Come scrivere un romanzo: Il punto di vista e il narratore


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Il punto di vista e il narratore

La maggior parte delle volte, nel momento in cui s’inizia a impostare un nuovo lavoro, viene naturale utilizzare un determinato punto di vista, in inglese POV, poiché nell’istante in cui ci viene l’idea, già la inquadriamo dal punto di vista del narratore, che può essere il protagonista, uno dei personaggi o semplicemente l’autore. Ciò dipende da come “sentiamo” la storia che ci apprestiamo a narrare. Potremmo sentirci come semplici spettatori o possiamo indossare i panni di un personaggio; questo avviene naturalmente, dalla prima parola che scriviamo. Dopo un certo numero di produzioni, potrei dire che c’è una ragione per cui decidiamo tacitamente il pov e il narratore, ma non ve lo dico perché non è così. Non c’è alcuna motivazione, è solo una questione spirituale, ecco perché ho usato il verbo “sentire”. Quindi, quando vi parlano di punti di vista, non temete di dover fare chissà cosa per utilizzare questo misterioso pov, perché lo avete deciso al tempo della prima frase. Ciò che io vi consiglio fortemente è la coerenza del narratore e ora spiegandovi ciò, valuteremo i vari pov e i narratori.

Ipotesi 1

Avete iniziato a scrivere in prima persona e avete indossato i panni di uno dei personaggi, quindi, è chiaro, narrate in base al punto di vista del personaggio scelto e almeno che non giustifichiate certe conoscenze, non potete descrivere le sensazioni e i pensieri di un altro personaggio. In questo caso il narratore è interno alla storia, partecipe dei fatti ma non onnisciente. Per ogni fatto che avviene lontano da lui, deve esserci una motivazione alla sua conoscenza.

Ipotesi 2

Avete iniziato in terza persona e avete impostato il narratore. Esempio, è un personaggio che narra la storia di un amico, di un parente o un discendente che racconta la vita di un avo ecc… Anche in questo caso il narratore è interno alla storia e ciò che narra deve essere comunque giustificato dalla conoscenza dei fatti. La scelta è ampia: può aver fatto delle ricerche, aver letto un diario, essere presente al momento dei fatti. In questo caso il pov è di chi sta raccontando, ma conoscendo bene i vari personaggi, potrebbe anche illustrare il pensiero di questi. Attenti però a non modificare la narrazione che deve avvenire sempre in terza persona, altrimenti il lettore si confonde. Quando volete che sia un altro personaggio a raccontare, usate per esempio una lettera, un diario o altro che giustifichi la narrazione in prima.

Ipotesi 3

Avete iniziato a scrivere in terza senza impostare il narratore. Chiedetevi: chi sta narrando? Una persona esterna alla storia, onnisciente? L’autore stesso? Questa è l’opzione più facile, in quanto, il narratore sa tutto: eventi, pensieri e fatti. In questo caso il pov può essere dei personaggi di cui di volta in volta si narra.

Ipotesi 4

Questa è l’ipotesi che ritengo molto più interessante. Utilizzare diversi punti di vista con più narratori. Ossia, far raccontare la storia a diversi personaggi. In questo caso consiglio l’uso solo della prima persona perché utilizzando prima e terza, confonde solo il lettore.

Alla prossima! 😀

Annalisa Caravante

P. S. Iniziate a buttar giù qualcosa che poi voglio leggere 😉

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