“IoCiSto’”: la prima libreria ad azionariato popolare nel cuore di Napoli


13 maggio 2014

VIVERE SENZA LIBRI

Ciao Fnac. A me mi piaceva assai venirci lì, ogni tanto. Mi sembrava un po’ Parigi. Ma un po’, ovviamente. Oggi è stato come entrare in un centro commerciale. Di quelli che ci vai la domenica quando sei Bah. Sai che penso Fnac? Che sti’ ragazzi moriranno di cellulari e tablet. Non lo sapranno mai cos’era segnare un libro con una macchia di Nutella. Non avranno finestre da aprire sul mare, sulla notte, sulla pioggia o sull’appartamento di fronte. Moriranno aprendo uno schermo ultrapiatto su RealTime. E si innamoreranno di sconosciuti nascosti nel buio di Fb. E allora è meglio che te ne sei andata via Fnac. E’ tosta stare a guardare impotenti questo niente. Ti assicuro. E tosta vivere senza libri. Fidati. Ah… Ma mica ce la vogliamo aprire noi una libreria meravigliosa? Se avete soldi (qualsiasi cifra) e ci volete pensare fatemelo sapere. Io ci sto.

Galeotto fu il post su Facebook. Un gioco, una provocazione, un sogno che tenta di spiegare le ali. Le parole di Ciro Sabatino, ex editore e già creatore della “Libreria degli Inediti, sono pregne di un odore forte e deciso: quello della speranza. In un periodo economicamente instabile e in un Paese che giorno dopo giorno attraverso le proprie scelte sta tentando di seppellire la cultura ed eclissarne il valore, l’idea di quest’uomo appare quasi rivoluzionaria. Il sogno ambizioso di veder nascere la “Libreria di Tutti” in un contesto oggettivamente difficile come può essere quello napoletano, sembra aver fatto presa sulle coscienze di molti, concittadini e non; persone di tutte le età e di ogni estrazione sociale che manifestano la volontà di far gruppo e portare avanti un progetto comunitario, in cui ognuno può dare il proprio contributo. Un gruppo in cui esiste solo il “Noi” e prevale uno spirito democratico senza sovrapposizioni, garante di una volontà non più individuale ma comune e pro­attiva.

Questa libreria “della gente” ambisce a diventare il nuovo punto di riferimento degli amanti non solo della letteratura, ma dell’arte e della cultura in senso più ampio e generale; essa vuole configurarsi come un luogo in cui si potrà non solo acquistare libri, ma anche noleggiarli o scambiarli con altri appassionati, partecipare ad incontri tematici ed eventi culturali, un ambiente in cui far respirare conoscenza ai propri bambini e ragazzi grazie ai vari laboratori di scrittura, teatro, cinema e fotografia. Il 2014 si sta rivelando un anno critico per le librerie napoletane: a seguito della chiusura della storica “Guida” a Port’Alba e del recentissimo ridimensionamento dello spazio libri dell’ex punto vendita “Fnac” del Vomero, il capoluogo campano ha perso due polmoni culturali da tempo affermati nella realtà del territorio, luoghi in cui si respirava cultura in ogni angolo e si sognava ad occhi aperti, anche solo per un po’. Da qualche settimana però, si sta affermando la voce silenziosa di un gruppo di persone che non intende chinare la testa di fronte all’ennesimo sopruso, ma anzi ambisce a restituire alla città quel valore sociale ed intellettuale che sembra stia progressivamente perdendo. Non a caso, lo slogan scelto dalla dinamica associazione è proprio: “Chiudete le Librerie? E allora ce la facciamo noi”.

Seguendo l’esempio della libreria di Saronno Pagina 18, centro culturale che ha portato a nuova vita i locali di un’altra storica libreria ormai chiusa, la “Palomar”, sembra che anche Napoli stia affilando le armi per combattere la propria battaglia culturale a suon di libri, creatività, collaborazione e impegno condiviso. Il gruppo Facebook conta attualmente 157 membri, la pagina dedicata al progetto più di 7100 seguaci, e il numero sembra destinato a salire grazie al tam tam della Rete che sta contribuendo a far diffondere la notizia a macchia d’olio. I vari raduni del gruppo sono il banco di prova che sta dimostrando chi è seriamente intenzionato a trasformare l’idea in una realtà concreta e attuabile e chi, invece, stava solo scherzando.

iocisto

Le aspettative sono ovviamente molte: rendere una piattaforma così affermata come Facebook un luogo (seppur virtuale) di scambio di idee concrete e successivamente incontrarsi di persona per parlarne, sembra un ottimo punto di partenza per tentare di imprimere un cambiamento significativo e dare un segnale forte alla comunità. E’ un sogno comune, a tratti utopico, che piano piano si è mostrato in grado di attrarre e coinvolgere chiunque: c’è chi, invece di dormire, ha fantasticato sulla ristrutturazione di un vecchio Mc Donald’s abbandonato in una zona che pullula di ragazzini che giocano a pallone e che, forse, potrebbero interessarsi alle attività culturali ideate dal gruppo; c’è chi se l’è immaginata sorgere dalle ceneri di un vecchio cinema, chi ha dedicato il suo tempo all’ispezione di locali vuoti e chi è partito alla ricerca di avvocati ed esperti in diritto societario che vogliono sposare la nobile causa. Insomma, tanta gente ha iniziato a correre dietro un piccolo grande sogno, credendoci, desiderando ardentemente di arrivare fino in fondo.

“L’iniziativa non ha nessun burattinaio, nessun gruppo occulto, nessuno sponsor politico commerciale. E’ una reazione, una risposta. E basta.”

come afferma lo stesso ideatore. E’ stato chiarito fin dal principio come il progetto abbia bisogno di soci che vi credano fermamente e che siano disposti a mettere a disposizione della cooperativa idee, energie, tempo e denaro.

openday

IoCiSto è già una realtà. Il 21 luglio sarà una data storica: sarà la data in cui la Napoli sana, idealista, coraggiosa farà sentire la sua voce e griderà forte la sua voglia di riscatto. Questo gruppo di rivoluzionari ha fatto un regalo speciale all’antica Partenope e a tutta la sua gente, quella gente che non vuole vederla morire ogni giorno di più nello squallore di un degrado morale e culturale sempre più incombente.

Per tutti quei sognatori che non si sono mai arresi e che non hanno perso la capacità e la voglia di credere che ciò che in principio può sembrare impossibile, nella realtà può diventar possibile. E’ soprattutto a loro che si dedica questa vittoria.

Non si tratta di una favola qualsiasi. E non vediamo l’ora di leggere il suo splendido lieto fine.

  Annarita Tranfici

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