Libri dal profumo di mare: Assad, diffusore della “letteratura migrante”


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Nemmeno questa estate sono riuscita a  partire lasciando i libri a casa; mentre preparavo le valige, ho chiesto ad ognuno di loro se avessero voluto accompagnarmi. Tutti, desiderosi di partire, mi  guardavano con aria intimorita ed impaziente allo stesso tempo, sapevano che avrei dovuto fare una scelta. Tuttavia devo dire che in maniera molto diplomatica e saggiamente pacifica si sono consultati tra loro e hanno deciso di proporsi autonomamente. Un sorteggio e via. Niente di più semplice. Loro sì che hanno capito come bisogna convivere. Compagni di viaggio ideali i libri: non occupano troppo spazio, non si lamentano, non litigano fra di loro,  stanno educatamente al loro posto senza infastidir nessuno. Parlano con discrezione e al momento opportuno. Ti tengono compagnia quando lo decidi tu per poi zittirsi, immediatamente e senza offendersi, con un battito di mani.

Fedele amico dell’uomo non è solo il cane, dunque, ma anche “lui”, il caro buon libro. Ed è meraviglioso accorgersi di quanto non sia geloso del tuo affetto, e che richieda anzi, continue e nuove amicizie con cui condividere il suo passatempo preferito: fabbricare sogni. Ed io proprio non riesco a non accontentarli, loro che la  meritano tutta la mia premura. Va da sé che anche durante le scorse, afose giornate di agosto non ho smesso di acquistare libri: un ricco e sano shopping di cultura sotto il sole cocente, persino … sulla spiaggia!

venditoreEh si, perché non ho saputo resistere alla tentazione, quando Assad mi si è avvicinato sotto l’ombrellone rivolgendomi un sorriso immenso che custodirò gelosamente nel cuore per tutta la vita. Occhi grandi e profondi come il mare, intensamente scuri come lo era la sua pelle e i suoi capelli, folti e riccioluti. Spalle grandi e forti, capaci di poter sopportare tutto il peso di un passato carico di angoscia, dolori e sconfitte, un presente fatto di stenti e sacrifici ed un futuro senza certezze. Eppure Assad aveva proprio l’aria di essere felice.

Fu spontaneo tra noi il gesto di darci il “cinque”.  Adoro il contatto fisico, soprattutto quando è improvvisato, genuino e sincero. E quella calda unione di mani estranee, così diverse fra loro, per grandezza e per colore, mi trasmise una carica di pura energia. Sarà stato, forse, perché il suo innato buonumore era assai contagioso ed emanava scariche di adrenalina. Fu assai curioso, perché mi accorsi presto che Assad non era il solito “Vucumprà”. Egli non vendeva la classica merce che solitamente propone chi, come lui, è costretto a lasciare il proprio paese per cercar fortuna in uno stato straniero dove la povertà non fa da assoluta padrona. Assad cacciò dal suo misterioso zaino un mucchio di libri

IMG_1880Credevo si trattasse di vecchi libri usati ma l’odore intenso della carta appena stampata mi fece subito ricredere. Assad mi spiegò, tra un sorso di Coca cola e una fetta di anguria che gradì molto, che si trattava di libri appena pubblicati, scritti da africani migranti, contenenti le loro storie e le loro testimonianze delle lunghe traversate per raggiungere l’Italia. Onestamente non mi era mai capitato di comprarne uno, nemmeno sapevo che esistesse una Letteratura della migrazione. Me lo ha fatto scoprire Assad quel mattino, quando orgoglioso di “vendere cultura” e chiamandomi tutto il tempo sorella  mi disse in francese:

Regarde ce livre, si t’interesse tu peux le prendre .

Scelse lui al posto mio, mettendomi fra le mani uno intitolato: Il mio viaggio della speranza di un suo amico, un certo Bay Mademba.

Il racconto di un viaggio pieno di speranze tradite, fatiche e soprusi, ma anche dell’incontro di persone straordinarie. La descrizione dell’inseguimento di un sogno, del superamento degli ostacoli, delle delusioni e delle sorprese che questo inseguimento ha provocato. Il racconto di una cultura, quella senegalese, che riesce a sorridere nonostante tutto, che sa trovare una spiegazione a tutti i mali del mondo e che crede prima di tutto nell’importanza dei rapporti umani : Mit mit moy garab am  (L’uomo è il rimedio per l’uomo) recita un proverbio senegalese che ho trovato nel libro, molto profondo.

Anche Bay vende libri. Come Assad, li prende da Case Editrici che forniscono loro i libri in “conto deposito”. Possono quindi pagarli quando li avranno venduti. Una bella iniziativa questa, che permette di raccogliere e diffondere le esperienze di chi può insegnare molto a chi è abituato a non guardare aldilà del proprio naso. Quanta saggezza nell’estrema semplicità di questi scritti. E soprattutto importante è l’opportunità che si può dare in questo modo a tanti migranti, di poter guadagnare onestamente vendendo “prodotti che arricchiscono chi compra”: i libri.

4460270-blanco-y-negro-agitando-las-manos-en-un-acuerdo-amistoso-sobre-blanco-aisladasRingrazio Assad per l’incontro che mi ha regalato quel giorno, per il suo splendido sorriso che lasciava trasparire una serenità sincera, che ancora non conosco, e chissà se conoscerò mai. Lo ringrazio per il suo abbraccio, caloroso e onesto. E per questo libro che conserverò con amore e per cui mi pento di non aver dato più degli 8 euro che Assad mi ha richiesto.

In fondo, la saggezza non ha prezzo.

Viviana Cardone

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