Come scrivere un romanzo: I personaggi


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Buongiorno amici, eccomi con un nuovo articolo sulla creazione di un romanzo. Oggi vogliamo approfondire il discorso dei personaggi. Molti lettori mi dicono sempre che uno dei particolari più rilevanti della mia produzione, è la caratterizzazione dei personaggi e infatti, proprio grazie a questo Corrado Taranto (nipote di Nino) ha visto in me le potenzialità per scrivere una sceneggiatura, precisamente di “Canta per me”, in cui mi sto cimentando ed è un’esperienza alquanto carina.

Ok, un po’ di pubblicità non guasta soprattutto se serve a qualificarmi per poter così spiegare come creare i nostri personaggi.
Bene, partiamo dalla distinzione fra i principali e i secondari: prima cosa da sapere è che non c’è alcuna distinzione!
Ok, un po’ sorpresi? Anche io… ehm cosa? No, affatto, sono sicura di quello che dico… forse”
Ma che cosa mi salta in mente di dire? Certo che c’è distinzione! I protagonisti ci buttano il sangue in un romanzo!… Ah, poveri noi incompresi!”
Allora, non sono impazzita, vi ho mostrato nel primo caso un’Annalisa nei panni di Caterina di “Canta per me” e nel secondo caso, un’Annalisa nei panni di Lisa di “Tersa”. Ma qui siamo ancora fra i personaggi principali. Vediamo come reagirebbero i personaggi secondari di ciascun romanzo.
Marianna (“Canta per me”): “Ma per favore! Noi personaggi secondari siamo quelli più sfruttati! Ci fate fare delle pessime figure, ci date poco spazio e interveniamo per risolvere i casini che fanno i principali. Dovremmo essere chiamati noi “personaggi principali”! E ora scusate, devo prendere un tranquillante! Anzi, scusate per niente, è colpa vostra se mi sono arrabbiata! Ah povera me, dovrò farmi massaggiare la schiena da mio marito, i piedi da mio figlio, le tempie da mio fratello… Imbecilliii, dove cavolo siete?”.
Ila (assistente del presidente del pianeta Tersa): “Sinceramente? Di questa storia non può fregarmene nulla! Ho altre cose a cui pensare: fare shopping, fare carriera calpestando i miei colleghi, andare dal parrucchiere… Quindi, alla prossima, se avrò tempo di ascoltarvi”.

Allora, lasciatevi dire che i personaggi principali devono avere solo più spazio, più battute, ma mai considerare i personaggi secondari, come di serie b. Se vogliamo che il nostro romanzo sia quanto più realistico possibile, dobbiamo dare delle caratteristiche evidenti anche a quelle che in un film si chiamano comparse. Perché capita anche a noi d’incontrare delle persone che non rivedremo più e scambiare con loro due parole, lasciandole poi esclamando “Ma che persona strana… com’era buffo… che noiosa… quanto chiacchierava” e altre espressioni così. Raramente ci capita d’interagire con qualcuno che risponde con frasi brevi e incolori.
Come fare? Come dissi in un altro articolo, osserviamoci intorno, notiamo come parlano, come si muovono gli altri. Anche quando vediamo dei film, studiamo i movimenti di tutti, l’intonazione della voce ecc., ma se cercate fra i ricordi, noterete che avete già un buon bagaglio di personalità da dare ai vostri
personaggi. Ovviamente quelli principali devono avere un carattere più rilevante, devono entrare nel cuore dei lettori, ma questo non lo dite a Marianna. 😉

Annalisa

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