Pomeriggio all’insegna dell’Arte: cronaca di un coinvolgente Reading di Poeti Contemporanei


“Perché scrivere poesia? perché è una canzone che sgorga dal cuore e non c’è modo o maniera di sfuggirle. E’ lei che mi cerca!”

readingE’ con questa gran bella espressione pregna di melodia dell’affermato e stimato critico e recensionista Marzia Carocci, che voglio aprire la recensione di un evento che ci sta molto a cuore, tenutosi ieri 29 ottobre, nell’intima e accogliente platea del teatro Arvalia, a Roma. Un interessante quanto assai piacevole evento culturale dedicato alla Poesia Contemporanea.

Con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Municipio XI Arvalia di Roma e alla presenza dell’Assessore Fabrizio Mossino, si è celebrato il tanto atteso Reading poetico, organizzato dall’Associazione Movimento Forza 9 per il Teatro in collaborazione con la Casa Editrice Montecovello, e la presentazione di due volumi, La bella, la noia e il Padreterno di Maria Elisa Muglia e l’antologia Vivo da Poeta (raccolta di 61 poesie contemporanee e delle autobiografie dei loro autori).

Da sinistra, Enrico Stassi, Viviana Cardone e Maria Elisa Muglia
Da sinistra, Enrico Stassi, Viviana Cardone e Maria Elisa Muglia

Posso dirvi, a seguito della mia partecipazione diretta, che chi vi ha partecipato ha potuto godere della gioia di respirare a pieni polmoni l’atmosfera magica che si è venuta a creare durante la lettura di versi straordinariamente appassionati e intrisi di emozione. Nel clima suggestivo dell’immensa e mitica Urbe, storica e fertile patria dell’ Ars Poetica, purtroppo non più considerata come meriterebbe oggi, sempre di più orientata verso l’estinzione.

Ed è proprio nell’intento di condurre un atto di ribellione verso queste cupe previsioni che ieri ci siamo uniti in nome di questa arte, arte che in realtà crediamo, al contrario, possa farsi spazio sempre di più tra il popolo, in una società come quella attuale, frenetica e impaziente, che tende a comunicare nell’immediatezza. E quale mezzo migliore di quello poetico per veicolare messaggi immediati, diretti, viscerali, capaci al contempo di emozionare e far pensare? Quante sensazioni, quante riflessioni, quante esperienze possono evocare anche solo un paio di versi nella loro straordinaria carica emotiva? Infinite!

Assessore Fabrizio Mossino
Assessore Fabrizio Mossino, Viviana Cardone (consulente editoriale Montecovello) e Maria Elisa Muglia, (consulente Montecovello e autrice de La bella, la noia e il padreterno  )

E’ ciò che ieri ho provato (letteralmente) sulla mia pelle (che si è accapponata più volte) quando tutti i poeti presenti hanno voluto “donare” un po’ di se stessi durante i propri preziosi interventi.

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L’attore Alessandro Lo Piccolo

Ho avuto inoltre il piacere di conoscere e ascoltare Alessandro Lo piccolo, giovane attore della compagnia teatrale Liberartisti CTM che ha recitato “Er nòvo Catullo”, una delle straordinarie poesie in romanesco del talentuoso gruppo de “I poeti der Trullo” che con il loro manifesto sul Metroromanticismo si fanno portavoce di un modo originale e “popolare” di accostarsi alla poesia, non per questo meno sublime.

Emanuela Giudice
Il soprano Emanuela Giudice

Ancora la carica espressiva del soprano Emanuela Giudice, che ha interpretato magnificamente la poesia vincitrice del concorso dal quale ha preso vita l’antologia “Vivo da Poeta“, già disponibile in versione cartacea e in ebook. E Enrico Stassi, grande autore, attore e regista teatrale palermitano, che ha recensito egli stesso e ne ha recitato degnamente vari estratti, lo scritto La bella, la noia e il padreterno, colpito dalla bellezza dei versi di quelle poesie tutte diverse per stile e contenuto eppure così omogeneamente unite da un grande amore, da una grande bell’anima che le ha generate.

Infine l’editore Montecovello ha magistralmente chiuso l’evento con un discorso sulla funzione della poesia oggi e sulla difficoltà degli autori di essere pubblicati da grandi case editrici, che di solito non si prestano ad investire in un genere oramai considerato di nicchia, e nello stesso tempo ha offerto un dolce conforto esprimendo le sue positive previsioni circa una nuova rinascita moderna del genere poetico, dichiarandosi innovativo e disponibile in questo senso e invitando i suoi poeti a non smettere di esprimersi in un genere che è quello fra i più “alti” dell’arte.

Noi ci crediamo e non smettiamo di diffonderlo perché, come dice Marzia Carocci, per concludere citandola di nuovo:

La poesia ha necessità di spazio, di ascolto, di comprensione. Il poeta o lo scrittore di emozioni si apre al mondo e si scopre con tutta la propria fragilità. Sappiamo ascoltare perché dentro alle parole spesso vi sono disagi, paure, sofferenze, riflessioni e tanta verità. Chi scrive poesia è alla ricerca di risposte, di indagini che sondano una profondità interiore sconosciuta persino al poeta stesso. Un modo di comunicare, di condividere, di essere presenti a un mondo spesso sordo e assente.

La poesia è essudato di essenza che prende forma e diventa messaggio. Ogni volta che ascoltiamo il poeta, ricordiamoci di dare peso alle sue parole e non giudicarne mai il suo pensiero, ma di accoglierlo come confessione di espressione emotiva in cerca di ascolto.

Viviana Cardone

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