Intervista all’autrice Prisca Turazzi


priscaPer la nostra sezione “Interviste“, oggi presentiamo Prisca Turazzi, autrice di romanzi e direttrice di collana per la Letteratura LGBT presso Milena Edizioni.

Giovanissima scrittrice veneta trapiantata a Milano, ha firmato finora ben tre romanzi: Breaking Destiny (ePubblica, 2013), Hernest (Alcheringa Edizioni, 2013), L’amore e altri guai (Milena Edizioni, 2014).

Con lei oggi parliamo di scrittura, esordienti, editoria e tanto altro. Buona lettura! 🙂

Da quanto tempo scrivi? Cos’è per te la scrittura?
Scrivo ormai da più di dieci anni, ho iniziato abbastanza presto grazie all’incoraggiamento della mia insegnante di italiano delle scuole medie. Per quanto mi riguarda la scrittura è sia un lavoro che un piacere. Ora che sono addentro al meccanismo dell’editoria, infatti, non posso più sentirmi coinvolta soltanto dal lato “artistico” della scrittura, ma devo affrontare anche quello, a volte, meno piacevole e appassionante. Rimane comunque il lavoro della mia vita.

Sappiamo che hai pubblicato due romanzi; ti ritieni soddisfatta? Hai avuto il successo di pubblico che ti aspettavi?
Partendo dal nulla non mi aspettavo grandi cose. Con il primo romanzo ho avuto un riscontro soprattutto con la mia famiglia e gli amici, mentre con la pubblicazione del secondo ho potuto confrontarmi su scala nazionale con lettori, altri scrittori e le persone che sono venute alle presentazioni. In ambito scrittevole, quest’anno mi ha portato molti successi e ne sono ampiamente soddisfatta.

Stai lavorando a qualcosa di nuovo? Ti va di descrivercelo?
Entro poche settimane uscirà un nuovo titolo, sempre per Milena Edizioni. Si chiama “Danzando sull’abisso” e sarà il primo titolo di una saga fantasy, “Crisalide”, in cui affronterò la tematica trans attraverso gli strumenti del genere fantastico, in un’ambientazione simil-romana tutta da scoprire. Sono molto emozionata, perché è un progetto a cui tengo molto e su cui stiamo puntando.

l'amore e altri guaiQuanto di te c’è nei tuoi personaggi?
Dipende dai romanzi. Ne “L’amore e altri guai“, per esempio, c’era davvero molto di me e della mia storia, soprattutto del mio coming out e delle emozioni, spesso confuse e contraddittorie, vissute. Questo ha garantito, a quanto mi riferiscono, una notevole verosomiglianza. In linea generale, i miei protagonisti sono molto spesso anime nervose, sempre in agitazione e con la perenne paura di sbagliare e questo mi lega particolarmente a loro.

 

 

Negli ultimi tempi, grazie al Self–Publishing, ognuno ha la possibilità di pubblicare un proprio scritto. In questo contesto, quanto è difficile per un autore riuscire ad emergere? E tu cosa fai per farti conoscere?
Per i Self è doppiamente difficile riuscire a emergere, quindi ammiro la loro intraprendenza. Io, insieme alla casa editrice, cerco di passare per ora per i canali tradizionali: recensioni, interviste, presentazioni e iniziative culturali. Preferisco farmi conoscere direttamente e non soltanto nel virtuale e, per questo, partecipo dove posso incontrando di persona possibili nuovi lettori e, chissà, anche nuovi amici.

Pensi che la tendenza emersa negli ultimi anni abbia fatto davvero decrescere la qualità delle opere a cui un lettore può avere accesso?
La qualità non dipende dal mezzo, ma dalla capacità critica di chi diffonde il prodotto. Ci sono ottimi romanzi sia tra i Self sia tra le case editrici, anche se sono difficili da trovare. L’approccio alla qualità è trasversale a tutta l’editoria ed è relazionata alla serietà con cui operano i professionisti. Ho percepito il calo della qualità un po’ ovunque e la causa non è certo l’editoria Self.

Qual è il lavoro di cui vai più fiera? In base a quali criteri scegli la casa editrice a cui sottoporre il tuo manoscritto?
Vado molto fiera del mio primo romanzo “Hernest” e dei pareri entusiasti che mi hanno confermato una piccola ma importante fetta di lettori. L’idea di presentarmi con questo biglietto da visita è stata una delle migliori della mia vita. Ho scelto Alcheringa perché ho voluto scommettere su una casa editrice che mi ispirava fiducia pur non avendo ancora titoli in catalogo ai tempi della valutazione. Ho scelto Milena Edizioni perché ho avuto un confronto diretto con alcuni suoi autori e mi è piaciuto come lavora, pur scommettendo di nuovo su una realtà ancora giovane. Direi che è andata benone.

Quando hai iniziato a collaborare con la Milena Edizioni? Di cosa ti occupi esattamente? Ti piace il tuo lavoro?
Certo, che mi piace. Anche se la responsabilità è grande, non rinuncerei mai al mio lavoro. Sono diventata direttrice di collana per la Letteratura LGBT all’inizio del novembre scorso, mentre presenziavo con l’editore al Pisa Book Festival. Gli ho proposto molte delle idee che avevo per accrescere il prestigio della collana e a lui è piaciuto, spero, il mio entusiasmo, per cui mi ha offerto il posto di collaboratore. Mi occupo di tutto ciò che riguarda la selezione, la cura e la promozione dei titoli in collana.

LGBTQuanto è conosciuta (e apprezzata) la letteratura LGBT in Italia? E all’estero? Il pubblico mostra curiosità verso questo genere o attualmente resta appannaggio di una nicchia ristretta di estimatori?
Per tanti anni è un tema rimasto nella sua piccola nicchia, ma ora grazie alla curiosità, soprattutto femminile, verso il genere M/M sta riprendendo vigore. Non conosco bene la situazione all’estero, ma so che in Italia ci sono un paio di principali case editrici, oltre alla nostra, che promuovono le tematiche LGBT. Questo mi riempie di speranza per quanto riguarda la lotta per i diritti LGBT in Italia. I libri sono parole, le parole sono idee e le idee cambiano il mondo.

Ringraziamo Prisca per il tempo che ci ha voluto dedicare e vi invitiamo a seguirla su Facebook e su Goodread.

Annarita Tranfici

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