Intervista a MaricArt


maricart-1Salve a tutti amici. 🙂
Oggi, per la sezione Interviste, ospitiamo una simpatica, umile e bravissima artista: MaricArt.

Un’artista pugliese che, con una matita e un semplice foglio di carta, riesce a regalare sorrisi e ad emozionare.
Vediamo come ha risposto alle domande che abbiamo pensato per lei.

Se mi permettete di darvi un consiglio spassionato, io mi fermerei a leggere ciò che ha da dire. 😉

Buona lettura! 😀

Maricart Ci piacerebbe aprire quest’intervista con una tua breve descrizione; parlaci un po’ di te, di come e quando nasce il tuo personaggio, se ha subito una qualche evoluzione (e se si, in che modo) e su quanto ci sia di vero nelle vignette di cui esso è protagonista.

Ciao a tutti! Mi chiamo Marica (con l’accento sulla ì, mi raccomando!), ho 29 anni  (prossima nei 30, ma sono dati che la mia mente rifiuta di immagazzinare) e vengo dalla calda terra del Sud: la Puglia. Abito e vivo a Corato (provincia di Bari),  un paese a volte “stretto”, ma allo stesso tempo ricco e profumato di tradizioni, alle quali sono ancorate le mie radici. Non è facile raccontarsi, mettersi a “nudo”… quasi sempre lo faccio solo attraverso il disegno. Mi aiuta a nascondermi, ma allo stesso tempo a venire fuori dalle mie emozioni. Sono una persona sognante, lo ero sin da bambina. Sempre con la testa fra le nuvole, a volte introversa, spesso e volentieri lunatica. Ho sempre vissuto di fantasia, di emozioni, ma anche di silenzi. La passione per il disegno, e per tutto quello che potesse in un certo qual modo plasmare la mia creatività, è sempre esistita. Ho solo tardato nel tempo a riconoscerla, a distinguerla, a saperla interpretare.

maricart-2“Il dolore è una cosa che fa creare” scriveva Alda Merini, ed io, proprio mentre attraversavo un periodo di ombre, ho iniziato a creare un mio mondo, fatto di disegni, di urla soffocate, di paure e di attese. Il personaggio di MaricArt, quello di una bambina, nasce quattro anni fa. E’ stato ed è tuttora il mio alter ego. Tutto quello che vivo, provo, sento o vorrei vivere, provare e sentire, lo affido a lei, quasi fosse una messaggera dei miei ricordi, delle mie emozioni, delle mie speranze. Nell’arco di questi quattro anni poi, grazie all’amicizia e all’amore incondizionato di un mio caro e grande amico Simone , che ha sempre creduto in me sostenendomi, MaricArt approda in veste ufficiale in rete. Nasce una pagina su facebook, tra le mie mille perplessità e l’entusiasmo contagioso di Simone. L’evoluzione si associa sempre al bagaglio delle emozioni: le mie ombre lasciano spazio alla luce, con essa anche il disegno cambia. Prende colore.

Un tratto semplice, un colore rosso deciso, la voglia di emozionare e di “strappare” un sorriso, la rappresentazione comune del mio vivere quotidiano, i miei piccoli “drammi “esistenziali, l’ incanto dei sogni e la dolcezza dell’amore iniziano piano piano a prendere forma e a caratterizzare il mio stile. Ogni disegno è la rappresentazione reale del mio mondo, del mio vissuto. Guardare i miei disegni equivale ad osservarmi da lontano.

Da quanto tempo disegni? Ti definiresti un’illustratrice?

Disegno da quando ero bambina. Ricordo che mi piaceva disegnare vestiti per le sfilate di moda e riprodurre alcuni quadri di casa. Conservo ancora oggi alcuni disegni. Non mi definisco un’illustratrice. Non disegno per altri, disegno per me, perché sento.maricart-3

Cosa provi mentre disegni? Sapresti descriverci le sensazioni che ti animano quando hai una matita tra le mani e tanti fogli bianchi su cui imprimere le punta?

Il foglio bianco a volte mi spaventa, provoca una specie di blocco. Altre volte invece sono talmente presa dal vortice dell’ispirazione, che nutro un bisogno impellente di buttar giù uno schizzo. Mentre disegno, la realtà e tutto quello che mi circonda non esiste più. Entro in un mondo talmente ovattato, che il tempo si annulla. Potrei disegnare per ore senza stancarmi mai. Disegno spesso e volentieri la notte, in compagnia dei grandi compositori come Chopen, Straus e Puccini.

Qual è la materia di cui sono fatti i tuoi sogni? Quanto è difficile, per un’artista, fare i conti con il grigiore che talvolta avvolge la quotidiana realtà? Riesci, attraverso i tuoi disegni, ad evadere da essa?

>maricart-5I miei sogni sono fatti della stessa sostanza delle stelle: puoi vederle solo da lontano, quando l’oscurità della notte ti avvolge. La realtà è nemica dei sognatori. I ritmi frenetici del lavoro, le responsabilità, i doveri, le perplessità della mia famiglia che non comprende appieno il mio desiderio di disegnare…tutto si scontra inesorabilmente verso l’unica forma di espressione che mi fa sentire viva e spensierata. Grazie al disegno stempero con poesia la realtà. E’ la mia ancora di salvezza. Un taccuino, una matita e una gomma sono sempre con me, perché nonostante le avversità logistiche, ogni momento è un momento buono per disegnare. Molti disegni nascono in stazione aspettando il treno, tra un servizio e l’altro in casa…Altre volte invece, quando oggettivamente sono impossibilitata a buttar giù uno schizzo, ecco che il disegno prende forma, in tutti i suoi dettagli, nella mia mente.

Ho letto che sei un’insegnante, che mestiere carico di responsabilità! Quale lezione morale vorresti che i tuoi alunni avessero sempre a mente?

Si, sono un’insegnante di sostegno nella scuola primaria, precaria. E’ un lavoro che toglie molte energie, ma mi piace tanto perché mi permette di lavorare con e per i bambini. Lavorare nel sostegno mi dà una ricchezza in più, perché  “Sono bambini che nascono due volte; devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile” e la seconda volta dipende da noi insegnanti, da quello che sapremo dare. E’ un lavoro di grande responsabilità, ma anche di tanto amore, passione, sensibilità e pazienza.

Aiutando non solo alcuni bambini, ma tutta la classe, spesso riscontro una poca fiducia in se stessi, una paura di sbagliare, una bassa autostima. Vorrei che tutti i miei continui incoraggiamenti, gli stimoli a non sottovalutarsi, li accompagnassero per sempre, perché credere in se stessi e nelle proprie capacità è il primo passo per crescere.

Hai mai usato uno dei tuoi disegni per spiegare o chiarificare qualche concetto ostico ai tuoi allievi?

Tempo fa una delle mie alunne, non riusciva a comprendere appieno il concetto di numero maggiore e di numero minore, così le disegnai i due simboli < e >  e iniziai a raccontarle la storia di un lupo mangione che aveva sempre fame e che voleva mangiare solo i numeri più grandi. Mentre le raccontavo la storia, iniziai ad aggiungere i dettagli degli occhi, dei denti, delle orecchie…fino a rappresentare un lupo. La storia le è rimasta ben impressa. Il disegno grafico e la didattica unita all’attività ludica, hanno permesso alla bambina di saper successivamente riconoscere i simboli, confrontare e ordinare i numeri.

Qual è l’augurio che fai a tutti i lettori che ci leggono per questo Natale? E cosa auguri a te stessa?

Vi auguro di saper apprezzare sempre le piccole cose: la compagnia di chi ci vuole bene, il calore di una famiglia, il profumo di un pasto caldo, i sorrisi, gli abbracci…. Lì risiede il seme della felicità. Auguro a voi, e a me stessa, di essere sempre delle persone migliori, ricche di amore e di umiltà.

Qual è il ricordo più bello che custodisci legato alla tua passione per il disegno?

Il ricordo più bello, più profondo e più intimo che custodisco, è quando il disegno mi ha salvato da un periodo di depressione.

Hai avuto modo di allestire mostre o di essere ospitata ad eventi nella tua città o in altre parti di Italia? Se si, qual è stato il riscontro del pubblico?

Si, negli ultimi due anni ho avuto modo di partecipare a diverse iniziative proposte sul mio territorio: un’estemporanea d’Arte intitolata “A cena con l’arte”; la collaborazione con il gruppo musicale Music Street View , dove ho rappresentato alcuni brani di De Gregori, De André e Battisti; la fiera di Autoproduzione; l’evento Art’è Donna con Peggy Creazione; e in ultimo la mostra “A quattro mani” in collaborazione con la fotografa amica Annalisa Anelli.

Molti non conoscevano chi fosse MaricArt, ma con sorpresa ho avuto un ottimo riscontro da parte di molti. Su internet invece, il riscontro è più immediato e diretto. Molti mi seguono dagli esordi. Il successo di MaricArt lo devo anche a loro.

Internet è pieno di artiste che, col tempo e a seguito del successo ottenuto in Rete, iniziano a “commercializzare” i propri personaggi regalando loro una vita nuova su articoli di cancelleria, borse, articoli da regalo e quant’altro. Il tuo personaggio è destinato a restare sulla carta o credi che forse, in futuro, avrà modo di iniziare il suo viaggio verso altri lidi e colorare le giornate di chi vorrà “adottarlo”?

Ho tantissimi progetti legati a MaricArt.

maricart-4Mi piacerebbe che i miei disegni accompagnassero la quotidianità della gente e che vivessero attraverso i loro sorrisi. Acquisirebbero così un valore profondo ed eterno per me, che oltrepasserebbe il confine della mia fantasia.

 

 

 

Un saluto particolare per i lettori di In Nomine Artis? 🙂

Ringrazio tutta la redazione di In Nomine Artis, per avermi offerto la possibilità di raccontarmi e farmi conoscere. Saluto, con un piccolo disegno, tutti voi lettori di In Nomine Artis, sperando possa essere di vostro gradimento.

Auguri di cuore!

Ringraziamo MaricArt per la splendida intervista e vi invitiamo caldamente a seguirla sulla sua Pagina Facebook. 😀

Alla prossima!

Annarita Tranfici

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