vedo l’ora venga pubblicata. Non mancherò di farvelo sapere. HOPEGirls stay tuned!

Una piccola curiosità su Hélèn Battaglia come lettrice: qual è stato l’ultimo libro che hai letto? Qual è il genere di romanzi che preferisci? E chi sono i tuoi autori preferiti?

Ti sembrerà strano ma da quando ho iniziato a scrivere commedie romantiche non riesco più a leggerne da lettrice. Lo faccio per preservarmi e riuscire a trovare nuove trame esclusive ed inedite che non abbiano il sapore di déjà-vu che hanno purtroppo molti romanzi del genere. Sono una grande fan di romanzi storici, di gialli ambientati in epoche storiche, di biografie e ritratti, soprattutto quelli di personaggi femminili, che hanno fatto la storia. Non ho autori preferiti. Ad accattivarmi é soprattutto il plot o la personaggio (nel caso di biografie o autobiografie).

Noi di In Nomine Artis cerchiamo di dare spazio agli artisti emergenti, che, colpa anche del tempo di crisi che stanno vivendo le case editrici, faticano ad avere la loro giusta visibilità e riconoscimento che invece vengono riservati a certi romanzi d’oltreoceano che (non tutti, ma la maggior parte) in realtà rasentano la cartastraccia. I risultati sono più gente che pubblica e meno gente che legge. In base anche alla tua esperienza personale cosa ne pensi di questo fenomeno?

La verità é che il mondo dell’editoria italiano é spietato. E’ una vera giungla in cui diventa difficile ritrovarsi e sopravvivere. Molto spazio viene dedicato a chi forse non lo meriterebbe. E’ un vero business. Ruota tutto intorno al rendimento. Se non rendi, non vali. Come gli attori, gli scrittori ormai devono essere bankable. Non é più la qualità dell’opera a fare la differenza ma il passaparola, il marketing, l’attività dell’ufficio stampa, chiaramente l’investimento finanziario dalla casa editrice sull’autore. Perché parliamoci chiaro, la visibilità si compra. Lo sanno bene alcune case editrici che affittano mensilmente le vetrine. Costa anche parecchio ma in fine dei conti, i loro autori finiscono in classifica. Ed é quello che conta. Per colpa della crisi –ma é forse solo un pretesto- si rischia di meno con esordienti e se, si vanno a cercare quelli del selfpublishing che, da soli, hanno già avuto qualche discreto successo. E poi si acquistano a palate i diritti esteri di bestseller internazionali. Per quanto mi riguarda, ho la fortuna di essere considerata una scrittrice commerciale. E anche se ritengo di non essere solo quello, mi va benissimo. Sono riuscita a farmi il mio spazietto nell’Olimpo della chick-lit “made in Italy” e da li non mi muovo!

E ti auguro di restarci il più a lungo possibile! Ti ringrazio immensamente per aver rilasciato questa intervista e soprattutto non vedo l’ora di leggere il tuo nuovo romanzo.

Invitio tutti inoltre a visitare il suo profilo Facebook, Twitter ed Instagram e, ovviamente,a leggere i suoi libri, acquistabili su Amazon.

                                                                                                                                         Serena Scotti

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