Respirando pura magia: San Gregorio Armeno e l’Arte Presepiale


Eduardo in “Natale in casa Cupiello”
Eduardo in “Natale in casa Cupiello”

“Te piace ‘o presepe?”

E a proposito del nostro affezionato Eduardo e del “suo” amato  presepe, o  più precisamente  “d ‘o presebbio” come lo chiamava lui.

Ispirata dalle prime timide ventate di freddo e dalla visione improvvisata di qualche suggestivo frammento della meravigliosa commedia “Natale in casa Cupiello” che amo sempre rivedere, mi sembra di respirare già della pura aria natalizia. Voglio però soffermarmi, da buona partenopea, su questo grande baluardo della napoletanità, il presepe (o’ presepio), che non è solo il protagonista della celebre opera di Eduardo.

Un Eduardo che tutti  ricordiamo cimentarsi appassionatamente e con sacra, inattaccabile devozione alla costruzione di quel suo “simbolo religioso” e che mal tollera l’indifferenza di suo figlio che non sa apprezzarlo. Per tutti e tre gli atti non manca, infatti, di rivolgergli la famosa domanda “Te piace ‘o presepe?”, divenuta un tormentone, cercando insistentemente, fino alla fine, il suo assenso. Un apprezzamento, quello nei confronti del presepe, che suo figlio ammetterà, per compiacerlo, solo al suo capezzale, commuovendolo e commuovendoci sorprendentemente.

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A Napoli, in effetti, immancabile protagonista del Natale è il presepe. E seppur non si abbia la possibilità di averlo in casa, per ogni famiglia napoletana non è Natale se non si fa visita alle spettacolari esposizioni della caratteristica stradina di San Gregorio Armeno. Confinata nel bel mezzo del centro storico, essa è celebre per la ricchissima e colorata esposizione di presepi, tra un’allegra moltitudine di negozietti, botteghe e bancarelle che tutto l’anno riempiono di magia gli occhi di chi ne ammira l’arte che dimora in ogni singolo particolare di quei manufatti che sembrano animati e godere di una vita propria.

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Rispetto al periodo festivo, dove l’afflusso di turisti è molto intenso, negli altri periodi dell’anno è più facile osservare con calma e attenzione i pastori minuziosamente plasmati e gli artigiani impegnati nel lavoro. E’ per questo che ho preferito concedermi una bella passeggiata  a San Gregorio ieri, di primo mattino. Ho anche potuto godere del piacere di chiacchierare con qualche artigiano, il cui lavoro ho ammirato entusiasta per decine e decine di minuti, e di soffermarmi a rivolgere a uno di essi delle domande.

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L’artista che mi ha regalato un po’ del suo prezioso  tempo è uno dei più noti. Si chiama Vincenzo Capuano e rappresenta la  quarta generazione della famiglia Capuano, talentuosi maestri artigiani che dal 1840 mantengono accesa, con grande orgoglio, questa meravigliosa tradizione settecentesca. Autori di maestose opere presepiali permanenti a Pietrelcina (Benevento), San Giovanni Rotondo (Foggia) e persino in Spagna, all’interno del Palazzo Reale di Madrid.

Ho interrotto Vincenzo mentre era intento  a scolpire un pastore, seduto fuori alla sua bottega. Sono stata attratta dalla sua espressione attenta, meticolosa, quasi solenne e nello stesso tempo immersa nella profondità degli intagli perfetti che eseguiva nella terracotta. Sembrava fosse in un altro mondo ed escludesse tutto il resto. Mi è parso  superfluo chiedergli se facesse quel mestiere per passione oppure perché forgiato dalla radicata tradizione di famiglia. Il suo sguardo appassionato mi ha subito rivelato che del suo lavoro Vincenzo è innamorato, come ogni artista è innamorato del suo operato.

Come tutti gli artigiani di San Gregorio Armeno egli costruisce presepi tutto l’anno, anche se la vendita, concentrata maggiormente a Natale, è comunque diminuita negli ultimi anni con l’incalzare della crisi. Nello stesso tempo però è crescente la domanda di esportazione, soprattutto in Spagna e in Germania, paesi in cui il culto del presepe è vivo quanto lo è in Italia.

Vincenzo raccoglie, con molta umiltà, quasi in modo impassibile (forse perché è abituato a sentirne tutti i giorni) i calorosi complimenti che i passanti non possono fare a meno di rivolgergli. Soprattutto i numerosi turisti che, incantati, fanno folla intorno alla sua bottega per fotografare le sue scenografie. “Molti i visitatori, molto meno gli acquirenti” mi ha confidato sorridendo Vincenzo, che però non ha mostrato nessuno sconforto in merito, anzi in un tono molto positivo e fiducioso mi ha detto che è sicuro che la condizione in cui versa l’Italia migliorerà presto. E noi ce lo auguriamo con tutto il cuore, come auguriamo a Vincenzo e a tutti gli artigiani di San Gregorio Armeno di continuare a mantenere alta la tradizione presepiale, una delle poche meravigliose tradizioni rimaste inalterate nei secoli. Una magia che colora l’atmosfera di affascinante antichità. Grazie a Vincenzo che tra i suoi presepi suggestivi mi ha permesso di sognare ad occhi aperti e di farmi provare la sensazione di sentirmi immersa nella Napoli che fu.

Viviana Cardone

Nota: Le foto inserite  ritraggono alcuni dei lavori dei fratelli Capuano (Via S.Gregorio Armeno, 28). Potete ammirarne altri sulla Pagina Facebook e, se volete, contattarli inviando un’e-mail a: fratellicapuano@alice.it .

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