La vita in uno scatto: Intervista ad Alessandra Cantatore


Navigando per il Web, un bel po’ di tempo fa, ho scoperto la pagina di una giovane ragazza i cui scatti mi hanno immediatamente colpita, alla quale, proprio per questo, ho deciso di riservare un’intervista.
Il suo nome è Alessandra Cantatore, 25 anni, nata in provincia di Bari ma attualmente residente a Roma. Fotografa per passione, ha appreso tecniche e segreti di quest’arte studiando da autodidatta, approfondendo gli argomenti di maggior interesse su guide e libri trovati in giro nel corso degli anni. Il suo scatto, tra i tanti partecipanti al Primo concorso Leica talent, è stato pubblicato su Repubblica.

Foto vincitrice concorso Leica su Repubblica

Fatta questa breve premessa, conosciamo meglio Alessandra: una ragazza umile, gentile e, a mio parere, molto simpatica. 🙂

Quanto tempo fa ti sei avvicinata alla fotografia? Per quale motivo hai scelto la fotografia come forma di espressione?
Ormai sono quasi 7 anni. Mi è sempre piaciuta l’arte in generale. Anche a scuola ho sempre dimostrato una spiccata predisposizione per le attività creative. Per anni
ho cercato la “mia strada” spostandomi da un’arte all’altra. All’inizio era il disegno, e poi mollavo. Poi la pittura, e poi mollavo. La musica, e poi mollavo.
La fotografia mi è sempre piaciuta ma non mi ci ero mai avvicinata seriamente prima di 7 anni fa, mi sono detta: “Perchè non provare piuttosto che limitarmi a guardarle le foto ed innamorarmici?
e così è stato, e nonostante momenti di magra diciamo che non l’ho mai mollata a differenza delle altre cose (:

Qual è, a tuo parere, il compito di un vero fotografo? C’è qualche messaggio particolare che vuoi trasmettere attraverso i tuoi scatti?
Non credo esista un ruolo universale per un fotografo. Esistono diversi tipi di fotografia ed ognuno ha un compito diverso, nel tipo di fotografia che faccio io non credo esista un fine ultimo esclusivo.
Io non lo faccio chiedendomi “chissà cosa ci vedranno gli altri”. Io faccio una foto e ci vedo qualcosa, come può capitare che non ci veda nulla. Magari oggi per me significa qualcosa che cambierà tra un mese, un anno, 10 anni.
Mi piace il fatto che la fotografia sia estremamente soggettiva. Facendo spesso autoritratti quello che principalmente c’è nelle mie foto è me stessa, o come il mondo esterno influnza la mia persona e i miei stati d’animo.
Ma la persona che si ferma a guardare le mie foto, può decidere di vedere me oppure se stessa, riconoscersi. Come può vederci qualcun’altro o come può non vederci nulla.
Non saprei dirti esattamente cosa cerco di trasmettere attraverso i miei scatti, non ci ho mai pensato veramente. Penso di essere io, tutto qui. Le mie foto sono me al 100%, e parlano di me molto di più di quanto non sia in grado di fare io.

Alessandra Cantatore - foto 1

Quali sono i soggetti che preferisci? E qual è il posto che da te privilegiato per scattare?
Non esistono posti che prediligo, specialmente dedicando il 90% delle mie foto fotografandomi, mi verrebbe da dire casa mia ma sarebbe sbagliato.
Ho una concezione molto strana di queste cose e sono meccanismi che scattano in me in maniera del tutto naturale e forse priva di senso. Quindi adesso potrei dirti: mi piace fotografare le persone, ma magari trovarmi davanti a qualcuno e non avere la spinta giusta per farlo.
Potrei dirti: impazzisco per i giardini, e non riuscire a trovare nulla che mi spinga a fare una foto in giardino. Dipende.
Però in linea generale posso dirti che per fotografare ho bisogno di grande tranquillità, che prediligo quindi luoghi isolati o intimi in cui non posso essere disturbata. Ma come ti dicevo prima, dipende. Sono strana ed incoerente anche in questo. (Sorride, ndr)

Ci sono personaggi, paesaggi, luoghi, magari troppo lontani, che vorresti immortalare?
Mi piacerebbe molto l’America. Mi ha sempre affascinato la cultura americana, il loro modo di vivere frenetico e la forte personalità del Paese.
New York credo mi farebbe uscire di testa, starei lì ore ore a girare per le strade e perdermi. Mi piacerebbe molto girare per le varie stazioni della metropolitana a guardare le persone ed immortalarle. Mi piace guardare la gente persa nella propria quotidianità, ha una spontanietà e autenticità straordinaria.

Secondo te, l’ispirazione va ricercata o semplicemente attesa?
Un po’ tutte due le cose, se non arriva comunque non bisogna mai smettere di cercarla (:
Con me fa un po’ come gli pare!

Foto vincitrice concorso Leica

Tre aggettivi per descrivere le tue fotografie, e tre per descrivere Alessandra.
Personali, rivelatrici, sognanti.
Solitaria, lunatica, imprevedibile.
(non sono sicura che siano esatti, non sono molto brava a qualificarmi e qualificare ); )

Quali sono i fotografi contemporanei che più ammiri?
Tra i contemporanei il mio preferito è sicuramente Steven Meisel ❤
In generale adoro Newton, Francesca Woodman. Mi piacciono molto le prime foto di Kubrick e Warhol.

Ti capita di scattare qualche foto con le vecchie polaroid? Ti cimenti anche nella fotografia analogica o solo in quella digitale?
Ho due vecchie polaroid che uso assai raramente, e una Fuji istantanea.
Come fotografia analogica mi cimento solo saltuariamente nell’istantanea. In questo sono troppo figlia della mia generazione: non riesco ad aspettare per il risultato di una foto e rimanere nell’incertezza, ho bisogno di vedere subito cosa ho combinato!

Che consiglio ti sentiresti di dare a chi è alla prime armi e intende coltivare la tua stessa passione?
Una cosa che ho sempre sostenuto è: la fotografia è accessibile a tutti ma non è per tutti.
A volte mi innervosisce la facilità con cui si può accedere a questo mondo adesso, quanto a procurarsi l’attrezzatura sia gente che il 90% delle volte lo fa per moda, per capriccio. Che non ha né cuore né inclinazione.
Ad ogni modo, se c’è cuore la strada è in discesa. All’inizio può essere difficile raggiungere le proprie aspettative, il lavoro sembrerà sempre mediocre, ma passione e perseveranza sono gli ingredienti giusti per ottenere buoni risultati.
L’unica cosa che si può acquisire è la tecnica, tutto il resto deve esserci già in chi scatta.

Lo scatto a cui sei più legata o che ti ha dato più soddisfazione.
Questa è sicuramente la domanda più difficile; sono legata a tutti i miei scatti, per motivi diversi. Si sono alcuni che mi piacciono di più ed alcuni meno, ma mi sembra impossibile raggrupparli: non basterebbero 10 post!
Su due piedi mi verrebbe da dire questo: correva il lontano 2008 ed è il mio primo autoritratto un po’ piu “impegnato” che ha aperto la strada a tutti quelli a venire.
Non è il mio scatto migliore, tecnicamente è piuttosto scarso e probabilmente oggi lo farei meglio ma senza lo stesso cuore. Ci sono molto affezionata. Mi mette tenerezza, mi ricorda da dove ho cominciato e quello che ero.

Grazie ad Alessandra che, con grande gentilezza e disponibilità, ha risposto a tutte le nostre domande. Potete ammirare i suoi splendidi scatti sulla sua Pagina Facebook e su Flickr.

Ilaria Tranfici

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