Tutti i film dei Golden Globe 2015


Ieri sono stati annunciati i film candidati ai prossimi Golden Globes, un prestigioso premio assegnato ogni anni ai migliori film e serie televisive, secondo per importanza solo ai premi Oscar.

A differenza di questi ultimi, dove i premi sono decisi da una giuria onoraria di cineasti (per lo più americani), i Golden Globes sono decisi da una giuria composta da circa novanta giornalisti di stampa estera, denominata Hollywood Foreign Press Association. Un premio quindi prestigioso, e da molti visto come un anticipo agli Oscar, visto che solitamente, ma non sempre, chi si aggiudica un premio probabilmente si aggiudicherà anche l’altro.

La cerimonia sarà presentata, per la terza volta di fila dalla due attrici comiche Tina Fey e Amy Poehler. Il copione è quasi sempre lo stesso tutti gli anni, ci sarà la solita sfilata di abiti da sera da parte delle star (alcuni decisamente eleganti ed altri di dubbio gusto) e la scaletta più o meno e sempre questa: si parte dai premi “minori” (migliore attore/attrice non protagonista) nel mezzo c’è un momento per commemorare le persone famose scomparse (e quest’anno purtroppo un bel po’ di grandi attori e cineasti ci hanno lasciati) per finire con l’assegnazione del Golden Globe al miglior film, un discorso (magari già preparato) da parte dei vincitori e striminziti saluti.

Ma io non voglio parlare della cerimonia in sé, perché sono cose superflue che tra un anno non ricorderemo più! Voglio parlare della star principale della cerimonia, ovvero dei film candidati quest’anno. Il 2014 è stato un anno parecchio fortunato per l’industria cinematografica, e i film candidati al Golden Globes ne sono una piccola grande dimostrazione. Iniziamo dicendo che la Hollywood Foreign Press Association, nell’assegnare i Globes divide i film in due categorie (altra cosa che li distingue dagli Oscar, che non hanno distinzione di categoria): Miglior film drammatico e Miglior film commedia o musical.

Come è accaduto l’anno scorso, anche quest’anno la maggior parte dei film sono ispirati a storie reali e da vite fuori dall’ordinario. Alcuni vedono questa cosa come la conseguenza di una carenza di ispirazione da parte degli sceneggiatori e dei produttori americani. Forse invece più verosimilmente ad Hollywood si sono accorti che ormai i soli effetti speciali non bastano più e che il pubblico in tempi di crisi e di incertezza vuole delle storie vere, che diano un barlume di speranza. Perché, come abbiamo avuto modo di vedere, film come Avatar o Gravity o ultimamente Interstellar, potranno avere effetti speciali mai visti, e sbancare ai botteghini, ma al momento di ritirare premi, oltre ai meritatissimi premi tecnici, riscuotono ben poco! Ma come dicono tutti (vincitori e non): “alla fine è già un grande onore essere nominati!”

Partiamo dai film commedia e musical (che durante la cerimonia vengono premiati per primi)

Pride_posterTra i candidati troviamo: Pride, diretto da Matthew Warchus, film che racconta come è nata la  Lesbians and Gays Support the Miners (lesbiche e gay supportano i minatori) una campagna nata nel 1984 in Gran Bretagna, dalla volontà di un gruppo di giovani attivisti omosessuali di raccogliere denaro per aiutare le famiglie dei minatori impegnati in un lungo sciopero contro le politiche dell’allora premier Margaret Tatcher. Un film che mostra, con toni tragi-comici tutte le difficoltà che hanno avuto questi giovani che, nonostante mossi da nobilissime intenzioni siano stati giudicati dall’opinione pubblica solo in base al loro orientamento sessuale. Insomma un film che ci fa capire come, guardando ai giorni nostri, di passi avanti, purtroppo, se ne sono fatti ben pochi. Potremmo definirlo un film “educativo”, ma non didattico.

The_Grand_Budapest_Hotel_PosterIn seguito troviamo Grand Budapest Hotel (The Grand Budapest Hotel) scritto, diretto e co-prodotto da Wes Anderson, ispirato alle opere dell’autore austriaco naturalizzato inglese Stefan Zweig. La storia viene raccontata attraverso dei flashback che vanno sempre più indietro nel passato fino all’anno 1932. Tutti i flashback hanno come punto focale questo grande hotel e le vicende che hanno portato Zweig a scrivere il suo romanzo più famoso. Elogiato dalla critica il lavoro del regista, che è riuscito ad evocare le atmosfere di altri tempi anche grazie alla costumista Milena Canonero, ebbene si, un’italiana, già vincitrice di tre premi Oscar (che forse diventeranno 4 quest’anno? Magari!), che ha fatto un lavoro straordinario ed estremamente ricercato. Inoltre merita un particolare elogio l’interpretazione di Ralph Fiennes, noto generalmente per i suoi ruoli drammatici, che con questo film si è dimostrato capace anche di interpretare una commedia e riuscire ad essere anche esilarante (sicuramente una novità per lui).

Birdman_posterTra i candidati figura anche Birdman or The Unexpected Virtue of Ignorance, un titolo dal sapore ottocentesco per un film attualissimo diretto da Alejandro González Iñárritu che vede come protagonista un magistrale Michael Keaton, che interpreta un attore con un ego gigantesco, diventato famoso grazie alla sua interpretazione cinematografica di un supereroe, chiamato per l’appunto Birdman, che cerca di portare in scena uno spettacolo a Broadway e di riappacificarsi con la sua famiglia allo stesso tempo. È un film che ha colpito i critici di tutto il mondo soprattutto dal punto di vista tecnico, per la qualità della regia, della sceneggiatura e dell’interpretazione, non solo di Keaton ma di tutti gli attori del film.

St_Vincent_posterIn seguito troviamo St. Vincent, scritto e diretto da Theodore Melfi. Forse l’unica vera e propria Commedia (con la C maiuscola volontaria) candidata in cui troviamo un simpaticissimo, come sempre, Bill Murray, tornato in splendida forma. Nel film interpreta un ex-militare ubriacone e accanito giocatore d’azzardo che è costretto a badare al figlio dodicenne della sua vicina, anche se il suo particolare modo di fare il babysitter include visite all’ippodromo e agli strip-club. La cosa interessante di questo film è che la sceneggiatura è stata scritta nel 2011 ed era stata inserita nella Black List di Hollywood, una lista che comprende tutte le sceneggiature ottime che però non trovano produttori. Fortunatamente alla fine si sono trovati i produttori e il risultato è decisamente valsa l’attesa!

Into_The_Woods_(film)Per ultimo citiamo l’unico musical candidato Into the woods diretto da Rob Marshall, trasposizione dell’omonimo e acclamato spettacolo teatrale di Broadway in cui si intrecciano i famosi personaggi delle fiabe dei fratelli Grimm, come Cappuccetto Rosso, Cenerentola e Raperonzolo. Musiche eccezionali, curate da Stephen Sondheim, e un cast di tutto rispetto che include: Meryl Streep, Emily Blunt, Johnny Depp, Anna Kendrick, giusto per citarne qualcuno.

Foxcatcher_First_Teaser_PosterVeniamo ora ai film drammatici: Foxcatcher, regia di Bennett Miller. Film che racconta la storia del campione olimpico di wrestling Mark Schultz, interpretato da Channing Tatum, e di suo fratello David, anche lui campione olimpico, interpretato da Mark Ruffalo, ucciso da un milionario schizzofrenico paranoide interpretato da Steve Carell. I tre attori hanno ricevuto continui elogi dai critici per le loro interpretazioni che li hanno messi a dura prova, soprattutto Carell, che generalmente è famoso per i suoi ruoli comici e che in questo film riesce a calarsi nei panni di un personaggio ben più complesso. Il merito è sicuramente anche del regista che, come già visto in altri film da lui diretti in precedenza, come Capote (con il compianto Philippe Saymour Hoffman) o Moneyball (con Brad Pitt), riesce davvero a tirar fuori il meglio da ogni attore con cui lavora.

The_Imitation_Game_posterThe Imitation game, diretto da Morten Tyldum, tratto da una storia vera. La storia di Alan Turing, matematico e crittoanalista britannico che ha reso un gran servizio al suo paese durante la seconda guerra mondiale, decriptando i codici usati dai nemici per comunicare in segreto. Successivamente però fu perseguitato perché omosessuale, e condannato alla castrazione chimica. Considerato dalla critica uno dei 10 migliori film del 2014, grazie ad una solida sceneggiatura, che cerca di penetrare nel profondo il dramma interiore di Turing, e soprattutto grazie a  Benedict Cumberbatch, attore inglese di indubbio talento, che ricopre il ruolo del protagonista regalando una performance indimenticabile che gli ha fruttato anche la nomination al Globe come miglior attore in un film drammatico.


Selma_posterSelma – la strada per la libertà
, unico film in gara diretto da una donna, Ava DuVernay, che narra la marcia per il diritto di voto da Selma a Montgomery guidata da Martin Luther King Jr. Un film che assume quasi i toni di un documentario senza però essere pesante perché racconta una storia toccante che rimane sempre di grande ispirazione per tutti! La tag-line del film riassume perfettamente il concetto: “One dream can change the world!” (un sogno può cambiare il mondo) in riferimento ovviamente al famoso “I have a Dream…” di Martin Luther King.

Boyhood_filmPoi c’è Boyhood, film scritto e diretto da Richard Linklater incentrato sulla storia di un ragazzino di nome Mason, dall’età di 6 anni a 18, una storia fatta di genitori divorziati, traslochi, nuove scuole, nuovi amici e i litigi continui con la sorella. Probabilmente starete pensando “tutto qui?”. Come darvi torto… ma se vi dicessi che le riprese del film sono iniziate nel 2002? Esattamente! Ben 12 anni di produzione. “Perché?” vi starete chiedendo. Perché era esattamente questo il progetto del regista: ogni anno per dodici anni ha radunato la stessa troupe e gli stessi attori e girato alcune scene per fare in modo che lo scorrere della vita degli attori andasse di pari passo con quella dei personaggi del film. Che dire, una trovata geniale, un vero e proprio esperimento cinematografico che è sicuramente il valore aggiuntivo della pellicola che ha ricevuto molti apprezzamenti già alla mostra del cinema di Berlino. Inoltre possiamo notare l’evoluzione, anno per anno, non solo dei personaggi, ma anche della tecnologia nonché i cambiamenti sociali culturali e politici. Non so cosa sia passato nella testa del regista in questi dodici anni di produzione, ma penso che, una volta guardato il risultato finale possa dirsi davvero soddisfatto.

Theory_of_EverythingE infine La teoria del tutto (The Theory of Everything), diretto da James Marsh, che vede come protagonista una delle menti più brillanti del nostro tempo: Stephen Hawking. Sicuramente conoscete tutti la storia di questo celebre fisico/astrofisico, studioso dei buchi neri che ha elaborato importanti teorie che portano il suo nome, costretto da una brutta malattia, la sclerosi laterale amiotrofica, a vivere su una sedia a rotelle e a parlare tramite un sintetizzatore vocale, cosa che non ha fatto che accrescere la sua fama, perché nonostante le continue limitazioni che gli impone la malattia, è inarrestabile, viaggia, intrattiene conferenze, riceve premi, davvero una persona straordinaria. Il film è tratto dall’autobiografia scritta dall’ex-moglie di Hawking, Jane, conosciuta a Cambridge mentre frequentavano l’università. Infatti il film è prima di tutto una storia d’amore, di Stephen a Jane, e di come lei, per amore gli sia sempre rimasta accanto nonostante tutto. Il film è davvero un gioiellino e, come per tutti gli altri film ovviamente, vi consiglio di vederlo assolutamente. I complimenti vanno anche all’attore che ha interpretato il giovane Hawking, Eddie Redmayne, che ha reso giustizia al personaggio senza cadere nella trappola della caricatura,(il rischio era davvero alto), e invece ha saputo interpretarlo con la dignità che merita.

Voi avete già visto qualcuno di questi film? Chi pensate vincerà quest anno? Vi ricordiamo che la cerimonia di consegna dei premi si svolgerà a Gennaio, e noi, ovviamente torneremo a parlarvene!

Serena Scotti  

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