Confessioni di una lettrice di Cinquanta Sfumature di Grigio


50-sfumature-di-grigio-recensioneTitolo: Cinquanta Sfumature di Grigio
Autore: E. L. James
Titolo originale: Fifty Shades of Grey
Editore: Mondadori
Prezzo: 5,00 €
Pubblicazione: 2011

Ebbene si! Oggi parliamo di Cinquanta Sfumature di Grigio! Vi tocca, sta anche per uscire il film al cinema non vorrete mica andarlo a vedere impreparati?

Dunque, prima di tutto, una premessa:  ho deciso di non scrivere una vera e propria recensione, perché quelle si sprecano. Quando il romanzo è stato pubblicato praticamente tutti hanno voluto dire la loro e la mia sarebbe solo l’ennesima recensione dispersa nel mucchio. Ovviamente esprimerò anche la mia opinione, per quel che conta, ma più che altro voglio riportare le reazioni che ho riscontrato delle persone che mi circondano. Perché tra tutte le persone che conosco nessuna (o forse al massimo un paio) ha letto i romanzi e ogni volta che confesso di averli letti tutti e tre le reazioni sono davvero esilaranti.

Premettendo che io li ho comprati in formato e-book, perché mi vergognavo tremendamente di andare alla cassa con quei libri e magari farmi guardare male dalla cassiera o, peggio ancora, dal cassiere! Solo che purtroppo il destino ha voluto che io sia dovuta comunque andare in libreria a comprare i libri in formato cartaceo, perché anche mia madre voleva leggerli ma odiava gli e-book. Ma si, mi sono detta, che ti frega! Siamo in un paese libero! Credetemi, andare nella tua libreria di fiducia, sai quelle carine, piccoline e super fornite con il proprietario che ti conosce da quando sei piccolina, e osservare la sua faccia quando ti vede venire alla cassa con Cinquanta sfumature di grigio in mano è qualcosa di mortificante ed esilarante allo stesso tempo! E tu sei lì e vorresti tanto urlargli “Andiamo!! Non ho mica comprato il Mein Kampf?!” però la sola cosa che mi è venuto da dire sul momento è stata “Non è per me! È un regalo!” e lui non ti chiede neanche “Allora te lo incarto?” perché sa benissimo che stai dicendo una bugia!

Arrivo a casa con il libro e il primo commento a caldo di mia sorella è stato “questo da te proprio non me lo aspettavo! Ma perché non ti leggi qualcosa di più elevato? Questo è un libro insulso per depravati!”, poi, per farmi un dispetto, apre una pagina a caso e legge a voce alta (nella stessa stanza con nostro padre) la prima riga… non ricordo bene come recitasse tale riga, ma ricordo che i due protagonisti si stavano dando parecchio da fare! Davvero imbarazzante!

Anche una volta finita di leggere tutta la trilogia, quando ne parlavo con altre persone le domande che mi facevano erano sempre le stesse: “mamma mia hai avuto il coraggio di leggerti quel libro?” oppure “io mi vergogno proprio di leggerlo!” o ancora “e come ti sei sentita dopo che lo hai letto?”. E qui torno a chiedermi “ma avrò davvero comprato il Mein Kampf al posto di Cinquanta Sfumature?”

Ma cosa ho io di cui vergognarmi? LO SO che ci sono letture sicuramente più elevate ma uno può anche leggere un libro diverso per variare un po’ e non applicarsi troppo, per passatempo, anche se magari la qualità del libro non è elevatissima? Questo è stato per me la trilogia di Cinquanta sfumature, una lettura passatempo, e direi che, per quello che era il suo scopo, ho avuto l’effetto desiderato. Li ho letti di fila durante una vacanza al mare con le mie amiche: in spiaggia, tra un tuffo e l’altro, leggevo qualche capitolo e la sera lo commentavo insieme a loro.

Devo pure ammettere che all’inizio la storia mi interessava, perché  sembrava fin dall’inizio che ci fosse qualcosa di celato, qualcosa di misterioso e volevo a tutti i costi arrivare a scoprirlo. Peccato che alla fine, nell’ultimo dei tre libri, il mistero si sia rivelato essere abbastanza banale e frettoloso nella sua soluzione e sono rimasta parecchio delusa. Anche sui personaggi principali ho le mie riserve. La storia è narrata dal punto di vista di Anastasia, ed è proprio il suo modo di raccontare le cose che non mi piace, molto ripetitivo e quando non vuole essere ripetitiva e dire qualcosa di nuovo trova sempre il modo più ridicolo e insensato di farlo! E dire che nel libro vengono sperimentate diverse pratiche sessuali, gli aggettivi si sprecano! (Ok, forse questa critica era più per l’autrice!) Per quanto riguarda lui, Christian Grey, beh che dire! È bello (e anche l’attore che hanno scritturato per interpretarlo è un bel pezzo di manzo), ricco, di successo, bravo a letto… dov’è l’inghippo? Viene quasi da dire “Anastasia ti detesto!! Cosa hai fatto per meritartelo?” E come contrappasso si scopre che il bello e sensualissimo Christian ha una “leggera inclinazione per il sadomaso”, comprensivo di bondage e sottomissione. Quello che mi ha più “colpita”, in senso negativo, è che per Christian la sottomissione non è solo a livello sessuale, ma in tutto. Nel corso della storia lui esercita progressivamente il pieno controllo su Anastasia, decidendo cosa deve mangiare, come si deve vestire, cosa può e non può fare, e lei glielo lascia fare. A volte prova anche ribellarsi ma alla fine soccombe sempre in qualche modo, e leggere di queste cose mi ha fatto forse torcere lo stomaco più di una scena di sottomissione sessuale. Che posso farci è una questione di carattere, io sono troppo femminista, ma c’è anche chi lo può trovare giusto ed eccitante. Liberissime di pensarlo!

Che il libro abbia un che di intrigante è inutile negarlo, altrimenti non avrebbe fatto tanto discutere e non avrebbe avuto tutta questa diffusione. La critica ovviamente si è scagliata sull’autrice senza alcuna pietà, relegandola nell’universo degli Harmony, romanzetti rosa di second’ordine, perché, e condivido pienamente questo pensiero, tutta la pubblicità e il marketing che si è creato dietro questo libro, che viene portato in trionfo come “il romanzo che ha rivoluzionato il genere erotico”, è nettamente sproporzionato.

È triste soprattutto pensando a tanti romanzi qualitativamente superiori che purtroppo non godono dello stesso trattamento. Possibile che ruoti tutto davvero tutto intorno al sesso? E non più solo il sesso come atto d’amore e sentimento, ma anche nelle sue perversioni più malate, come testimoniano le incredibili serie di romanzi a tema analogo usciti subito dopo Cinquanta sfumature, sulla scia del suo successo. Ormai si lascia davvero poco spazio all’immaginazione, nei libri come anche al cinema o sul piccolo schermo. Stiamo davvero diventando così privi di fantasia?

Meditate gente!

Serena Scotti

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5 pensieri riguardo “Confessioni di una lettrice di Cinquanta Sfumature di Grigio

  1. Ciao Serena, sinceramente ho perso tempo a leggere questa tua non-recensione perché, sapendo di te come una ragazza che legge libri importanti, ho pensato che forse lo si poteva salvare. Ma hai solo confermato ciò che ho letto in giro. In fondo, neppure tu potevi sapere cosa c’era dentro. Sono molto disgustata da questo fenomeno di 50 sfumature e non per il libro in sé, che non ho letto e quindi non posso sapere com’è scritto. Ma per tre motivi: 1) È mai possibile che un libro che parla di sesso, diventi così famoso da farci un film, mentre esistono bellissimi libri di tanti altri autori che neppure si leggono?
    2) Mi dà fastidio che 50 sfumature abbia avuto successo solo perché questo successo è stato organizzato, lasciando credere alla gente che i lettori siano attratti solo dal genere erotico, alimentando così il mercato di un solo genere, mentre ci sono tanti altri che possono elevare la cultura… E no, la gente deve restare ignorante altrimenti come viene soggiogata? E dico che il successo è stato pianificato perché a chiunque chiedi “no, io non l’ho letto”… ma vuoi vedere che le ho comprate io tutte queste copie e non lo so?
    3) Mi dà, inoltre, fastidio che tutte le giovani autrici italiane, per avere successo, scrivono imitazioni di 50 sfumature e trovi in giro titoli simili, che sottolineano il genere erotico, che spesso non c’è neppure fra quelle righe. Ciò dimostra che molti scrivono per avere successo e non per passione e si permettono di definirsi “scrittori” Si scrive per passione e ciò che noi SENTIAMO DI SCRIVERE! … Può anche ispirare il genere erotico, ma mai per imitare, altrimenti si avverte qualcosa d’innaturale.
    E mi dispiace che certe persone siano cadute nella trappola alimentando un mercato pieno di fandonie che mira a rendere i lettori gente frivola. Certo, c’è a chi piace il genere e nulla da dire, ma sono più che convinta che molti lo hanno comprato solo per la pubblicità che si è fatta intorno.

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  2. Annalisa, aspetta a scagliarti contro tutto e tutti. Andiamo con ordine: il fattore marketing, che con questa trilogia la fa da padrone, serve a creare una ventata di novità nei confronti di un genere che forse languiva da un pezzo. Ma se vogliamo parlare di erotismo, “Histoire d’O” ha fatto la storia in tal senso, come pure il Marchese de Sade. Mi spiace dire che l’autrice non ha creato nulla di nuovo, perché Histoire d’O, letto in adolescenza, parlava delle stesse tematiche. Era un’educazione al sesso, quasi scolastica, ma trattata con eleganza. La trilogia in questione non l’ho letta per ripugnanza, perché anziché fare dei passi avanti, una struttura simile ci riporta al Medioevo, dove la donna doveva star zitta e non aveva alcun diritto. In verità, quando escono simili fenomeni editoriali, andrebbero letti. E non per dirne bene o male, ma semplicemente per capire che aria tira in editoria. Ora, con tutta la voglia che ho di capire come sono messi gli editori, proprio non ce la faccio ad acquistare questi “eccelsi” trattatelli, altrimenti avrei potuto discuterne con maggior cognizione di causa. Resta il fatto che il successo è stato strategicamente costruito a tavolino e che se la signora ha fatto buone vendite, buon per lei. Per il resto, direi di sorvolare su certa pseudo letteratura e dedicarsi a storie che valgano davvero la pena di esser lette e ricordate 🙂

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  3. …sulla conclusione finale ho i miei dubbi. Se ne sono usciti tanti è stato perché questo ha venduto e si è sperato di saturare un mercato vergine (beh) a tutti i livelli, per rifare o provare a rifare il botto. Dall’appassionato di scrittura che si pubblica su amazon e similari, sino all’autore mezzo-affermato.
    Spero che qualunque libro, comunque, induca a leggere di più e che tiri dentro qualche nuovo lettore. Leggere è bello e lo fanno in pochi. Non vedo nessuno alla fermata che abbia un libro, solo smartphone, spero almeno negli ebook.

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