Alla scoperta di… Chi è cchiu’ felice ‘e me, di Eduardo De Filippo


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Questo articolo è il primo di una lunga serie di interventi che ci aiuteranno a conoscere meglio Eduardo De Filippo, grande esponente del teatro italiano novecentesco, autore di brillanti commedie in grado di dipingere la realtà napoletana a tutto tondo e dare grande spazio a quella che si presenta come la maggiore protagonista dei suoi capolavori: la famiglia.

La passione per Eduardo e il suo teatro, è una passione che nutro sin da piccola e che mi è stata tramandata da mio padre, il quale trascorreva gran parte del suo tempo a registrare le commedie che andavano in onda sulla RAI. Io e mio fratello, a differenza di tutti gli altri bambini, ci appassionammo a quel mondo più di qualsiasi cartone animato. Trascorrevamo ore e ore seduti davanti alla TV a ridere ad ogni battuta, perché per me allora Eduardo era solo comicità. Con il passare degli anni, crescendo e riguardando quelle stesse commedie con maggiore maturità e spirito critico, ho iniziato a capire che non si trattava solo di opere teatrali divertenti, ma bensì di lezioni di vita. E ciò non ha fatto che incrementare un interesse già forte e marcato.

Prima di proporvi un’analisi della prima commedia, vi interesserà sapere come questo genio del teatro ha organizzato il suo lavoro.

Nel 1975 Eduardo divise le sue commedie in due raccolte: la cantata dei giorni pari e la cantata dei giorni dispari. La prima raccolta comprende le commedie scritte dal 1920 al 1942, quindi si tratta delle commedie del periodo giovanile, infatti è con gli occhi di un ragazzo di vent’anni che analizza la società, mettendo in scena commedie leggere, comiche e scherzose ; la seconda raccolta, invece, comprende i lavori scritti dal 1945 al 1973, e qui il tono è completamente diverso, non solo perché Eduardo è più maturo, ma soprattutto perché si è appena conclusa la grande guerra che ha stravolto tutti i valori e gli ideali umani e ha fatto perdere la grande fiducia nel futuro.

La prima commedia su cui focalizzeremo l’attenzione è: Chi è cchiu’ felice ‘e me , una commedia che ci mostra una realtà napoletana ancora attuale, fatta di pettegolezzi, di vicini impiccioni e di coniugi che per mancanza di dialogo non si conoscono abbastanza. E’ una commedia decisamente più breve rispetto alle altre, adatta quindi a darvi un piccolo assaggio dell’arte di Eduardo prima di addentrarci nel vivo del suo teatro.
Chi è cchiu’ felice ‘e me, è una commedia in due atti, scritta dall’autore nel 1929. Narra la storia di una famiglia che vive in campagna, a Caivano presso Napoli. Il marito, Vincenzo, interpretato da Eduardo, è un uomo che sembra aver tutto per essere felice: è un proprietario terriero benestante, ha una moglie giovane e molto bella, Margherita, conduce una vita serena e moderata, lontana dai problemi e dai guai. Ma una sera Vincenzo viene sorpreso da una visita inaspettata, Riccardo, un giovane di Napoli, che seguito dai carabinieri per aver ferito un uomo durante una rissa, obbliga Vincenzo con una pistola tra le mani a nasconderlo in casa sua. Vincenzo piuttosto che morire preferisce mentire ai carabinieri, che al loro arrivo conoscendo Vincenzo non sospettano minimamente di lui.

Col passare del tempo Riccardo riesce a risolvere i suoi problemi giudiziari, ma continua a recarsi a casa di Vincenzo con l’intenzione di corteggiare la bella Margherita. Queste continue visite fanno parlare molto i compaesani che sospettano una presunta relazione tra Riccardo e Margherita. Queste voci arrivano anche a Vincenzo, che è esortato dagli amici a fare qualcosa. Ma Vincenzo non dà credito a queste dicerie ed escogita un modo per dimostrare ai compaesani che i loro sospetti non hanno alcun fondamento facendoli assistere all’incontro tra i due giovani, durante il quale Riccardo cerca di convincere Margherita a fuggire con lui e lasciarsi andare alla passione. Margherita che in un primo momento si sottrae alle avances del giovane e rifiuta il suo piano di fuga, fa la felicità di Vincenzo che si vanta con i compaesani della fedeltà della moglie. Ma dopo pochi istanti, sorprendendo tutti, Margherita abbraccia e bacia Riccardo. Vincenzo, preso dalla vergogna e dal dolore corre a chiudere porte e finestre per nascondere quella scena tanto passionale quanto scandalosa.
In questa commedia Eduardo esprime il suo pessimismo riguardo la decadenza della famiglia, che è il contesto entro il quale esplode la debolezza, quella di Margherita. Vincenzo e Margherita hanno un ruolo ben preciso: conservatore e innovatrice. I due all’inizio della commedia sembrano molto legati, ma in realtà hanno esigenze diverse: Vincenzo desidera condurre una vita serena, pacata, tranquilla, lontana dai problemi, dai pettegolezzi, e salvaguardare il proprio patrimonio e la propria moglie. Egli è convinto di avere tutto sotto controllo e di essere l’uomo più felice del mondo, ma sarà proprio la sua certezza e il suo modo ingenuo di pensare e di vivere che gli si ritorcerà contro; infatti in primis, essendo convinto che niente e nessuno potrà mai minare la sua felicità, non si renderà conto della minaccia che Riccardo rappresenta per il suo matrimonio, e ancora, quando apprenderà da amici e compaesani che Margherita incontra Riccardo in paese, lui, ingenuamente e sicuro di sua moglie, non ci crederà. Margherita invece, che inizialmente appare come la moglie ideale che si dedica anima e corpo alla casa e al proprio marito senza mai lamentarsi, è animata da un grande desiderio di libertà, di cambiamento. E questo viene fuori quando, corteggiata da Riccardo, scopre che oltre alle faccende domestiche esiste ben altro: trucchi, calze, e soprattutto un’altra realtà, un’altra dimensione: la città.

Dunque, stanca della routine quotidiana, si fa travolgere da questa passione proprio come un ciclone. Quindi Margherita diventa il fulcro dell’equilibrio familiare e la causa della crisi coniugale, mentre Vincenzo diventa il marito tradito che non vuole accettare la realtà per quella che è.

Tuttavia bisogna andare alle radici di questo rapporto per meglio comprendere la questione: Vincenzo è un uomo di campagna, possiede un’ottima dote, una tenuta in paese e un appezzamento di terreno; Margherita invece è più giovane di Vincenzo ed è molto bella, ma purtroppo non possiede niente di grande valore, dunque il suo matrimonio è in un certo qual modo di convenienza e le permette di vivere una vita agiata e dignitosa, ma purtroppo ciò non farà di lei una donna felice e soddisfatta.

Di seguito trovate uno spezzone della commedia.

E voi, conoscete Eduardo? Quali sono le commedie che più amate?

Siamo ansiose di conoscere le vostre preferenze in merito. 🙂

Vincenza Pacifico

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3 pensieri riguardo “Alla scoperta di… Chi è cchiu’ felice ‘e me, di Eduardo De Filippo

  1. Mi piace molto questa commedia, l’ho vista molte volte. Interessante come la moglie, da prima tranquilla casalinga senza “grilli per la testa”, si riscopre donna ed apprezza un corteggiamento che da anni o forse non aveva mai provato. Perché come dici, c’è dietro la convenienza e mai ci può essere felicità senza amore. Quel “Chi è più felice di me” è solo una chiusura mentale, un non voler vedere che una donna deve continuamente essere conquistata e lei non vede che sta rinunciando a troppo. Se si ama, l’età non è un ostacolo. E Margherita se ne accorge riscoprendo la sua “gioventù”… Un bell’articolo, brava Vincenza.

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    1. Grazie mille Annalisa! Sono davvero contenta che ti sia piaciuto perché vuol dire che sono riuscita a restituire bene il messaggio e a trasmettere questa mia sconfinata passione. Per me parlare di Eduardo è come parlare della mia stessa vita, guardare le sue commedie mi rilassa, una vera e propria medicina doloris!

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      1. Una notte non riuscivo a dormire, ansia per la pubblicazione, accesi la tv, trasmettevano “Tre pantaloni fortunati” già la conoscevo, ma risi lo stesso e mi rilassai. E’ quella che preferisco di più. La scena dei taralli è mitica! Anche a me piace Eduardo.

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