Intervista a Cristina Amato, autrice di “Ogni tanto mi tolgo gli occhiali”


Dopo una breve pausa estiva, riprendiamo a riproporvi contenuti e a presentarvi artisti interessanti provenienti dai più disparati settori. Oggi la nostra sezione Interviste ospita una scrittrice catanese, Cristina Amato, autrice del romanzo “Ogni tanto mi tolgo gli occhiali“, edito da Inkwell Edizioni e di cui di seguito trovate una breve sinossi.

Ognuno ha la propria stella da seguire e la mia brillava più del solito: la sua luce non mi faceva mollare e non mi permetteva di vestire degli abiti nei quali sarei sempre stata scomoda. C’era tempo per la rassegnazione e per il sacrificio.

Tic tac tic tac. Questo è il suono che la sveglia ogni mattina. Appena apre gli occhi, Alice vede spuntare un surreale Bianconiglio pronto a ossessionarla e a rimproverarla per il suo essere sempre in ritardo. Perché è il tempo perso il primo nemico di chi, a quasi trent’anni, non ha ancora trovato la dolce metà. 
Ma la vita della zitella che vive nel paese delle meraviglie cambia improvvisamente quando il suo capo le concede un indesiderato permesso… proprio il giorno di San Valentino! 
Alice si trova così costretta a vagare tra le vie cittadine addobbate di cuori rossi e non sa ancora che quel giorno le sconvolgerà la vita. Un incontro speciale? Un inaspettato regalo? Molto di più!

Ogni tanto mi tolgo gli occhialiProfessione copywriter presso un’agenzia pubblicitaria, Cristina è una ragazza dinamica e intraprendente, coinvolta in mille progetti e apparentemente instancabile. Ha lavorato come consulente commerciale, interprete, insegnante, mediatrice linguistica e ghostwriter e attualmente è al lavoro sul suo secondo romanzo. Appassionata di letteratura, di pois e di cinema, affetta da patologie letterarie, sta ancora contando i propri sogni nel cassetto. Nel frattempo li coltiva nel suo blog Fogli Sparsi che sta appassionando migliaia di fan e scrive articoli per la rubrica Art della rivista Sociart Network.

Ma conosciamola meglio attraverso questa breve intervista.

Quanto c’è di autobiografico nel tuo romanzo? Quanto assomiglia Cristina alla protagonista della sua storia, Alice?

Tanto o poco, ma questo non importa. Diciamo che “Ogni tanto mi tolgo gli occhiali” è il libro che mi ha permesso di capire quanto è bello avere ricordi da raccontare.

A un anno esatto dall’uscita del tuo romanzo, ti ritieni soddisfatta dei risultati raggiunti?

Sì, sono molto contenta. Il libro ha avuto un discreto apprezzamento da parte del pubblico. È emozionante sapere che qualcuno ti legge, conosce i personaggi che tu stessa hai costruito, ripercorre le strade che hai disegnato per loro. È importante, però, non fermarsi mai, sentirsi felici ma mai arrivate. Per fortuna la scrittura è un cammino infinito, dove ogni giorno si impara qualcosa di nuovo.

Se dovessi scegliere 3 aggettivi adatti a descriverti ed altrettanti per descrivere il tuo manoscritto, quali sarebbero? Perché?
Tre aggettivi, beh credo che i più adatti a me siano: volenterosa, determinata, ambiziosa.
Per il mio libro: leggero, divertente, sognante.

Tutto ciò che ho fatto finora è merito della mia forte volontà, lavorando 8 ore al giorno è difficile trovare il tempo per scrivere, ma la mia determinazione mi ha spinto a non mollare e la mia ambizione ha fatto il resto.

Il mio libro è leggero perché non pretende impartire insegnamenti di vita, è divertente perché ho cercato di sfruttare molto l’ironia. Ho affrontato diverse tematiche, come ad esempio la solitudine, la voglia di fuga, la disoccupazione sempre con il sorriso. È sognante, sì. Alice è un personaggio che appartiene al sogno, Alice vive di sogni, la scrittura è sogno.

Hai qualcosa in cantiere attualmente?
Assolutamente sì, sto scrivendo un nuovo romanzo. A differenza del primo, è un libro più maturo. Abbandono per sempre la prima persona per lanciarmi in un libro alla terza persona. Scrivo quando posso, in macchina, quando sono in attesa di qualcuno, in pausa pranzo nel mio ufficio, di notte. Provo sempre un senso di estraniamento da tutto, quando penso al mio futuro libro entro in un mondo tutto mio, le scene si susseguono tutte nella mia mente e sto cercando di rendere loro onore su carta. Passerà un po’ di tempo ma sono sicura che potrò dire, anche questa volta: “Ne è valsa la pena”. La scrittura è la mia compagnia di viaggio e quando sono con lei mi sento al sicuro.

Oltre a lettura e scrittura, quali sono i passatempi che prediligi?
Amo gli animali, in particolare i cani. Ho una bassotta trascorro molto tempo con lei. Mi piace il cinema d’autore, amo guardare le nuvole. Mi piace stare distesa per ore a guardare il soffitto, sono sempre alla ricerca di nuove storie. E poi mi piace stare in compagnia degli amici, quelli veri, la famiglia, le chiacchierate.

Hai a disposizione un paio di frasi per convincere un potenziale lettore a far ricadere la sua scelta su “Ogni tanto mi tolgo gli occhiali”. Come lo approcci?

No vi prego, non mi fate questa domanda, di mestiere faccio la redattrice pubblicitaria, il linguaggio persuasivo preferisco usarlo solo quando obbligata.

Finora i tuoi “fogli sparsi” hanno raggiunto quasi 13.000 persone su Facebook. C’è un complimento tra quelli ricevuti dai tuoi fans che ricordi con piacere?

Ho ricevuto davvero tanti complimenti e ne sono felice. Ogni complimento ha la sua importanza e il suo perché non posso quindi citarne uno in particolare. Vi posso dare, però, una piccola notizia in anteprima.
Molti fan di Fogli Sparsi mi hanno chiesto quando sarebbe uscito il libro.
Sono orgogliosa e felice di poter comunicare che a breve uscirà in formato cartaceo e ebook, la raccolta Fogli sparsi.

Cosa ti senti di rispondere a coloro che hanno definito il tuo romanzo “banale”? Come hai reagito alle critiche che ti sono state mosse?

Le critiche sono sempre importanti. Il mio primo libro è nato senza alcuna pretesa. Non ho mai pensato di aver scritto un best seller. È stato il primo passo verso quello che voglio fare da grande. Quindi diciamo che mi aspettavo le critiche, alcune sono state anche molto utili, altre fine a se stesse. Penso che in questi casi, indipendentemente dalla natura della critica, bisogna dare valore al tempo che una persona impiega per scrivere del tuo libro: sia in bene che in male.

A coloro che lo hanno definito banale, rispondo con un grazie. Hanno letto il libro e preso il tempo per giudicarlo.

Ringraziamo Cristina per la sua disponibilità e gentilezza e restiamo in attesa della sua prossima fatica letteraria. 🙂

Potete seguire e contattare Cristina tramite il suo sito internet, la pagina Facebook Fogli sparsi, sull’omonimo Blog e su Patologie quasi letterarie.

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