Emozioni “in punta di cuore”: Intervista all’autrice Serena Santorelli


Serena SantorelliCi sono persone che, in breve tempo e nonostante le distanze, riescono ad entrarti dentro e ad occupare stabilmente un angolino del tuo cuore. Persone con le quali, non sai spiegarti bene perché, senti un legame invisibile, forte, profondo, sincero, un legame che si alimenta grazie ad una stima e un rispetto disinteressati. Persone con le quali condividi le stesse emozioni e gli stessi stati d’animo, ai cui pensieri ti ci appigli per sentirti meno solo, meno vulnerabile, meno “strano”. Ci sono artisti – pittori, scrittori, musicisti – che possiedono un dono speciale: la loro Arte sembra essere in grado di superare ogni ostacolo, ogni barriera, riuscendo a penetrare senza fatica nel cuore di chi ha un animo abbastanza puro e sensibile da accogliere e apprezzare il messaggio che attraverso le loro opere, essi vogliono trasmettere.

Serena Santorelli è una di questi artisti. Bella, solare, profonda, è una scrittrice che è stata capace di entrare, in punta di piedi, nella quotidianità delle persone che la seguono fin dai suoi primissimi esordi, riuscendo, grazie alla sua sincera semplicità, a toccare le corde dei loro cuori.  Serena nasce a Pomigliano D’Arco nel 1982. Trascorre la sua infanzia nella provincia di Napoli, dove tutt’oggi vive. All’età di sette anni scopre la passione per la scrittura che, da subito, comincia a coltivare con costanza e dedizione. Durante l’adolescenza studia recitazione. A ventiquattro anni si laurea in Scienze della Comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma e subito dopo la laurea, inizia a collaborare con un quotidiano di informazione regionale, in qualità di corrispondente di cronaca nera. Nel 2009 diventa giornalista pubblicista. Attualmente, collabora con diversi blog di poesia e, nel giugno 2013, il suo nome è stato inserito in una raccolta di aforismi dal titolo “Il Viaggio è nella Testa”, edita da Galassia Arte e distribuita in tutte le librerie d’Italia. È sposata, ha due bambini e sta lavorando al suo primo romanzo.

Nell’aprile 2014, per le Edizioni Galassia Arte, ha pubblicato  il libro “In punta di cuore – le più belle emozioni da Serena Santorelli“, un volume che continua ad avere un grande e meritato successo,  a tal punto che la Pagina Facebook dello stesso scritto è stata generata automaticamente in base agli interessi degli utenti del social network, senza essere affiliata a nessuna persona associata all’argomento trattato né da esse supportata. Un bel traguardo, indubbiamente.

Fatta questa breve introduzione, è arrivato il momento di conoscerla meglio… 🙂

“Leggo di tante storie che scrivi, e mentre leggo, mi vedo. Leggo di me. Leggo delle mie relazioni. Delle mie rabbie. Delle mie paure. Del mi dolore. Leggo della bimba che mi porto ancora addosso, dentro, nella pancia. Leggo di speranza. Di forza. Di pace. D’Amore. La cosa più bella che esista al mondo. E sì. Mi arrivi addosso sparata come un fiore al mio cuore.” Questo è uno dei tanti commenti che i fans ti lasciano sulla pagina Facebook e racchiude un po’ quella che è la senzione comune a quasi tutti coloro che si fermano a leggere qualche tuo pensiero. “Leggo di me”.
Qual è il “segreto” per avvicinarsi in maniera così forte e naturale al cuore della gente? Ti senti lusingata da queste parole?

in-punta-di-cuoreIl segreto non è un segreto, è il mio stile di vita, quello per cui mi approccio sempre agli altri in modo che tra me e loro non ci siano filtri. Amo stare tra le persone, mi piace coglierne umori e malumori, percepirne le emozioni, provare a sentirle dentro come se anche io le stessi vivendo. Soprattutto, mi piace farlo senza pregiudizi. Chi mi racconta la propria storia, sa che non mi troverà mai con un dito puntato contro, che sarò sempre pronta ad ascoltare e non a giudicare. Questo è un atteggiamento che mi appartiene in modo assolutamente naturale, non faccio fatica a tenerlo e chi mi scrive o mi legge, probabilmente lo avverte.

Ho letto che stai lavorando al tuo primo romanzo. E’ troppo chiederti un’anticipazione?

Il romanzo racconta la storia di Angela, una figlia che ha smarrito le tracce della propria madre e che, nel cercare di ritrovarla, scoprirà dettagli della propria esistenza che non conosceva. Angela comprenderà, strada facendo, che per ritrovare le tracce di una madre è necessario prima di tutto cercarle dentro se stessa. Per questo, il suo sarà un percorso prima di tutto interiore.

A quanti anni ti sei avvicinata al mondo della scrittura? Hai sempre scritto solo pensieri brevi e aforismi, o in passato ti sei cimentata anche in racconti brevi? C’è un pensiero, un paragrafo, un racconto a cui ti senti più legata?

Ho iniziato a sette anni e l’ho fatto per il mio papà. È stato così grande il senso di pienezza ricavato, che non ho più smesso. Da allora, ho riempito di parole non soltanto i miei cassetti, ma anche quelli delle persone che amavo. Ho scritto pensieri, poesie, lettere, racconti, romanzi. Ho scritto ogni giorno e continuo a farlo. Ma non c’è un racconto al quale mi sento più legata, perché anche quando non sono contenta di ciò che ho scritto, anche quando mi sembra terribile, trovo sempre piccoli pezzetti di me ai quali, comunque, finisco per voler bene.

Cos’è per te la scrittura?

La scrittura è assolutamente terapeutica, è una sorta di catarsi che permette di s vuotare l’anima e poi riempirla nuovamente. Non c’è nulla, oltre i miei figli, che sortisca in me lo stesso effetto della scrittura.

Oltre a scrivere, leggi anche molto? Quali sono i tuoi autori preferiti? Cosa ti spinge ad acquistare un particolare libro?

Leggo tantissimo e generi molto diversi. Mi piacciono i romanzi storici, così come i libri di poesia. Se scritta bene, persino una favola per bambini può appassionarmi. Sono cresciuta con lo stile della Fallaci, ma ho amato molto anche i classici come Pirandello o Flaubert. In questo periodo, apprezzo particolarmente i libri di Mazzantini e Hosseini.

Quando eri bambina, cosa sognavi di fare una volta diventata adulta? Quanto della bambina è rimasto nella Serena adulta?

Da piccola sognavo di essere mamma, prima di tutto, mamma. A chi mi chiedeva: “Cosa vuoi fare da grande?”, ricordo che rispondevo: “Voglio avere tanti figli”. Poi, crescendo ho sviluppato anche altre attitudini. Ho continuato a scrivere e ho cominciato a pubblicare poesie quando ero ancora adolescente, ho frequentato scuole di teatro e ho conosciuto l’incredibile emozione di stare sopra un palco, con l’adrenalina che scorre dentro al sangue. Dopo il liceo ho intrapreso all’università studi umanistici e sono diventata giornalista. Eppure, nonostante tutto questo, posso dire che il mio sogno più grande resta quello di quand’ero bambina. Provare ad essere, prima di tutto, una buona madre.

Descrivici cos’è per te la felicità con una metafora.

Felicità è un bruco che diventa farfalla.

Ti spaventa il successo che stai ottenendo? Cosa ti ha insegnato quest’esperienza?

Il successo che sto ottenendo me lo raccontano gli altri, io non lo vedo. Faccio quello che mi piace, esattamente come prima. Con la differenza che adesso ci sono tante persone che mi seguono e che si emozionano con me. Ma questo può soltanto arricchire, non può spaventare.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Devo terminare il romanzo. Poi, continuerò a collaborare con la My Jewels che è l’azienda di gioielli per la quale scrivo testi che fanno parte di campagne pubblicitarie nazionali. Infine, continuerò gli studi di psicologia che ho intrapreso circa un anno e mezzo fa e che mi permetteranno non soltanto di diventare psicologa, ma principalmente di arricchire il mio bagaglio culturale, le mie conoscenze e, perché no, il mio stile di scrittura.

Ringraziamo la gentilissima e dolcissima Serena e vi invitiamo, come sempre, a seguire l’artista sulla sua pagina Facebook.

Alla prossima!

Annarita Tranfici

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