Quando le mani ricamano sogni: “Mi racconti una bambola?”


mi racconti una bambolaL’intervista di oggi è un’intervista un po’ “particolare”. Non riguarderà un pittore, un illustratore o uno scrittore, ma un’artista che, con la dedizione e la cura che mette nel suo splendido lavoro, riesce ugualmente a dare agli oggetti che crea un’anima; un’anima che, sono sicura, voi lettori sensibili, saprete cogliere.
L’artista di oggi si chiama Cinzia Ferrari ed è una ricamatrice di bambole. Si, avete capito bene, bambole, come quelle con cui le bambine di altri tempi trascorrevano ore ed ore. Bambole che, nella vostra infanzia, sicuramente avete amato, coccolato, e a cui avete dedicato tutte le vostre attenzioni.
Attraverso il suo progetto “Mi racconti una bambola?”, Cinzia si fa portatrice di messaggi carichi di amore, tenerezza e serenità. Le sue creature allietano i pomeriggi di tante bambine e, molto spesso, ricordano a quelle donne, ormai adulte, quanto sia importante conservare dentro sé il fanciullino che è dentro ognuno di noi.

Non voglio svelarvi altro; buona lettura. 🙂

bambolina-1Ti va di raccontarci chi è la “fatina dalle manine d’oro” capace di creare queste fantastiche bamboline?

Sono una mamma, una donna che lavora e una giramondo. Ho due bambine piccole che sono il mio mondo. Ho cominciato a fare bambole per loro. E’ cominciato tutto per loro. Sono originaria di un piccolo paese dell’entroterra salentino, in cui era normale, nei lunghi pomeriggi estivi, andare dalle anziane, sedute vicino alla soglia della porta di casa a fare opere d’arte con le loro mani, nella massima semplicità. E’ così che ho imparato l’uncinetto, la maglia, il ricamo, tutto quello che mi serve per le mie bambole e che ho sempre custodito con me e non ho mai abbandonato. Non bado al tempo, il mio obiettivo è la cura: massima cura a partire dalla scelta dei materiali, fino all’ultima delle rifiniture. Sono anche appassionata di storie. Oltre a leggere moltissimo e ad ascoltare, amo scrivere. Tutte le mie bambole affondano le loro radici dentro una storia che mi viene affidata. Il mio progetto, Mi racconti una bambola? unisce queste mie due grandi passioni. Come se un racconto, un’ispirazione, un’immagine, una storia prendesse forma attraverso la lana e la stoffa.
bambolina-2Pensi che i bambini delle ultime generazioni, così affezionati ai videogiochi e incuriositi da tutto ciò che è legato al mondo dei computer e dei tablet, possano ancora divertirsi e “legarsi” ad una dolcissima bambola?

Io penso che i bambini siano sempre bambini. La fantasia e la manualità li ravviva. I bambini, lasciati liberi di giocare con la terra, con materiali naturali, di recupero, si “perdono”, mettono in moto meccanismi ancestrali, antichi. Semplicemente giocano. Alle mie bimbe e ai bambini che frequentano la mia casa, propongo giochi poco strutturati, in modo che siano loro i veri protagonisti e non semplici fruitori di un gioco chiuso e strutturato. Poi sicuramente i tablet e i videogiochi esercitano un grande fascino sui bambini, ma penso che siano sempre in tempo ad imparare a usare la tecnologia. Il tempo per essere bambini, invece, passa in un soffio, è veramente troppo breve.

bambolina-3Ce n’è una, tra le tue “creature” a cui ti senti maggiormente legata? Se si, perché?

Mi lego profondamente a ognuna delle mie “bimbe di lana”. Ma ce n’è una, la mia quarta bambola, che mi regala un dolce calore intorno allo stomaco. Ancora Mi racconti una bambola? non esisteva. Avevo fatto questa bambolina mora, con i capelli lunghi, ma le mie bimbe avevano già le loro e non si sono affezionate. Poi sono andata a visitare un centro in cui aiutano donne in difficoltà. Ho portato le mie bambole per farle vedere. Una bambina, con un vissuto molto difficile per la sua età così piccola, appena ha visto questa bambola orfanella si è illuminata. Si sono abbracciate. E’ come se si incontrassero dopo tanto tempo. Naturalmente era sua. Lei ha ricambiato il dono con un bellissimo disegno che conservo con le cose più preziose. Fare quello che faccio io, accogliere storie e trasformarle in bambole, è una grandissima occasione per fare begli incontri e attraversare emozioni e momenti che difficilmente potrò scordare.

bambolina-4Quanto tempo impieghi per realizzare una di queste meraviglie? Quali sono le fasi cruciali del progetto? Dove “non ti è concesso sbagliare”?

Dedico la massima cura per ogni bambola. Per ogni bambola impiego molto tempo. Certo, dipende dal progetto. Cerco di cominciare i lavori sempre di Luna nuova. Limito l’uso della macchina da cucire solo ai vestiti. Sul jersey che utilizzo per la pelle, cucio tutto a mano, per garantre un punto saldo ma flessibile, che mi garantisce tenuta nell’imbottitura. Una fase sicuramente cruciale è la realizzazione della testa. La testa è il fulcro della bambola, ne custodisce la luce, conferisce l’espressione, determina la somiglianza col bambino e le proporzioni della bambola. Le fasi di realizzazione della testa sono molteplici e non banali, ma una volta che si arriva a un ottimo risultato, la strada è una bellissima discesa in pieno sole. Quando mi capita di sbagliare, rifaccio. La perfezione, certo, non è di questo mondo e piccole imprecisioni possono dare carattere, ma allo sbaglio non si può arrivare. Non darei mai in mano a un bambino una bambola oggettivamente brutta. Sarebbe offensivo verso il grande rispetto che ho per il loro gusto e per la loro saggezza.

bambolina-5Qual è il commento più bello che hai ricevuto da una persona che ha ricevuto in dono una delle tue bambole?

A questa domanda, per fortuna, non so rispondere. Ho la fortuna di avere una piccola comunità di persone che mi sostengono e mi inviano quotidianamente parole e pensieri meravigliosi. Le persone che ricevono le bambole, spesso, mi mandano racconti dei momenti preziosi dei giochi dei loro bimbi, foto, video. Non so davvero che cosa desiderare di più e spero solo di non deludere le loro aspettative.

Hai in cantiere il proposito di “allargare la famiglia” o pensi di dedicarti ad altro?

Vorrei dedicarmi un po’ di più alla scrittura, creare dei tutorial, dei kit, spiegare e diffondere il mio progetto. Mi piacerebbe poi cominciare a fare le bambole insieme ad altre donne, insegnare quest’arte antica e delicata, che più che all’artigianato, assomiglia alla meditazione. E poi, e poi, e poi… i sogni sono tanti e mi auguro di avere il tempo per fare tutto.

bambolina-6Secondo te, in che modo l’handmade può contrastare l’avanzata delle merci prodotte a bassi costi di manodopera e quindi sul mercato estremamente concorrenziali? Perché un qualsiasi acquirente dovrebbe scegliere un prodotto handmade?

Penso che la chiave di tutto stia nella consapevolezza delle persone. Riscoprire la frugalità, avere meno cose ma belle, piene di significati. Finché si guarda solo il prezzo basso e non ci si fa domande su come vengono prodotti quegli oggetti a così basso costo, allora questo cambiamento non ci sarà. Un oggetto handmade è prodotto senza lo sfruttamento, con cura, da mani che amano quello che stanno facendo. C’è cura nella scelta dei materiali, ogni oggetto è un pezzo unico, speciale. Le bambole poi sono degli scrigni di affetto per tanti bambini. Spesso trascorrono la notte abbracciate strette con i nostri figli. Abbracciare un pezzo di plastica non è lo stesso che stringersi la cuore una bambola di lana, morbida, pesante, consistente, profumata, che si scalda al contatto col corpo. E’ tutta un’altra cosa. Gli oggetti prodotti in questo modo, durano nel tempo, si caricano di storia e tracciano un filo di continuità attraverso le generazioni, moltiplicando l’affetto e la memoria. Dietro la parola handmade c’è tutto questo, e molto altro. Tutte cose per cui ne vale la pena farci un pensiero.

Ringraziamo Cinzia per il tempo che ci ha voluto dedicare e per il messaggio positivo di cui si fa portatrice e vi invitiamo col cuore a seguire gli sviluppi del suo splendido progetto sulla sua pagina Facebook “Mi racconti una bambola?”.

Alla prossima intervista! 😀

Annarita Tranfici

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2 pensieri riguardo “Quando le mani ricamano sogni: “Mi racconti una bambola?”

  1. Ci sono cose che Cinzia non dice, perchè e modesta, ma che comprendi all’istante quando la conosci. Ogni sua bambola è una storia ed un dono. sono come piccole messaggere che portano appresso qualcosa, un messaggio appunto, un’emozione, un sogno, per chi le riceve. Piccolo, o grande :), che sia. Sono bambole che fanno bene all’anima e al cuore.

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