Colpa della stelle (e) di John Green


Colpa-delle-stelle-libro

Titolo: Colpa delle stelle
Titolo originale: The Fault in Our Stars
Autore: John Green
Pagine: 347
Anno di pubblicazione: 2012
Editore: Rizzoli
ISBN: 8858637925
Prezzo di copertina: 16.00 euro
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Colpa delle stelle?! NO!! Colpa di John Green! Ebbene si! È tutta colpa sua! Per aver scritto questa storia e per avermi fatto piangere dopo aver letto l’ultima riga del romanzo! Ma andiamo in ordine… con calma… riprendiamo un po’ di contegno e cerchiamo di fare una recensione seria di questo romanzo. Prima di tutto, un po’ di informazioni tecniche: Colpa delle stelle è stato pubblicato in Italia da Rizzoli nel 2012, ed è il quarto romanzo pubblicato dallo scrittore americano John Green (il colpevole) e dopo pochi giorni si è piazzato al primo posto nella classifica nei best-seller del New York Times e recentemente ne è stato tratto anche un film diretto da Josh Boone (direttore anche di Stuck in Love) e interpretato da Shailene Woodley (nota principalmente per aver interpretato La vita segreta di una teenager americana e Paradiso amaro film candidato all’Oscar con George Clooney) che in Italia uscirà nelle sale a Settembre.

La storia è narrata in prima persona da Hazel Grace Lancaster, una sedicenne che ha rischiato di perdere la vita quando era poco più di una bambina a causa di un tumore alla tiroide al quarto stadio esteso ai polmoni, e che alla fine è sopravvissuta per miracolo grazie ad un farmaco sperimentale. All’inizio del libro la vediamo come una ragazza cupa che preferisce chiudersi in casa a guardare America’s next top model (uno show molto seguito in america) con la sola compagnia dei suoi genitori e di Philip… la bombola di ossigeno che è costretta a portare sempre con sé ovunque vada. Le cose cambiano quando a una riunione di un gruppo di supporto per sopravvissuti al cancro Hazel conosce Augustus Waters, un ragazzo di diciassette anni ex giocatore di basket che ha perso una gamba a causa di un osteosarcoma. Augustus sin dall’inizio non nasconde ad Hazel un certo interesse nei suoi confronti e i due diventano sempre più legati e condividono tutti i loro interessi. A legarli è soprattutto un libro suggerito da Hazel ad Augustus chiamato Un imperiale afflizione che diventerà anche il motivo della loro più grande avventura: un viaggio ad Amsterdam per conoscere l’autore Peter Van Houten grazie all’aiuto di una fondazione benefica per malati terminali. Ma il viaggio non ha l’epilogo che Hazel a Augustus avrebbero tanto sperato e come se non bastasse il destino si mette di nuovo in mezzo e complica le cose, cambiando drasticamente le loro vite… e qui mi fermo, perché odio dare (e soprattutto ricevere) spoiler!

Di storie di gente malata di cancro se ne sentono, leggono e vedono tante. Ma questo romanzo ha qualcosa di diverso, forse perché ormai vari film e romanzi che trattano lo stesso argomento ci hanno abituati a pensare che queste persone che lottano costantemente contro questo brutto male dopo un po’ smettono di essere come la gente qualunque. Come se in qualche modo le persone diventassero la loro malattia, e perdessero di conseguenza la loro umanità, ma non è assolutamente così. Molti personaggi nel libro hanno la leucemia, o l’osteosarcoma, o il cancro al primo, secondo, terzo stadio eppure sono descritti come persone normalissime che fanno tutto quello fanno i ragazzi della loro età: escono con gli amici, giocano ai videogiochi… perché essere “in salute” non significa non avere alcuna malattia, ma convivere con la malattia, imparando a non farsene sopraffare.  John Green ha lavorato come cappellano in un ospedale pediatrico e di bambini malati di cancro ne ha visti tanti, e quando parla di quell’esperienza ci tiene particolarmente a sottolineare come questi bambini fossero estremamente umani nonostante la loro condizione. Green è stato in particolare colpito dalla storia di Esther Earl, una ragazzina di sedici anni morta di cancro alla tiroide, da cui tra maggiormente ispirazione per scrivere Colpa delle stelle.

Quello che colpisce di questo romanzo è soprattutto l’ironia con cui si esprime Hazel, che annota quasi divertita le diverse reazioni della gente che la osserva e che parla di farmaci e procedure mediche con la stessa disinvoltura di cui parlerebbe di cosa ha mangiato a pranzo. Anche Augustus che sembra il classico ragazzino un po’ sbruffoncello, amante dei videogame e dei film splatter in realtà è un ragazzo molto profondo, e, a tempo perso, anche un po’ filosofo. Il classico tipo per cui qualunque ragazzina si prenderebbe una cotta. È un romanzo che si legge tutto d’un fiato e ti dà molto su cui riflettere.

Lo consiglio soprattutto ai più giovani, anche a coloro che non amano particolarmente le storie d’amore, perché di romanticismo nel libro ce n’è, ma senza essere troppo zuccheroso e sdolcinato. Allo stesso tempo però non mi sento di sconsigliarlo ai non più giovanissimi, perché nel corso della storia troviamo anche dei personaggi adulti che hanno ruoli altrettanto importanti nel romanzo e sono forse i maggiori portatori di speranza. Lo consiglio anche a coloro che amano le storie commoventi ma non tanto da arrivare a strapparsi i capelli dalla disperazione (anche se sicuramente verserete qualche lacrimuccia, preparate i fazzoletti). Soprattutto lo consiglio alle persone perennemente insoddisfatte (talvolta ingiustamente) della loro vita, perché leggere di gente che nonostante la malattia riesce comunque a vivere una vita piena, ti mette davvero in pace con i tuoi “problemi” quotidiani.

Detto questo… buona lettura a tutti!   

 Serena Scotti

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