Recensione di “Storia di una ladra di libri”, di Markus Zusak


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Titolo: Storia di una ladra di libri
Autore: Markus Zusak
Pagine: 576
Anno di pubblicazione: 2014
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo di copertina: 16,90
Acquista su: Amazon

 

 

 

 

 

Storia di una ladra di libri”: la realtà disumana di un periodo ostico raccontato dalla voce narrante della Morte che ripercorre la storia di una ragazzina e dei suoi libri rubati qua e là.

“Storia di una ladra di libri”, di Markus Zusak, è un romanzo coinvolgente, scorrevole ed emozionante sin dalle prime pagine, ispirato dalle esperienze vissute dai genitori dell’autore. Descrive, con un linguaggio estremamente semplice e delicato, una realtà davvero struggente, il periodo nazista che ha portato al genocidio di troppe anime innocenti, le quali hanno vissuto con la paura ed il terrore di essere continuamente sotto controllo, di rischiare la morte ogni secondo della propria vita, senza alcuna libertà d’espressione.
Il romanzo era stato pubblicato per la prima volta nel 2005 con il titolo “La bambina che salvava i libri ” e lo scorso marzo nelle sale italiane è stata trasmessa la trasposizione cinematografica, che ha avuto notevole apprezzamento da parte del pubblico.
All’interno del romanzo sono inserite due letture illustrate di Leisel ed alcuni racconti secondari. Ricco di digressioni, anticipazioni e annotazioni, spinge il lettore a porre una maggiore attenzione nella lettura per capire a fondo ogni passaggio, ogni fase, ogni situazione.
La storia è narrata in terza persona: la Morte.Il romanzo inizia con la descrizione del viaggio in treno verso Molching (paesino vicino Monaco) di una ragazzina di nove anni, Liesel Meminger. Purtroppo sua madre non può più occuparsi di lei e del suo fratellino per cui è costretta ad affidarli ad una famiglia adottiva. Ma accade una spiacevole disgrazia: prima ancora di arrivare, il fratellino muore. è lì che Leisel ha il primo incontro con la Morte. Nel giorno del funerale ruba per la prima volta un libricino nero, posto accanto alla tomba, anche se non sa ancora leggere. Inizia così la sua “carriera” di ladra di libri.
Dopo aver salutato la madre frettolosamente ed a malincuore, giunge presso la sua nuova famiglia, gli Hubermann, che vivono in un paesino vicino Monaco . Rosa Hubermann è una donna dal carattere difficile ed irascibile, mentre Hans è un uomo tenero, affabile e premuroso. I due stringono da subito un legame forte, lui durante la notte le legge il libro (che aveva rubato) la protegge e la conforta in ogni momento.
Col passare del tempo, comincia ad ambientarsi nella nuova città e conosce Rudy, che diventa il suo migliore amico.
Rubare i libri, per lei, equivale a salvarli ed a salvare se stessa; li ruba dalla biblioteca della moglie del sindaco, dai roghi nazisti e dovunque capiti. La sua passione per le parole, per la lettura l’accompagna in tutto il suo cammino, anche quando la sua vita si fa più difficile: sono gli anni della dittatura di Hitler, dove tutto è proibito.
Il finale è tutto da scoprire.
È sicuramente un romanzo che induce alla riflessione e che a tratti lascia l’amaro in bocca. Tutta la narrazione è ben curata nei dettagli, nulla è lasciato al caso. Non è solo la narrazione di una storia prettamente drammatica; all’interno vi sono altri temi, quali l’amicizia, l’amore, la solidarietà. L’autore mette continuamente in risalto la bellezza ed il potere delle parole, in un periodo così ostico e drammatico. La voce narrante della Morte è dolce e compassionevole, a differenza dell’immagine triste che siamo abituati ad averne: si emoziona ed è capace di provare sentimenti. I libri diventano il rifugio e simbolo della voglia di libertà della protagonista. Quella voglia di libertà e di salvezza che vorrebbero tutti gli innocenti, disposti a tutto pur di sfuggire dalla dura e struggente realtà che li soffoca e tortura per anni.
Non è semplice narrare cos’è accaduto durante anni del Terzo Reich senza essere ripetitivi e monotoni, l’autore è stato molto originale nella scelta della voce narrante ed ha usato espedienti tecnico-espressivi che hanno reso la narrazione fluida, scorrevole, mai pesante o noiosa.
Amore, dolcezza, spavento, un po’ di tristezza fanno parte di questo romanzo: un mix di emozioni e sensazioni sempre nuove che coinvolgono il lettore sin dall’inizio.
É una lettura molto profonda che consiglio vivamente, anche semplicemente per la curiosità di scoprire un punto di vista diverso.

Valentina Coppola

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