Concorso letterario “Writers X-Factor” – la Finale


Amici del Ritrovo, buongiorno. I più affezionati del Blog sapranno che, da diversi mesi a questa parte, io (Annarita) e Viviana siamo impegnate in un contest letterario organizzato da Magla, l’isola del libro che ci ha regalato non poche emozioni e soddisfazioni. Dopo i racconti “Sognando una nuova vita” e “Una luce nuova“, scritti per la prima gara il cui tema era “Schegge“, ecco i nuovi racconti scritti per concorrere all’ultima fase di questo contest, il cui tema è “Confine“, e di cui vi proponiamo gli incipit.
Qualora vi piacciano i nostri racconti, vi invitiamo a votarli nella pagina corrispondente tramite i bottoni social in basso. In caso contrario, vi ringraziamo ugualmente per la lettura. 🙂 
Un ringraziamento speciale a tutte le nostre compagne di squadra e alla dolcissima coach, nonché collega, Annalisa Caravante.

Buona lettura! 😀

Non andare via – Annarita Tranfici

È incredibile quanto sia labile il confine tra la vita e la morte. Incredibile quante settimane ci impieghi un corpo per generarsi nel calore umido di un grembo di donna e come, talvolta, basti un misero attimo per metter fine all’esistenza di quello stesso individuo. È tutto qui, in questa pillola. Riconosco la mano di Dio, le dita che impugnano le forbici che taglieranno il filo a cui ora sono tese le mie membra. Tutto concentrato nei granelli in cui si sfalderanno queste pillole, granelli mortali che il mio stomaco assaporerà silenzioso e avido, accompagnandomi verso un sonno eterno, verso la porta d’uscita da un’esistenza che non ha più sorprese per me, né a cui io ho più nulla da dare. Ho esaurito le lacrime e la disperazione, non ho più armi con cui combattere. L’unico sentimento che sento ancora palpitare nel petto è il disgusto. Chissà quale senso di potere ha provato quel bastardo, cosciente di tenere la mia vita in pugno. Ma che soddisfazione può provare un uomo che, conoscendo la tua storia, ti manda via guardandoti negli occhi con lo sguardo cinico e indifferente di chi crede di aver già fatto la sua parte e non aver null’altro da offrirti? Quel colloquio era la mia ultima speranza. L’ultima chance di rimettere insieme i pezzi di un puzzle che non ha più capo né coda. [Continua a leggere]

Sei parte di me – Viviana Cardone

«Sono qui!» Impaziente e smarrita, continuavo a sentire la sua voce echeggiare intorno a me: correva impetuosa e irrequieta fino a  sfiorarmi  il viso come una sottile brezza gelida e pungente, per poi ritirarsi timorosa e pentita, disperdendosi e morendo contro le pareti incandescenti. Esausta, disorientata e con qualche costola fratturata che mi piegava in due, mi rialzai e  mi rimisi in cammino verso un sentiero tortuoso e surreale di cui non ricordavo il principio e non conoscevo la fine.
«Dove sei? Dove sei?» Un grido disperato scaturì direttamente dall’anima e lì vi rimase. Non riuscivo nemmeno più a pronunciare le parole per mezzo delle mie labbra, che da giorni sentivo serrate, e che schiudevo solo per sospirare, quando mi accasciavo stremata dal dolore o per assaporare  il sale delle lacrime. Lacrime che versavo senza che me ne rendessi conto, presa com’ero dalla furia della mia ricerca. Ma ancora troppo lontano e troppo flebile giungeva all’udito quel dolce lamento perché potessi capire da dove provenisse. Mi giravo e rigiravo a scatti smaniosi e frenetici in quel labirinto infernale, offuscato da una temperatura ardente che rendeva l’aria irrespirabile. Mi muovevo, senza bruciarmi, tra le fiamme sinuose e danzanti, animate da un rosso accecante e vivo come il sangue, che divampavano da giorni,  o da mesi, non ero in grado nemmeno di stabilirlo. [Continua a leggere]

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