Eduardo De Filippo tra austerità e comicità…


10596185_921505931198562_1599792840_n

Buongiorno a tutti! Il viaggio alla scoperta del genio teatrale di Eduardo De Filippo prosegue e si fa sempre più interessante. Dopo l’analisi della commedie “Chi è cchiu’ felice ‘e me” e “Non ti pago“, è la volta di un’altra commedia conosciuta e amata dal grande pubblico, un capolavoro che tutti conoscono: Natale in casa Cupiello. Si tratta della commedia di Eduardo che ha richiesto maggior tempo di lavorazione e non a caso lo stesso autore l’ha definita: parto trigeminio con una gravidanza di quattro anni.
Fu presentato inizialmente come atto unico (diventato poi il secondo), e fu messo in scena per la prima volta il 25 dicembre 1931 al cinemateatro Kursaal di Napoli. Un anno più tardi fu scritto il secondo atto (attuale primo) e due anni dopo il terzo. La nuova versione della commedia fu rappresentata il 9 aprile del 1934 al teatro Olimpia di Milano.

La trama narra la storia di una semplice famiglia napoletana, la famiglia Cupiello, composta dal pater familias Luca, l’indaffarata moglie Concetta, il fannullone figlio Tommasino, detto Nennillo e il petulante zio Pasqualino, fratello di Luca.
Il primo atto si apre nella camera dei coniugi e del figlio. In primo piano vi è Luca che prepara il presepe e risponde alle continue critiche della moglie e del figlio che ritengono banale questa sua passione. Ad interrompere il lavoro di Luca è sua figlia Ninuccia, che in seguito ad una lite con il marito, Nicolino, si precipita da sua madre. Concetta con una scusa convenzionale allontana il marito per poter parlare in privato con la figlia. Ninuccia confessa alla madre di non amare più il marito, di avere un amante, Vittorio Elia, amico di Tommasino, e le mostra una lettera da lei scritta e indirizzata al marito per rivelargli la verità e dirgli addio. La madre, in preda al panico, sviene e al suo risveglio riesce a farsi consegnare la lettera dalla figlia e a farle promettere di restare accanto al marito. A questo punto entra in scena Nicolino, accorso per far pace con la moglie. I due si riappacificano e mentre stanno andando via Nicolino viene fermato da Luca, che avendo scorto per terra la lettera della discordia destinata a lui, gliela porge. Con questa scena termina il primo atto.

10563502_921506027865219_1567573129_n
Il secondo atto è ambientato nella sala da pranzo e siamo alla vigilia di Natale. La famiglia si prepara per la cena e come ospiti, oltre a Ninuccia e al Marito, c’è anche Vittorio Elia, invitato da Tommasino, ignaro della relazione che ha con sua sorella. Tommasino lo presenta alla madre, che alla prima occasione, in privato, lo invita ad andarsene per il bene della famiglia. Ma mentre Vittorio sta per uscire viene fermato dall’arrivo di Luca che, non conoscendo i fatti, dopo aver sentito che il giovane è solo in questo giorno di festa, insiste per farlo restare. La situazione degenera quando arrivano Ninuccia e suo marito, e Tommasino presenta i due. A sentire il nome Nicolino, che ha letto la lettera, si agita ma frenato dalla presenza altrui non affronta il giovane. In seguito Ninuccia e Vittorio si ritrovano nella sala da soli e mentre stanno per baciarsi vengono sorpresi da Nicolino che va su tutte le furie e invita il giovane a scendere in strada. Concetta che assiste alla scena si dispera e Ninuccia scende a fermarli. Nel frattempo Luca, Tommasino e zio Pasqualino, non accortisi di nulla, si vestono da re magi per consegnare in maniera divertente i regali natalizi a Concetta. Quest’ultima è in lacrime su una sedia e mentre arrivano i tre che girano intorno al tavolo canticchiando “Tu scendi dalle stelle” termina il secondo atto.

10543155_921506097865212_1852882185_n
Nel terzo atto si ritorna nella camera da letto, ma l’atmosfera è del tutto diversa: Luca è paralizzato nel letto privo di sensi. Il suo stato è dovuto alla scoperta della tresca della figlia.
Intorno al letto vi sono diversi vicini che sembrano voler dare conforto alla famiglia, ma che in realtà sono lì per conoscere i fatti. Luca dorme per la maggior parte della giornata, e l’unica parola che pronuncia è il nome di Nicolino, che la sera della vigilia in seguito al litigio con Vittorio è sparito affermando di non voler più vedere Ninuccia. Tommasino, addolorato per la condizione del padre, prova ad inviare più volte un telegramma a Nicolino per chiedergli di tornare. Ninuccia, sentendosi responsabile per avere provocato tanto dolore, accudisce il padre come un bambino. A infrangere ogni speranza su una possibile guarigione di Luca è il dottore che, dopo averlo visitato, dice che solo un miracolo potrà salvarlo, e quando gli viene chiesta la causa del suo malore lui risponde:
Luca Cupiello […] era un vecchio bambinone, considerava il mondo un enorme giocattolo. Quando si è accorto che la vita ha qualche lato serio, quando ha capito che con questo giocattolo ci doveva scherzare non più da bambino ma da uomo, non ha potuto. L’uomo in Luca Cupiello non c’è e il bambino aveva vissuto già troppo.

Dopo l’intervento del dottore, si presenta Vittorio Elia per sapere come sta Don Luca e mentre tutti lo costringono ad andarsene, Luca lo prende per il braccio, convinto che fosse Nicolino e gli chiede di far pace con la figlia. Chiama sua figlia e prendendo le mani dei due li fa promettere di non lasciarsi più. All’improvviso entra Nicolino che vedendo la scena si agita, ma viene allontanato da tutti. Luca dopo aver unito i due, chiama suo figlio e dice: “ Tommasi’, te piace’ ‘o Presebbio?” e Tommasino intenerito risponde: “ Sì ”. Luca soddisfatto dalla risposta immagina un presepe ideale, grande quanto il mondo e così cala il sipario.
Le vicende della famiglia Cupiello sono ambientate a Napoli, ma anche qui la città è fuori dalla scena, infatti la storia si svolge esclusivamente in casa Cupiello. Soltanto l’attaccamento morboso di Luca al presepe, usanza tipicamente napoletana, ci rivela l’ambientazione. Ma qui il presepe non rappresenta soltanto una tradizione, ma bensì una realtà parallela entro la quale Luca cerca riparo.
Per quanto riguarda la classe sociale alla quale appartiene la famiglia Cupiello si sa che non è una famiglia ricca, borghese, ma al contrario che vive di stenti e ciò si nota dalle condizioni in cui vivono: marito, moglie e figlio condividono la stessa camera da letto. Soltanto la figlia Ninuccia si eleverà al rango borghese attraverso il matrimonio con Nicolino, anche se ciò non basterà a renderla felice.
Il nocciolo dell’intreccio sembra essere l’adulterio, il legame tra Vittorio e Ninuccia, ma in realtà questo serve solo da spunto per altre riflessioni: le caratteristiche della personalità di Luca Cupiello. Uomo che conosce poco la realtà che lo circonda e che ha difficoltà ad interagire con essa, infatti più volte agisce senza rendersi conto di provocare danni: consegna la lettera a Nicolino; invita Vittorio a cena; e infine benedice Vittorio e Ninuccia. Per sfuggire alle difficoltà familiari Luca si rifugia nel presepe, ma spesso il suo poco coinvolgimento nei problemi familiari è dovuto anche al comportamento di Concetta, tanto è vero quando Luca chiede qualche spiegazione in più riguardo alla situazione di Ninuccia, la moglie lo invita a farsi da parte e a dedicarsi al presepe. E questo fa irritare Luca che afferma:
Tu sei la mia nemica! Te l’ho detto sempre. Aggia fa’ o Presebbio? E faccio ‘o Presebbio! Che gente,Giesù, Giesù… Io nun me faccio capace! Però se succedono guai, io faccio ‘o Presebbio… Che razza di gente: nemica del proprio sangue! (le due donne riprendono a parlare sottovoce, senza dare importanza a ciò che egli dice. Luca tende ancora l’orecchio, ma disarmato di fronte all’impossibilità di comprendere, rinunzia definitivamente). Niente, niente… Fra madre e figlia è un altro linguaggio. (Ed esce borbottando).
Quindi il presepe diventa utile anche per evitare a Luca verità poco piacevoli. Verità che non saprebbe affrontare, o meglio non riuscirebbe a sopportare e il finale lo dimostra: Luca, venuto a conoscenza della relazione di sua figlia con Vittorio Elia, non reagisce, preferisce lasciarsi morire giorno dopo giorno perché non riesce a sopportare il peso dello scandalo, del fallimento del matrimonio della figlia, che sente come suo. Ed ecco che proprio in questo momento moglie e figli, che avevano sempre tenuto Luca ad una certa distanza, vedendolo quasi morente nel letto, si prendono cura di lui, gli rivolgono tutte le loro attenzioni.
L’affetto e la sollecitudine che prima gli avevano negato malgrado egli li avesse mendicati in ogni maniera: la moglie lo veglia, la figlia gli prepara il brodo, il figlio scende anche venti volte al girono per far commissioni. Ma è tutto inutile.
Questa commedia è anche riflesso della vera famiglia di Eduardo, infatti non a caso per i due coniugi Cupiello l’autore sceglie i nomi dei suoi nonni materni Luca e Concetta che avevano una figlia, Anna, detta Ninuccia. Ma soprattutto il rapporto conflittuale, ma allo stesso tempo forte che vi è tra Luca e Nennillo, interpretato non a caso da Peppino, riflette proprio il legame instabile che avevano i due fratelli De Filippo.
La famiglia Cupiello è una famiglia atipica, che esce fuori dai canoni, infatti da un lato c’è Luca che rappresenta il pilastro debole della famiglia, l’ingenuo e colui che non ha una grande influenza in famiglia; dall’altra parte c’è Concetta, donna forte, coraggiosa, che non si sottrae alle sue responsabilità, che cerca in tutti i modi di risolvere i problemi e tenere in piedi la famiglia. Concetta rappresenta il vero pater familias, significativa a questo proposito è l’affermazione del portiere:
Vuie avivev’a nascere c’o cazone!
Questa dualità si protrae anche sui loro figli, infatti da un lato abbiamo Tommasino, giovane mammone e nullafacente, dall’altro Ninuccia, donna dinamica, proprio come sua madre, e soprattutto ribelle che distrugge il suo matrimonio in balia di una forte passione amorosa.
Cosa ne pensate? Non la trovate strepitosa? Ditemi la vostra

10596076_921506251198530_1168518304_n

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...