Dallo scarto al capolavoro: Intervista all’artista Nadia Luongo


La sezione “Interviste” de In Nomine Artis – Il Ritrovo degli Artisti oggi è lieta di ospitare un’artista eclettica, brillante e dalla sfrenata fantasia: Nadia Luongo.

Nata a Napoli nel 1986, Nadia consegue la laurea in Ingegneria Biomedica presso l’Università Federico II. L’interesse per l’arte in tutte le sue forme la spinge, nonostante gli studi intrapresi, a coltivare la passione per il disegno nel tempo libero, eseguendo ritratti anche su commissione e partecipando ad esposizioni ed estemporanee.

Mostra - Nadia Luongo

La giovane artista predilige la realizzazione di ritratti in stile realistico, eseguiti per lo più a matita o sanguigna. Successivamente, la voglia di sperimentare nuove tecniche la porta a scegliere di utilizzare per i suoi lavori, comuni materiali di scarto: tappi di bottiglie, bottoni, perline, giocattoli usati, nastro di videocassette, pezzi di tessuto si abbinano nella composizione di tele e quadri.

Chi ha detto, infatti, che si può creare arte solo con pennelli, tempere, marmo e materiali conosciuti?

Abbiamo voluto rivolgere qualche domanda a Nadia, una ragazza disponibile, gentile e molto umile che si è mostrata fin da subito ben felice di soddisfare tutte le nostre curiosità. Il nostro obiettivo era provare a comprendere cosa passa nella testa di colei che -all’unanimità, in Redazione – abbiamo immediatamente inquadrato come un piccolo grande genio. Ci interessava sapere come nascono le sue idee, qual è il suo rapporto con l’Arte e quali sono gli artisti che più ama.

Avrete modo di osservare come i materiali più comuni e variegati trovino una perfetta collocazione sulle tele dell’artista, in un gioco di incastri e colori che colpisce e il cui ricordo non può non restare impresso nella mente. Non solo materiali di scarto portati a nuova vita, ma anche splendidi capolavori di Food Art e meravigliosi ritratti realistici.

La combinazione di forme e stili fanno di Nadia un’artista poliedrica e brillante, la cui bravura non può passare inosservata.

Se volete scoprire qualcosa di più, non vi resta che leggere l’intervista di seguito. 🙂

Come nascono le tue idee? Che cos’è per te l’ispirazione? In che circostanze ti vengono i migliori spunti?

Non so dire esattamente come nascono le mie idee, spesso accade mentre sto facendo tutt’altro…mentre svolgi le tue azioni quotidiane e nel frattempo la tua mente è altrove, succede che osservando qualcosa di apparentemente insignificante, una particolare forma ti rimanda a qualcos’altro…e così nasce l’idea…ovviamente non tutte le idee sono buone idee, ma vale comunque la pena di tentare di realizzarle, non si sa mai. L’ispirazione è qualcosa che non si può in qualche modo controllare, arriva e se ne va quando vuole…l’ispirazione per me è uno stato mentale, in cui sei libero da ogni pensiero o preoccupazione e hai solo voglia di creare.

Disegni Nadia Luongo

Quando hai cominciato ad utilizzare oggetti di uso quotidiano per realizzare i tuoi lavori? Da quello che hai avuto modo di notare, quanto è apprezzato questo tipo di Arte?

Circa tre anni fa mi fu chiesto di partecipare ad una mostra con un tema particolare: il riciclaggio. Così, dopo aver riflettuto per un po’ su cosa avrei potuto proporre, mi sono detta che la cosa più ovvia da fare era fare ciò che mi riusciva meglio, ovvero i ritratti, in una maniera diversa, utilizzando materiali non convenzionali: i rifiuti. Così ho iniziato la mia ricerca ed ho scoperto il mondo della trash art. Ed è stato un po’ come (ri)scoprire qualcosa che da bambini tutti sapevamo fare molto bene e che crescendo abbiamo dimenticato: giocare. Da lì, il passo per iniziare a “giocare” anche con il cibo è stato breve. Mi sono avvicinata alla food art realizzando con la frutta e diversi tipi di cibo e bevande, delle opere dalla vita breve: forse proprio in questo aspetto sta il loro “fascino”. Quando ho iniziato a giocare di più e a pensare meno al risultato finale, ho capito di avere una creatività che credevo di non avere, o di aver perso. Credo che la gente apprezzi questo tipo di arte per la sua immediatezza e semplicità.

Frida - Nadia Luongo

Tra i tuoi lavori, qual è (o quali sono) quelli a cui ti senti maggiormente legata?

Sicuramente il ritratto di Bob Marley, che è stato il primo della serie dei ritratti realizzati con materiali di scarto. Nonostante non sia di grandi dimensioni, ci sono voluti tre mesi (con le dovute pause) per portarlo a termine e la collaborazione di mia sorella, che mi ha aiutata soprattutto a lasciarmi andare di più all’ispirazione e all'”istintività”. Anche se credo che i ritratti meglio riusciti siano stati quelli di Frida Kahlo e David Bowie…tra l’altro per entrambi, poco dopo averli iniziati, sono stata tentata di non finirli perché non mi piaceva come stavano venendo. Fortunatamente ho deciso di andare avanti. Comunque ogni mia opera rappresenta qualcosa per me, ognuna di loro è un pezzetto di me e della mia storia.

Ti dispiace doverti separare da un pezzo che hai venduto?

Certo, sempre. Infatti sono un po’ restia a vendere le mie opere. Prima di tutto perché per me, al di là del loro valore artistico (che non sta a me giudicare) hanno un valore che è difficilmente quantificabile. E’ come se in ognuna delle mie opere fossero rimaste intrappolate le emozioni che ho provato mentre le realizzavo. Ogni volta che le guardo, è un po’ come riprovare quelle emozioni. Quindi sì, mi piace tenerle vicine e separarmene è difficile. A volte poi ne sento la mancanza. Ma l’importante è sapere che le abbia qualcuno che le apprezzi veramente e ne abbia cura come farei io.

Capolavori Nadia Luongo

Pensi che la tua passione potrà trasformarsi un giorno in un vero e proprio lavoro?

Onestamente non lo so. E’ quello che spero.

Come definiresti “l’Arte”?

In una parola: libertà.

Quali sono gli artisti che ammiri e in che modo hanno influenzato le tue opere?

Sicuramente artisti come Jason Mecier, Tom Deininger, Bernard Pras e Vik Muniz. Ma anche artisti emergenti miei coetanei come Javier Pérez e Keisuke Yamada. Le loro opere rappresentano uno stimolo, per me, per continuare a provare e sperimentare sempre qualcosa di nuovo.

Food Art Nadia Luongo

Un’ultima domanda, un po’ più giocosa. Se avessi un super potere, come lo useresti sul tuo lavoro?

Beh, mi piacerebbe avere il potere di trasferire nella realtà tutte le idee che mi vengono in mente. A volte capita di avere buone idee ma poi se le mani non sono in grado di realizzarle, servono a poco. Le mani sono un ottimo strumento, se non diventano un ostacolo.

Ringraziamo la gentilissima Nadia per l’intervista che ha voluto concederci e ci complimentiamo, ancora una volta, per l’estro creativo e il talento evidente.

Quanto a voi, Amici del Ritrovo, potete ammirare tutti i suoi splendidi lavori sulla sua pagina Facebook e su DeviantArt. 🙂

Annarita Tranfici

 

 

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